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Ancona

Cgil Ancona a congresso. Il segretario uscente: «Fase economica preoccupante. Cala il numero delle imprese»

A Jesi il X congresso della Camera del Lavoro di Ancona. L'apertura è stata affidata al segretario uscente Marco Bastianelli che ha fatto il punto sulla situazione

Marco Bastianelli, segretario generale uscente Camera del Lavoro Ancona

JESI – Al via questo pomeriggio (martedì 10), a Jesi, il 10ecimo congresso della Cgil di Ancona. Due le giornate di lavoro (oggi appunto e domani, mercoledì 11) all’hotel Federico II tra ospiti e dati regionali sulla popolazione e sull’economia del territorio provinciale e regionale. La Camera del Lavoro di Ancona giunge all’assise dopo aver tenuto 446 assemblee di base coinvolgendo circa 8.500 iscritti. L’apertura è stata affidata al segretario uscente Marco Bastianelli che ha fatto il punto: «I segnali di rallentamento ci sono tutti. È tempo di rimboccarsi le maniche: nella provincia, a fronte del traino di aree importanti come il porto, ampie zone, come il Fabrianese, arrancano. Il manifatturiero è in difficoltà e, se pure l’export 2022 è cresciuto, il numero delle imprese attive resta calante». Quindi la tavola rotonda dl titolo “Una rinnovata centralità della rappresentanza sindacale, nei luoghi di lavoro e nel territorio, per il progresso sociale e democratico dell’Italia”.

Alcuni dati sulla provincia di Ancona

Dalla popolazione alle imprese, il segno meno è costante. Dal punto di vista demografico, secondo i dati Istat elaborati dall’Ires Cgil, dal 2012 al 2022, la provincia ha perso ben 15.216 residenti, pari a meno 3,2%; il calo ha interessato l’85% dei comuni. Le stime Istat rilevano per il 2031 un ulteriore calo di 14.217 individui, pari al – 3,1%, di cui 10.094 di età compresa tra 0 e 14 anni (-18%). Il calo riguarda anche le imprese attive: dal 2011 al 2021 sono diminuite dell’8,6% ovvero – 3.641. In questo contesto, si inseriscono i numeri del mercato del lavoro sempre più precario: nel 2021, il tasso di inattività nella provincia è del 29%, la disoccupazione giovanile si piazza al 23,5% e tra uomini e donne il tasso di occupazione registra una differenza di 11,9 punti percentuale  a discapito delle donne. Il part-time incide per il 32,7% dei dipendenti privati; di questi, dal 2011 al 2021, quelli con contratto a tempo pieno e indeterminato sono diminuiti di 10mila unità. In dieci anni, la manifattura ha perso il 9,7% della forza lavoro mentre il terziario, dove si accentra la precarietà, aumenta del 12,9%. A questo si aggiunge una retribuzione media lorda annua di 20.853 euro con le donne che percepiscono in media 8mila euro lordi in meno rispetto agli uomini. Ultimo tassello, le pensioni: 114mila prestazioni sono inferiori a 750 euro mensili e cioè sotto la soglia della povertà.

«Nella provincia, due crisi industriali hanno segnato questo fase: la vicenda Elica e la Caterpillar di Jesi. In entrambi i casi, una gestione intelligente ha permesso al sindacato importanti risultati sul fronte dell’occupazione», dice Bastianelli. E ora si guarda ad Amazon: «Il prossimo arrivo a Jesi di Amazon – sottolinea il segretario uscente – va letto come punto di ripartenza importante per il territorio e come una grande occasione di lavoro, che va dunque gestita con lungimiranza dalla Cgil». E ancora: «In questo momento, la provincia, quella più interessata a nodi strategici come porto, interporto, aeroporto, ferrovia, potrebbe essere quella che rischia di più, potremo giocarci passaggi essenziali. Un rischio che c’è e che si potrebbe anche intravvedere come prossimo effetto dell’aziendalizzazione su scale provinciale della sanità. Molto del possibile è nella capacità e lungimiranza del governo regionale che invece si caratterizza per scarso confronto, miopia strategica e prevalenza di interessi localistici e di parte».

La Cgil di Ancona, in questi anni difficili, ha puntato sulla contrattazione possibile, aziendale e territoriale. Sono stati raggiunti importanti risultati negli appalti con la firma di protocolli in molti Comuni e all’Università mentre il prossimo avvio dell’azienda unica provinciale per i rifiuti è anche il risultato di otto anni di battaglie sindacali. Conclude il segretario uscente: «La Cgil di Ancona guarda  al futuro, forte di 48mila iscritti, della leadership diffusa nelle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) e di un quadro dirigente rinnovato, ringiovanito e ad alto tasso di presenza femminile».

E domani, l’inizio è previsto per le ore 9.30. Alle ore 12 è in calendario un intervento dell’Ires Marche, dal titolo “Per meglio comprendere: problemi e prospettive delle Marche e dell’Italia nel quadro economico e politico mondiale”, curato da Walter Cerfeda, presidente Ires Marche e Marco Amichetti, Ires Marche. Le conclusioni di Gualerzi, Cgil nazionale, sono previste nel pomeriggio.

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