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Ancona

Capitale della Cultura 2022, Ancona lancia il dado e attende il verdetto

Ospitata al Teatro delle Muse l'audizione del capoluogo marchigiano per conquistare il titolo: Presente il sindaco Mancinelli, insieme all'assessore Paolo Marasca e alla Direttrice del dipartimento di Management dell'UnivPm Maria Serena Chiucchi

Presentazione
L'audizione per Ancona capitale della Cultura 2022 tenuta alle Muse

ANCONA- Il dado è tratto, Ancona si è presentata ufficialmente nel rush finale per l’aggiudicazione della palma di Capitale italiana della Cultura 2022. Lo ha fatto dal suo teatro più bello e ricco di valenza storica, quello delle Muse, e lo ha fatto in videoconferenza con la commissione giudicatrice di esperti nominata dal MiBACT e presieduta dal professor Stefano Baia Curioni.

A rappresentare il capoluogo c’era ovviamente il sindaco Valeria Mancinelli, accompagnata da Maria Serena Chiucchi, direttrice del dipartimento di Management dell’UnivPm e dall’assessore Paolo Marasca, ma anche da diversi addetti ai lavori, tra i quali Stefano Zuffi, storico dell’arte, l’assessore Ida Simonella, il Direttore del Museo Statale Tattile Omero Aldo Grassini, che hanno contribuito a raccontare la città e il suo progetto.

Lunedì prossimo – 18 gennaio – è attesa la risposta da parte della commissione per capire chi si sarà aggiudicato l’ambito riconoscimento. In lizza ci sono Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra.

Guarda tutta l’audizione:

Dopo la proiezione di un video esplicativo ed emozionale, a firma del regista anconetano Mattia Fiumani che ha restituito il tema del dossier, l’Altro, attraverso immagini del porto, i pescatori, i cantieri, la Mole Vanvitelliana, il Museo Omero, il mare e il Cardeto, si è proceduto con l’audizione vera e propria. È l’Assessore Marasca a spiegare lo spirito della candidatura, che prende spunto dal Piano Strategico della città e che comprende 37 produzioni, 31 luoghi, 17 nuovi spazi e 7 progetti di residenza.

Carico e motivato continua l’assessore alla Cultura Paolo Marasca: «Passare dallo straordinario all’ordinario è la nostra più grande ambizione e gli elementi che ci fanno capire che ciò è possibile sono tanti. Parliamo di Ancona come di un capoluogo di regione riconosciuto dal territorio, avendo ottenuto una legge regionale specifica dedicata allo sviluppo del talento giovanile. E poi abbiamo la Mole Vanvitelliana che oggi è fucina di cultura e ospita le principali iniziative di questa città».

L’intervento del Sindaco Valeria Mancinelli

«Sono sindaco dal 2013 e con me, al mio fianco, ci sono sempre stati sia Paolo Marasca sia Ida Simonella – ha esordito il primo cittadino Mancinelli -. Assegnare alla nostra città questa responsabilità. Ci tengo a precisare che il ruolo di trasformazione di Ancona è già in atto ancor prima della presentazione della candidatura e fa capire come la cultura è un elemento per noi essenziale e centrale. Ancona ha la propria identità e la sta costruendo giorno dopo giorno. Da primo cittadino posso garantire, inoltre, che il progetto sarà fatto senza distrazioni di finanza pubblica (in palio c’è circa un milione di euro)».

Sulla stessa linea d’onda, con un occhio anche al piano imprenditoriale, la Simonella, tra le altre cose Assessore al porto di Ancona: «Questo progetto consentirebbe di fare rete e attrarre investimenti imprenditoriali su questo territorio. Voglio ricordare che Ancona intreccia distretti industriali ma anche attività in grado di internazionalizzarsi. Tutti i benefici vengono raccolti a livello territoriale e da questa base possiamo e dobbiamo partire per crescere ancora».

La presentazione dell’Assessore alla Cultura Paolo Marasca

Non sono mancati anche i pareri di alcuni addetti ai lavori, come Maria Serena Chiucchi del dipartimento Managment dell’Univpm, che ha ricordato come «Economia, civiltà e cultura sono un connubio scindibile e sono la base della ricerca e dell’agire alla base del dossier». Aldo Grassini, direttore del Museo Omero: «Il nostro è un museo senza barriere che si rivolge anche a quei soggetti esclusi dalla possibilità di fruire liberamente dell’arte. La cultura è gioia ma anche integrazione».

Il pensiero conclusivo è stato invece affidato allo storico dell’arte Stefano Zuffi: «È un piacere essere parte di questa missione. Il mio ruolo è quello di un ancoraggio sicuro nell’identità di un luogo. Questa identità è stata ripetuta attraverso una rete di musei che fanno la differenza nell’idea culturale di una città. Ancona ha una prestigiosa rete di cinque musei e tra questi va menzionata anche la Pinacoteca. All’interno di essa ci sono capolavori commoventi come la Pala Gozzi di Tiziano: certe cose non possono passare inosservate».