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Ancona

«Ciao Palì, simbolo di anconetanità». Lacrime e commozione al funerale di Giampaoli

Uno striscione all’ingresso della chiesa Maria Santissima Madre di Dio, per salutare la figura del grande industriale del settore dolciario e ex calciatore

L'ultimo saluto a Giampaolo Giampaoli

ANCONA – Un rispettoso silenzio lasciava risuonare nell’aria il rumore della pioggia che batteva sull’asfalto. Volti velati da un composto dolore. «Ciao Palì, simbolo di anconetanità. La tua Torrette ti rende onore». Con questo striscione spiegato all’ingresso della chiesa Maria Santissima Madre di Dio, il feretro di Giampaolo Giampaoli ha sfilato in mezzo alle tante persone che oggi pomeriggio 11 dicembre sono venute a tributargli l’ultimo saluto.

L’imprenditore Giampaoli

Tra le autorità presenti anche il sindaco Valeria Mancinelli, l’ex sindaco Fabio Sturani, il presidente della Camera di Commercio di Ancona Gino Sabatini. Mentre tra gli amici di sempre: Otello Carloni, titolare della Trattoria Sardella, con i figli Carlo e Andrea. I supporter dorici: Eros Giardini, The Warriors Torrette che a Giampaoli hanno dedicato lo striscione. Il figlio Gabriele, commosso, ha ringraziato gli amici tifosi con cui condivide da sempre la fede calcistica per i colori biancorossi dell’Ancona. Passione ereditata dal papà Giampaolo, grande industriale con un trascorso da calciatore.

«Prendi le redini della tua parte e metti nel lavoro la passione che metteva papà» si è raccomandato Don Bruno Burattini rivolgendosi a Gabriele Giampaoli, figlio di Giampaolo. E poi ha ricordato con commozione il profondo legame di amicizia che lo legava all’amico imprenditore. «Quando penso a lui mi tornano in mente i tanti momenti che abbiamo condiviso – ha detto Don Bruno Burattini – il suo è stato il primo matrimonio che ho officiato». Con un lungo applauso il feretro è uscito dalla chiesa tra le lacrime dei tanti presenti.