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Ancona

Cattivi odori a Castelferretti, a processo l’opificio

Rinviati a giudizio l’amministratore unico e il direttore tecnico di Bufarini, l’azienda di specializzata nello stoccaggio e trattamento di rifiuti

tribunale di Ancona
Tribunale di Ancona

ANCONA – Inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose, andranno a processo l’amministratore unico e il direttore tecnico di Bufarini, l’azienda di Castelferretti specializzata nello stoccaggio e trattamento di rifiuti. Il dibattimento si aprirà il 21 settembre prossimo. Così ha deciso oggi, 26 gennaio, il gup Paola Moscaroli, nell’udienza preliminare che ha visto anche accogliere le richieste di costituzione di parte civile del Comune di Falconara, con l’avvocato Roberto Tiberi, del comitato Onda Verde, con l’avvocato Francesca Petruzzo, e di 7 residenti, con l’avvocato Monia Mancini. Il rinvio a giudizio c’è stato anche per la società “Eredi Raimondo Bufarini servizi ambientali”, per la responsabilità amministrativa.

Le puzze insopportabili da anni denunciate dai residenti di via Saline e dintorni avevano fatto partire una inchiesta coordinata dal pm Irene Bilotta. La difesa degli imputati, gli avvocati Cinzia Molinaro e Leonardo Filippucci, ha ritenuto infondate le accuse e contestato soprattutto il dolo ma questo si avrà modo di approfondirlo in sede dibattimentale. 

Alla ditta Bufarini il 10 ottobre di due anni fa si erano recati anche i carabinieri del Noe per fare accertamenti dopo le continue segnalazioni delle puzze che i residenti avevano fatto alle autorità e sfociate poi in un esposto in Procura presentato nel 2015. Contestare le continue emissioni in aria di sostanze organiche volatili fastidiose e irritanti alle vie respiratorie dei residenti della zona con limitazioni alle abitudini di vita come il tenere la finestra di casa spesso chiusa. I periodi di riferimento riguardano gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. Cattivi odori che sarebbero stati generati dal trattamento dei rifiuti conferiti e per i quali non ci sarebbero state le necessarie cautele per impedire la diffusione nell’aria di tali odori.

L’azienda si è sempre dichiarata estranea ai fatti ed era stata molto collaborativa con il Noe nella fase d’indagine.