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Ancona

Carceri marchigiane tra sovraffollamento e carenza di organico: 1 detenuto su 3 è tossicodipendente

Il garante Andrea Nobili ha presentato il report 2019 sulla situazione degli istituti penitenziari della regione. «Il vero problema è quello dei percorsi da attivare per il reinserimento dei detenuti», ha detto

Il garante Andrea Nobili e il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo

ANCONA – Sovraffollamento negli istituti penitenziari di Montacuto ad Ancona e Villa Fastiggi a Pesaro; carenza di psicologi e di agenti di polizia penitenziaria; tossicodipendenza e difficoltà di reinserimento lavorativo dei detenuti.

Sono queste le criticità principali che emergono nel report 2019 sulla situazione delle sei carceri marchigiane. Per il quinto anno consecutivo, il garante regionale dei diritti della persona, Andrea Nobili, ha voluto fotografare, con oltre 50 visite, più di 400 colloqui con i detenuti ed altri incontri, le problematiche degli istituti penitenziari marchigiani. Per la prima volta l’indagine ha riguardato approfonditamente anche la situazione sanitaria.

Alla presentazione ufficiale del report a Palazzo delle Marche hanno partecipato (oggi, giovedì 16 gennaio) il presidente del consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo e alcuni rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria, tra questi anche la direttrice degli istituti di Montacuto e Barcaglione, Manuela Ceresani.

«Abbiamo fatto un’analisi seria e approfondita ascoltando la voce di chi spesso non ha voce: i detenuti – spiega il Garante-. Permangono delle criticità che non caratterizzano solo la nostra regione. Mi riferisco al sovraffollamento presente ancora a Montacuto e a Villa Fastiggi. Questo ha conseguenze sulla qualità della vita dei detenuti e sulla vivibilità dei luoghi. Altra problematica che dobbiamo nuovamente segnalare è la carenza di organico, quindi agenti di polizia penitenziaria e operatori destinati ad area trattamentale e Uepe. Il dato relativo alla presenza di tossicodipendenti nelle carceri è inaccettabile. Anche se siamo in linea con il resto del Paese, circa un detenuto su tre ha problemi di tossicodipendenza. Il sistema si deve interrogare e capire con quali strumenti affrontare questa situazione».

La tossicodipendenza si conferma il problema principale nelle carceri marchigiane con 270 casi, pari al 29%, numerosi sono i detenuti in terapia metadonica. Un’altra criticità ritenuta particolarmente rilevante è quello dei percorsi da attivare per il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. Anche il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, ha ribadito l’impegno istituzionale sul versante delle attività trattamentali, sottolineando l’importanza del reinserimento dei detenuti nella società.

Il Garante inoltre, ha rinnovato il suo appello affinché le Marche tornino a potersi avvalere di un’adeguata presenza del Prap (Provveditorato amministrazione penitenziaria), con un dirigente che si occupi, in modo esclusivo, del territorio regionale. «Non è piu’ possibile – ha stigmatizzato Nobili – suddividere l’intervento tra Marche ed Emilia Romagna. È indispensabile che a livello centrale ci si faccia carico al più presto di questo problema».

Per quanto riguarda invece le criticità strutturali, a Montacuto sono terminati i lavori di ristrutturazione, a Fossombrone sono partiti recentemente e saranno completati nel giro di 2-3 anni. «La qualità delle strutture riguarda tutto il sistema penitenziario in Italia. Alcuni necessitano ristrutturazioni, alcuni non hanno spazio per la socializzazione» conclude Nobili.

I NUMERI DEI SEI ISTITUTI MARCHIGIANI
I detenuti presenti nelle Marche sono 898 (fonte Ministero Giustizia, 31 dicembre 2019), nel 2018 erano 929. Gli stranieri sono 278, nell’anno precedente erano 314. Sulla base dei dati raccolti dal Garante, risultano effettivamente in servizio 613 agenti di polizia penitenziaria (su 657 assegnati), 18 educatori e 8 psicologi.

Entrando nello specifico delle singole realtà, la casa circondariale di Montacuto ad Ancona conta 328 detenuti (di cui 112 stranieri) ma la capienza è di 256. Ci sono 132 agenti di polizia penitenziaria a fronte dei 150 assegnati; è presente un solo psicologo mentre gli educatori sono 3. Sempre ad Ancona si trova la casa di reclusione Barcaglione con 97 detenuti (31 stranieri) a fronte di una capienza di 100 posti. Gli agenti presenti sono 53 (assegnati 55), ci sono 2 psicologi e tre educatori. La casa circondariale di Pesaro – Villa Fastiggi conta 225 detenuti (di cui 85 stranieri e 21 donne) per una capienza complessiva di 153 unità. Gli agenti in servizio sono 159 (assegnati 164); è presente un solo psicologo mentre gli educatori sono 3.

A Fossombrone (Pu) ci sono 89 detenuti (uno solo è straniero) a fronte di 202 posti disponibili, ma in questo caso è da considerare la chiusura di una sezione per detenuti comuni, a causa dei lavori di ristrutturazione che sono stati avviati dopo un lungo periodo di attesa. Gli agenti presenti sono 100 (106 quelli assegnati), ci sono 4 educatori e uno psicologo. A Marino del Tronto (AP) ci sono 102 detenuti (26 stranieri) su 105; gli agenti presenti sono 121 (134 quelli assegnati); gli psicologi sono 3 e gli educatori 2.

Nella casa di reclusione di Fermo i detenuti sono 63 (16 stranieri) ma la capienza è di 40. Gli agenti di polizia penitenziaria sono 48 sui 50 assegnati. Sono presenti due educatori e due psicologi. Per quanto riguarda la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Macerata Feltria, al momento è ubicata nella struttura “Case Badesse” e si registrano 25 ospiti (3 donne), di cui 22 provenienti dalle Marche.

LA SITUAZIONE SANITARIA
Come già detto, il problema della tossicodipendenza è molto frequente nelle carceri marchigiane (270 casi pari al 29% della popolazione detenuta): a Montacuto ci sono 120 casi, 66 a Villa Fastiggi, 50 a Barcaglione, 14 a Fermo, 5 a Fossombrone e a Marino del Tronto. Preoccupano anche le patologie di tipo psichiatrico e i casi di autolesionismo, con un primato per Villa Fastiggi (58) e a seguire Montacuto (42 episodi), Marino del Tronto (24), Barcaglione (4), Fermo (3). Presenti anche diversi detenuti affetti da Epatite C, Hiv ed altre problematiche.

LE ATTIVITA’ TRATTAMENTALI
Attraverso la sottoscrizione di accordi specifici con Ats di Pesaro, Assam e Comune di Ancona e l’attivazione di altre collaborazioni, Andrea Nobili è riuscito a portare in carcere laboratori, letteratura, poesia, cinema e danza. Tra le novità più significative, l’avvio del Polo professionale (Regione, Prap e Garante), istituito presso l’istituto penitenziario di Ancona Barcaglione, dove fino al prossimo mese di luglio è in programma il corso di aiuto cuoco con il coinvolgimento di 16 detenuti (entro breve partirà anche quello per meccanico). Primo laureato, invece, per il Polo universitario di Fossombrone (Uniurb, Prap e Autorità di garanzia), a compimento del previsto percorso triennale. E come annunciato nel corso dell’incontro, sono in fase di partenza nei sei istituti penitenziari le “Lezioni sulla legalità”, progetto curato dal Comitato regionale della Croce Rossa Italiana e promosso dal Garante,  che si protrarrà fino a maggio.