Parco del Cardeto: dopo sei mesi iniziati i lavori all’arco

L’intervento nell'area verde di Ancona durerà venti giorni e, quindi, salvo ulteriori ritardi, dovrebbe essere ultimato intorno al 17 luglio. A rischio l'apertura del bar e alcuni appuntamenti del festival La Punta della Lingua previsti al Fargo che ora dovranno trovare un'altra location

Parco del Cardeto
iIl Parco del Cardeto di Ancona

ANCONA – Finalmente sono iniziati i lavori di messa in sicurezza dell’arco del belvedere Pablo Neruda. A dicembre erano caduti dall’arco alcuni massi e ieri, lunedì 24 giugno, dopo sei mesi, è stato allestito il cantiere. L’intervento durerà venti giorni lavorativi e, quindi, salvo ulteriori ritardi, dovrebbe essere ultimato intorno al 17 luglio.

Troppo tardi per FARgO, il bar del faro, che avrebbe dovuto ospitare giovedì 4 luglio il festival di poesia La Punta della Lingua, co-organizzato da Nie Wiem e dal comune di Ancona. A questo punto non solo è necessario trovare una nuova location per il festival, ma è a rischio anche l’apertura stessa del bar che già ad aprile avrebbe voluto avviare l’attività e per tre mesi ha aspettato l’avvio dei lavori.

Valerio Cuccaroni, presidente di Nie Wiem

«Posso assicurare che da parte nostra non solo c’è la volontà di riaprire –  spiega Valerio Cuccaroni, presidente di Nie Wiem – ma ci sono mesi di riunioni alle spalle, organizzate fra noi, gli assessori e i tecnici comunali per riaprire al meglio. La chiusura dell’arco è la ragione principale per cui non possiamo riaprire il bar del faro. Finché non sarà sistemato il passaggio mancano due presupposti indispensabili all’attività del Fargo.

Il primo è la sicurezza. Con l’arco sbarrato, i mezzi di soccorso, in caso di necessità, dovrebbero passare dalla strettoia di via del Faro. Al parco del Cardeto, per raggiungere il faro, infatti, c’è un passaggio alternativo a quello dell’arco, ma il passaggio di via del Faro non è facilmente accessibile da mezzi più grandi di una normale automobile, perché ci sono due strettoie con due curve a gomito in prossimità dell’ingresso del parco. Il secondo presupposto riguarda sempre gli automezzi: anche i normali veicoli usati dai fornitori, i camioncini del distributore di bevande e quelli dei truckfood non passano dalle strettoie di via del Faro».

«Riaprire l’arco è un’emergenza – continua Cuccaroni – perché da sei mesi i cittadini scavalcano i cancelli e con la bella stagione chi mette a repentaglio la propria incolumità è in aumento. Da sei mesi sarebbe potuto capitare un incidente nella zona del faro, per cui solo mezzi di soccorso grandi come automobili avrebbero avuto accesso all’area, ma non i camion dei Vigili del Fuoco e del soccorso sanitario».

Questa mattina, martedì 25, in Comune ci sarà una riunione tra Nie Wiem e l’amministrazione per valutare diversi aspetti, tra cui l’apertura del bar e la nuova location per l’appuntamento della Punta della Lingua, previsto il 4 luglio all’interno del parco. «C’era stato assicurato in via informale dal Demanio che, una volta iniziati i lavori all’arco sarebbero durati, salvo imprevisti, al massimo dieci giorni – denuncia Cuccaroni – e che sarebbero terminati entro fine giugno, tanto è vero che, fidandoci, avevamo previsto di riaprire sabato 30 giugno. A questo punto siamo fuori tempo massimo. Giovedì 4 luglio, infatti, il Fargo avrebbe dovuto ospitare La Punta della Lingua. Sono attese persone amanti della poesia da tutta Italia e anche dall’estero, ma non essendo iniziati in tempo i lavori, la missione a questo punto sembra impossibile».

«Il Demanio ha ricevuto il nulla osta dal Genio Civile – spiega l’assessore alle Manutenzioni Stefano Foresi – e finalmente sono iniziati i lavori che dureranno venti giorni lavorativi. Spero che vengano rispettati i tempi e che non ci siano imprevisti o ritardi».