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Ancona

Choc a Collemarino: Carabiniere si toglie la vita con la pistola d’ordinanza

La tragedia si è consumata questa mattina, 25 marzo, davanti alla caserma dove prestava servizio. Il militare lascia la moglie e il figlio

I Carabinieri

Un’alba terribile quella di oggi a Collemarino di Ancona. Un carabiniere di 56 anni, brigadiere in servizio al Comando Stazione di Collemarino, si è tolto la vita nella sua auto con un colpo sparato dalla sua pistola d’ordinanza. La vettura era parcheggiata in via Patrizi Mariano, davanti alla caserma. Un gesto estremo che lascia attoniti i colleghi e tutta l’Arma. La tragedia si è consumata verso le 4 del mattino. Inutili i soccorsi, per il militare, che lascia nel dolore la moglie e un figlio. Sconosciute le motivazioni che abbiano spinto il militare a compiere il drammatico gesto. Al dolore dell’Arma si unisce quello della collettività di Collemarino e ancor prima di Marzocca dove aveva lavorato in precedenza.

«Ancona piange un suo figlio Carabiniere che si è tolto la vita – è il commento addolorato di Unarma Asc Marche – è un’ecatombe silenziosa. È un giorno tragico e struggente quello in cui dobbiamo dire addio a un amico, ancor di più se a portarcelo via sono fardelli che pesano silenziosamente sull’anima, fino a schiacciare sotto il loro peso quell’anelito di vita che ci spinge ad andare avanti, sia pur fra mille difficoltà, in questo nostro lavoro delicato e difficile. E oggi viviamo attoniti un altro dramma, un altro ancora, mentre ci lascia l’ennesimo collega che… non ce l’ha fatta. Il pensiero corre subito alla sua famiglia, cui ci stringiamo solidali e commossi, e a questa nostra grande famiglia dell’intero Comparto sicurezza e difesa, che in un’interminabile ecatombe silenziosa perde uno dopo l’altro tanti suoi figli».

Nelle sue parole, il segretario generale regionale Unarma Marche Asc Paolo Petracca, esprime tutto il cordoglio dell’Arma dei Carabinieri per il gesto estremo del militare, in servizio ad Ancona presso la Stazione di Collemarino, che si è tolto la vita con l’arma di ordinanza all’interno della propria auto.

«In questi momenti di lutto cercare di capire è necessario, ma purtroppo drammaticamente tardivo – aggiunge il rappresentante di Unarma – il dolore è immenso, i dubbi lacerano, il senso di impotenza atterrisce. Specie di fronte a un fenomeno che fra le Forze armate e di polizia esprime numeri agghiaccianti, con ben 258 suicidi in 5 anni. Ma sentirsi impotenti equivale a una resa: intervenire invece si può e si deve, sviscerando e snidando pericoli più subdoli che mai perché ancora molti si accostano a questa tematica con sospetto, sfiducia, eccesso di pudore. Noi, di fronte a tutto ciò – conclude Petracca – non possiamo che rilanciare forte il nostro appello, perché ogni azione di prevenzione e cura sia messa in campo, senza che nulla resti intentato. Ogni singola vita dei Servitori dello Stato lo merita».