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Ancona

Capaci e Via D’Amelio: 30 anni fa le stragi che uccisero Falcone e Borsellino. Il Savoia Benincasa di Ancona alla Mole: «Con giudici, testimoni e giornalisti per non dimenticare»

Il Savoia Benincasa di Ancona celebra la memoria delle vittime di mafia. La preside Bertini: «Un momento di approfondimento e di riflessione sui temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata»

ANCONA – Trent’anni fa morivano i giudici antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Uno a Capaci, l’altro in via D’Amelio, mentre citofonava a sua madre. Falcone saltò in aria insieme alla moglie e a 3 agenti della scorta.

Cinquantasette giorni dopo, verrà ucciso anche Paolo Borsellino, collega di Falcone che nel frattempo, benché avesse intuito il destino a cui andava incontro, stava tentando di dare un volto e un nome agli assassini del collega.

La dirigente del Savoia Benincasa, Maria Alessandra Bertini

È per non dimenticare che, a 30 anni da queste stragi di mafia, il Savoia Benincasa di Ancona ha organizzato un incontro sulla legalità. L’appuntamento è per domani (lunedì 23 maggio), alle 9.30, all’auditorium Tamburi della Mole Vanvitelliana.

Esattamente 30 anni fa, il 23 maggio 1992, moriva Falcone. Il 19 luglio, 57 giorni dopo, sarebbe purtroppo toccato a Borsellino. Entrambi uccisi da un’esplosione radiocomandata, lacerati dal tritolo, anzi – più precisamente – ammazzati brutalmente da mani mafiose.

All’iniziativa di domani, dal titolo «Capaci di vedere. Vittime di mafia», parteciperanno gli studenti dell’istituto e non solo. L’evento è infatti aperto a tutta la cittadinanza e verrà trasmesso via web, sul canale Youtube del Savoia Benincasa.

Soddisfazione della preside, Maria Alessandra Bertini, la cui scuola, pochi giorni fa, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento, diventando «Ambasciatore del Parlamento Europeo». Tornando all’evento di domani, Bertini sottolinea come questo sia «un anniversario dedicato alla memoria di tutti coloro che hanno perso la vita per costruire un paese più giusto, ma anche a tutti i cittadini che, davanti all’orrore degli attentati, reagirono e non si arresero alla prepotenza e alla violenza mafiosa».

«Un momento di approfondimento e di riflessione sui temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata». L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Ancona. Presenti al trentennale delle stragi, autorità civili e militari, dal Prefetto, Darco Pellos, al Questore, Cesare Capocasa, passando per il Sostituto procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, Paolo Gubinelli.

Trent’anni fa, l’Italia (quella onesta) si indignò e si fermò. Oggi, però, forse, a non essersi fermata è la mafia, che se – magari – non uccide più così tanto platealmente continua a mietere vittime e a commettere illeciti di varia natura. Sì, anche nel 2022.

Direzione Investigativa Antimafia (foto di repertorio)

Tanti gli ospiti che si avvicenderanno sul palco. Tra gli altri, pure il giornalista Luigi Ferraiuolo, che racconterà la caduta di Gomorra e la rinascita di Casal di Principe dopo l’assassinio (nel 1994) di don Giuseppe Diana, per i suoi «no» ai casalesi.

Vicino a lui, Augusto Di Meo, testimone oculare dell’omicidio del sacerdote avvenuto per mano di un camorrista. Attesa anche Cinzia Caimmi, del presidio locale Libera Rocco Chinnici.

Come se non bastasse, domani, una delegazione di studenti del Savoia Benincasa sarà a Palermo, all’evento sulla legalità in memoria dei 30 anni delle stragi di Capaci e via D’Amelio. All’iniziativa, presenzierà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.