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Ancona

Chirurgia aortica, la ricerca di UnivPm e Ospedali Riuniti in primo piano a Londra

Verrà presentato al Barts Aortovascaular Symposium di Londra l'innovativo approccio ibrido per la cura degli aneurismi estesi dell’aorta toracica. Ecco di cosa si tratta

Prof. Marco Di Eusanio (UNIVPM e direttore Cardiochirurgia OORR) e dal dott. Emanuele Gatta (Ch. Vascolare OORR)

ANCONA – «Un esempio eccezionale di innovazione e sinergia tra l’Università Politecnica delle Marche e l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, al servizio della salute dei cittadini», afferma il Rettore dell’UnivPM, Gian Luca Gregori. «Ancora una volta si evidenzia l’importanza della ricerca e della condivisione dei progressi, perché gli sviluppi scientifici nascono e migliorano la vita delle persone, grazie alla condivisione delle conoscenze e alla collaborazione scientifica nazionale e internazionale».

Verrà presentato il prossimo 10 dicembre al Barts Aortovascaular Symposium di Londra, uno dei più importanti convegni al mondo per la chirurgia aortica, l’innovativo approccio ibrido per la cura degli aneurismi estesi dell’aorta toracica ideato ed eseguito dal professore dell’Università Politecnica delle Marche e direttore Cardiochirurgia OORR, Marco Di Eusanio e dal dottor. Emanuele Gatta, della Chirurgia Vascolare OORR.
 
Insieme ad altri luminari europei e statunitensi, Di Eusanio è stato invitato a presentare un approccio che combinando tecniche chirurgiche tradizionali con innovative tecniche endovascolari consente di operare pazienti con voluminosi aneurismi dell’aorta toracica evitando quelli che per 30 anni sono stati considerati elementi imprescindibili di questa chirurgia: l’ipotermia e l’arresto di circolo. Una vera rivoluzione.  
 
«Il fatto che i chirurghi aortici abbiamo sempre utilizzato l’arresto di circolo e l’ipotermia, asserisce il Prof Di Eusanio, non li rende meno dannosi per il paziente: l’arresto di circolo e l’ipotermia sono le principali cause di complicanze post-operatorie. Grazie ad una continua ricerca e alla collaborazione con il Dott. Gatta abbiamo potuto sviluppare un approccio ibrido che consente durante il tempo centrale dell’intervento di mantenere una continua e piena perfusione di tutti gli organi permettendoci di migliorare i nostri risultati. In una serie di 11 pazienti non abbiamo avuto nessun decesso e nessuna complicanza maggiore o minore per una tipologia di interventi che nella letteratura internazionale è associata a tassi di mortalità compresi tra il 5 e il 15%».
 
«Stiamo crescendo in una chiave fortemente innovativa», aggiunge il Direttore Generale dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi. «Infatti, con la progressiva ibridazione tra le discipline in atto, presso il nostro Ospedale si prefigura, con assoluta evidenza, quale sarà la medicina e la chirurgia del futuro: non il paziente che passa da un reparto all’altro ma gli specialisti di varie branchie tutti intorno al letto del paziente, con quest’ultimo curato in maniera sempre più efficace».
 
La domanda di brevetto per due protesi disegnate ad hoc per questo intervento sarà depositata nelle prossime settimane dal Prof Di Eusanio e dal Dott. Gatta.