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Ancona

Centri massaggi a luci rosse: 9 sequestri tra Marche, Lombardia, Emilia Romagna e Abruzzo

L'operazione “Vishudda”, condotta dalla Squadra mobile di Ancona e coordinata dalla Procura, ha smantellato una rete nazionale dedita al sesso guidata da una coppia pugliese che sfruttava giovani ragazze italiane

ANCONA – Cinque persone arrestate e nove centri massaggi sequestrati dai poliziotti della Squadra Mobile di Ancona che, guidati da Carlo Pinto, hanno smantellato un’organizzazione criminale dedita al sesso e diramata tra Marche, Lombardia, Emilia Romagna e Abruzzo.

Ancona, Curtatone, Bologna, Faenza, San Giovanni in Marignano, Porto Sant’Elpidio, Pescara, Foggia e Barletta le città in cui nelle prime ore di ieri mattina (30 settembre) sono avvenuti i sequestri.

L’operazione partita da Ancona a fine 2017 e denominata “Vishudda”, come il centro massaggi a luci rosse dorico, ha visto un’intensa e brillante attività investigativa da parte della Squadra Mobile di Ancona, coordinata dal sostituto procuratore Paci della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona.

I centri massaggi in realtà erano centri del piacere dove venivano sfruttate sessualmente 50 giovani ragazze italiane.

I poliziotti della Squadra mobile di Ancona, in collaborazione con le questure delle altre città italiane, hanno arrestato un 40enne foggiano che con la moglie 33enne era a capo dell’organizzazione criminale dislocata nella dorsale adriatica. Il gruppo riusciva a incassare intorno ai 35mila euro al mese grazie al giro di affari legato al sesso. Per la coppia l’accusa è quella di sfruttamento e di concorso e induzione alla prostituzione.

Nei confronti di altre 3 donne, tutte tra i 37 e i 39 anni, una di Pescara, una di Cosenza e un’altra di Curtatone sono scattati invece gli arresti domiciliari, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, mentre per la sesta donna che si era ritirata dal giro di affari è scattata la perquisizione. Tutti i 6 membri del gruppo non avevano precedenti e il capobanda gestiva nel foggiano anche altre attività imprenditoriali di natura diversa.

Cinquanta le ragazze coinvolte, tra i 20 e i 30 anni, che venivano assunte con la promessa di un guadagno di circa 2500 euro al mese e inquadrate come segretarie. Le giovani massaggiavano i clienti su un materassino posto a terra utilizzando un olio extravergine di oliva che veniva portato esclusivamente dal capobanda che lo reperiva in Puglia.

 

Una mappa dell’organizzazione sul territorio

Il cliente prima passava in cassa per pagare la “prestazione” poi andava nella stanza dove si spogliava completamente nudo e si adagiava sul materassino. La ragazza accendeva candele profumate e si spogliava anche lei completamente nuda per poi iniziare il massaggio che non sfociava mai in una penetrazione, ma che tramite una serie di tecniche tantriche conduceva il cliente all’orgasmo. Le giovani venivano tutte formate prima di essere dislocate nei vari centri massaggi: nel giro anche alcune ragazze anconetane che però venivano fatte lavorare fuori regione, mentre nel centro di Ancona lavoravano massaggiatrici foggiane.

Una organizzazione ben collaudata che ruotava le ragazze periodicamente nelle varie sedi. Il centro massaggi di Ancona, aperto nel 2016 e la cui sede si trova di fronte ad Angelini, era gestito da una 35enne di Cosenza.

Ogni massaggio costava 100 euro al cliente, 60 andavano all’organizzazione e 40 euro restavano in tasca alle ragazze.

Tra i clienti, che sapevano benissimo a quale tipo di massaggio stavano andando incontro, numerosi i personaggi facoltosi e alcuni in vista dell’Ancona bene e anche molte donne.

Mente dell’organizzazione il 40enne foggiano che aveva aperto un forum online sul sito TantraItalia, dove i clienti si scambiavano sensazioni e impressioni. L’uomo giornalmente contattava le donne che erano a capo dei centri massaggi le quali dovevano riferirgli l’incasso e il numero di clienti.

Le ragazze venivano reclutate con degli annunci online così come i clienti: «Cercasi ragazza per attività in centro olistico con contratto a tempo indeterminato e 2mila e 500 euro di guadagno al mese», mentre l’annuncio rivolto ai clienti era «centro olistico tantrico esegue massaggi con personale qualificato». Insomma sotto la parvenza di centri olistici si celavano invece centri a luci rosse per «un giro di affari milionario» come ha spiegato il capo della Squadra Mobile Carlo Pinto, che nella sola giornata di ieri ha portato al sequestro di 15mila euro in contante, mentre «altre cifre erano già state reinvestite dal capobanda».

Il vice capo della Squadra Mobile, Stefano Monterisi, ha spiegato che il 40enne foggiano tentava di dare ai centri sotto una parvenza più lecita utilizzando un linguaggio specifico del settore, per cui le stanze erano chiamate cabine, come avviene nei centri estetici.

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