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Ancona

Cattivi odori a Castelferretti, chiesto il processo per l’opificio ma l’udienza salta

Era prevista per questa mattina l'udienza preliminare in tribunale per l'azienda Bufarini, specializzata nello stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali. Tutto rinviato al 26 gennaio. Comune e cittadini pronti a costituirsi parte civile

Castelferretti, Bufarini
Alcuni dei cittadini pronti a costituirsi parte civile

ANCONA – Le puzze insopportabili da anni denunciate dai residenti di via Saline e dintorni sono finite nella richiesta di un processo per l’azienda Bufarini di Castelferretti, specializzata nello stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali. Due le persone fisiche indagate, l’amministratore unico della società e il direttore tecnico e la società “Eredi Raimondo Bufarini servizi ambientali” per la responsabilità amministrativa.

La Procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e tre, contesta i reati di inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose.
Questa mattina era prevista l’udienza preliminare davanti al gup Paola Moscaroli che doveva decidere se mandare a processo o meno gli indagati ma è stato tutto rinviato al 26 gennaio prossimo per un difetto di procedura nella nomina di un avvocato della difesa.

castelferretti
Gli avvocati Francesca Petruzzo e Monia Mancini con i referenti del comitato Ondaverde

Un nutrito gruppo di cittadini e il comitato ambientalista Ondaverde, rappresentati dagli avvocati Monia Mancini e Francesca Petruzzo, erano pronti a costituirsi parte civile nel processo perché si sentono danneggiati dai cattivi odori respirati. Anche il Comune di Falconara, con il sindaco Stefania Signorini, ha contattato nei giorni scorsi un legale per approfondire la procedura e predisporre gli atti per costituirsi parte civile.

Alla ditta Bufarini, dove il 10 ottobre di due anni fa si erano recati anche i carabinieri del Noe per fare accertamenti dopo le continue segnalazioni delle puzze che i residenti avevano fatto alle autorità e sfociate poi in un esposto in Procura presentato nel 2015, sono contestate le continue emissioni in aria di sostanze organiche volatili fastidiose e irritanti alle vie respiratorie dei residenti della zona con limitazioni alle abitudini di vita come il tenere la finestra di casa spesso chiusa. I periodi di riferimento riguardano gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. Cattivi odori che sarebbero stati generati dal trattamento dei rifiuti conferiti e per i quali non ci sarebbero state le necessarie cautele per impedire la diffusione nell’aria di tali odori.

L’azienda si è sempre dichiarata estranea ai fatti ed era stata molto collaborativa con il Noe nella fase d’indagine. In una delle giornate di maggiore puzza si era recata sul posto anche la sindaca Stefania Signorini. Comitato e cittadini hanno fatto fare anche una consulenza ad una psicologa, Eleonora Calagreti, sui residenti in zona, per capire gli effetti della situazione vissuta. È emerso in loro senso di impotenza, sfiducia verso le istituzioni, ansia, disturbi del sonno, frustrazione e rabbia. Tra le frasi più ricorrenti che i cittadini hanno detto alla psicologa ci sono «questo non è vivere» e «qui non c’è futuro».