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Ancona

Chiaravalle, sindaco indagato per stalking: chieste le dimissioni

È la reazione politica scoppiata sul caso Costantini. Ciccioli di Fratelli d’Italia: «Garantisti, ma difensori della buona politica. Faremo intervenire il prefetto di Ancona»

Il tribunale di Ancona

CHIARAVALLE – Fa discutere la politica l’indagine per stalking piovuta sul sindaco di Chiaravalle Damiano Costantini, 51 anni, avvocato. Da Fratelli d’Italia fino ai socialisti le critiche arrivano pesanti. Carlo Ciccioli, capogruppo in Consiglio Regionale per Fdi, chiede le dimissioni del primo cittadino. «Garantisti, ma difensori della politica, la buona politica. In virtù di questo assioma non posso non intervenire rispetto a quanto si sta verificando a Chiaravalle – dice Ciccioli -. La vicenda del sindaco Damiano Costantini, indagato per stalking e molestie e oggetto di una misura cautelare disposta dal Gip, Carlo Masini, su richiesta della Procura di Ancona, presenta dei contorni che rischiano di sfociare nel grottesco». 

Il sindaco Chiaravalle
Il sindaco Chiaravalle Damiano Costantini

«L’ordinanza di divieto di avvicinarsi ad una dipendente comunale che lo ha accusato di stalking – prosegue l’esponente – perché nei suoi confronti il sindaco avrebbe tenuto atteggiamenti persecutori, senza voler entrare nel merito della vicenda giudiziaria che farà il suo corso, rischia di far implodere la parte finale dell’amministrazione di Costantini, che si conferma una iattura per Chiaravalle. Chissà come avrebbe affrontato questa vicenda Maria Montessori? Di certo, come Fratelli d’Italia ci sentiamo di dare un consiglio al primo cittadino: si dimetta spontaneamente. Non è pensabile, infatti, far gettare fango e discredito su Chiaravalle e, a maggior ragione, limitare i poteri di un sindaco nell’espletamento delle proprie funzioni a seguito dell’ordinanza di cui è stato oggetto. Nessuna volontà di speculazione politica, anzi. Vogliamo che Chiaravalle non finisca nel fango per beghe sentimentali finite male. Potremmo presentare una mozione di sfiducia in Consiglio comunale e costringere la maggioranza a essere solidale, quindi andando a fondo, con Costantini. Ma preferiamo che sia quest’ultimo che, fatte le opportune ovvie valutazioni, faccia un auspicato passo indietro. L’unica mossa politica che ci sentiamo di compiere, altrimenti, è coinvolgere nella vicenda il Prefetto di Ancona e chiedere – conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche, Carlo Ciccioli – un pronunciamento ufficiale. Ma, cortesemente, Costantini, accogli il nostro spassionato suggerimento, dimettiti».

Anche il PSI sezione di Chiaravalle esterna commenti duri sulla vicenda. 

«Da mesi la notizia trapelava dai corridoi comunali – scrive la sezione Giacomo Brodolini in una nota – la sorpresa è più nel silenzio assordante della gran parte dei gruppi politici, attenti a solidarizzare giustamente con le donne afghane, a mettere panchine rosse contro la violenza di genere, ma non stranamente silenti sulle vicende del nostro comune, sempre meno ricordato per Maria Montessori e sempre più per queste tristi vicende.
Sulla vicenda personale siamo e restiamo garantisti ma nei casi di violenza sulle donne e sui lavoratori i socialisti stanno da una parte sola».

Il PSI parla di «situazione grave,  il decoro e l’immagine della Casa di tutti i cittadini e dell’intero paese ne esce malamente; appare dalla lettura dei giornali che le umane e personali vicende abbiano con ogni evidenza influenzato scelte e comportamenti amministrativi ben prima che lo scandalo scoppiasse, e questo in ogni caso tristissimo epilogo, svoltosi tutto dentro uffici pubblici, richiede che il primo cittadino faccia per decoro pubblico un passo indietro. Delle vicende penali non ci interessiamo ma del bene di questo paese dobbiamo. Sindaco dimostri onore, dignità e coraggio si dimetta».