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Ancona

Cardeto: verso il referendum, oltre 3mila firme contro l’hotel

Questa mattina (31 maggio) alcuni rappresentanti del Coordinamento Cardeto Libero hanno consegnato all'Amministrazione 3.029 firme, contro la realizzazione di un albergo nell'ex caserma Stamura

I rappresentanti del Coordinamento Cardeto Libero consegnano le firme in Comune

ANCONA- Sono 3.029 le firme raccolte dal Coordinamento Cardeto Libero, volte a fermare la variante che consentirebbe la costruzione di un albergo nell’edificio dell’ex Caserma Stamura. Questa mattina alcuni rappresentanti del Coordinamento hanno consegnato le firme in Comune e, se l’Amministrazione non tornerà sui suoi passi, sono pronti ad indire un referendum.

I consiglieri Francesco Rubini (Sel-Ancona Bene Comune) e Maria Ausilia Gambacorta (M5S)

«Le firme sono 3.029, di cui 2.825 raccolte in strada posizionando i banchetti nelle piazze centrali e 204 online – dichiara Francesco Rubini, capogruppo Sel – Ancona Bene Comune – il numero elevato dimostra il consenso e l’interesse della città verso il parco del Cardeto. Sono tanti i cittadini, ma anche le persone provenienti da fuori Ancona e gli studenti fuori sede che sono contrari alla realizzazione dell’hotel e che hanno lasciato la propria firma. Chiediamo ancora una volta che l’Amministrazione blocchi ogni procedura volta alla deliberazione della variante per la realizzazione dell’hotel e vogliamo che si costruisca un progetto alternativo partecipato». Rubini spiega che «ad oggi abbiamo la forza numerica per indire un referendum, visto che abbiamo superato le 3mila firme. Per poter indire un referendum infatti bastano un decimo del corpo elettorale (30mila elettori ad Ancona) oppure 12 consiglieri comunali. Se non avremo risposte dal Comune, entro l’estate ci mobiliteremo anche con una marcia dentro il parco del Cardeto».

Oltre Al gruppo consiliare Sel – Ancona Bene Comune i soggetti che hanno aderito al Coordinamento sono A2O – Altra Ancona Ora, Italia Nostra, C.S.A. Asilo Politico, O.R.A. – Organizzazione Ragazzi per Ancona, Portonovo per Tutti, Comitato Mezzavalle libera, L’Urlo, Spazio Comune Heval, Partito Comunista Italiano, Circo Amalassunta, Possibile, Laboratorio Sociale, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle. «Oltre alla consegna delle firme e il nostro no alla variante – dichiara Loretta Boni, segretaria Pci – esiste la legge sul federalismo demaniale culturale che permette al Comune di acquisire lo stabile dallo Stato a titolo gratuito. Ciò è possibile se si presenta un progetto partecipato e di qualità. Questa possibilità esiste ed è una forza». Per Maria Ausilia Gambacorta, consigliere M5S, «il Cardeto è il grande parco della città e deve essere visto nella sua globalità. È necessaria una visione organica e il parco deve essere valorizzato nel modo giusto. L’Amministrazione invece pensa solo progetti parziali, anzichè guardarlo nella sua interezza».

Le firme raccolte dal Coordinamento Cardeto Libero

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