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Ancona

Cantiere al Viale, Tombolini e D’Angelo: «Costato 432mila euro in più. Il 35% dei certificati non è conforme»

Dopo due esposti ad ANAC e Guardia di Finanza, i consiglieri d'opposizione denunciano che i lavori «sono durati quasi sei mesi in più rispetto al crono programma e ancora non è stato affidato l’incarico di collaudo»

Da sin. i consiglieri Italo D’angelo (La Tua Ancona) e Stefano Tombolini (Sessantacento)

ANCONA – Aumento dei costi e minore qualità dei materiali. I lavori al viale della Vittoria sono durati quasi sei mesi in più rispetto al crono programma e ancora non è stato affidato l’incarico di collaudo. Dopo due esposti ad ANAC e Guardia di Finanza (sezione enti locali), i consiglieri Stefano Tombolini (Sessantacento) e Italo D’angelo (La Tua Ancona) hanno incaricato l’ingegnere Giuseppe Lucarini di compiere una perizia e di controllare i certificati di prova dei materiali, eseguiti dalla società STS su incarico del Comune.

«I lavori sarebbero dovuti finire a dicembre 2016 – spiega Tombolini – e invece sono terminati a maggio 2017. Il lavoro è costato 432mila euro in più, passando da 522mila a 920mila euro, e sono stati usati materiali di minore qualità. Dall’analisi degli atti forniti e, in particolare, dall’esame dei risultati dei certificati di prova risulta che il 35% non è conforme. Su un totale di 45 certificati, 16 non sono conformi».

Misto cementato riciclato, di spessore inferiore rispetto alle indicazioni del progetto

Perché i lavori al Viale hanno avuto un costo maggiore? «Sono stati approvati due nuovi prezzi per due delle principali voci di spesa – continua Tombolini –  La variazione del materiale di capitolato “misto cementato calcareo” a “misto cementato riciclato” ha prodotto un aumento del costo del materiale da 48,15 euro/mc a 80,48 euro/mc, con un aumento del 67% rispetto al prezzo originario e con una riduzione delle qualità del materiale impiegato. Inoltre il tappeto ad alto modulo (10.50 euro/mq) è stato sostituito con un tappeto convenzionale (7,22 euro/mq) che nel prezzario ha una quotazione inferiore del 25%». Tombolini spiega anche che c’è stata un’ulteriore violazione, perché «l’impresa aggiudicataria dei lavori ha subappaltato quasi il 60% dei lavori ad un impresa locale, ben oltre il limite del 30% previsto dal Codice degli appalti, mantenendo praticamente solo le opere di demolizione sottofondo e asfalto, dato che il trasporto del materiale è stato eseguito dall’impresa locale».

Allagamento del cantiere

«Ad oggi – dichiara D’Angelo – non è stato ancora effettuato il collaudo né affidato l’incarico. La legge invece prevede che venga effettuato non oltre sei mesi dalla fine dell’intervento. I consiglieri di opposizione sono consiglieri di garanzia e abbiamo il compito di controllare lo svolgimento dei lavori. Il Comune amministra soldi dei cittadini e vogliamo vederci chiaro. Perché l’Amministrazione non ha ancora affidato l’incarico di collaudo? La relazione redatta dall’ingegnere Lucarini sarà inviata al Comune perché effettui delle verifiche».

«Ho già presentato due esposti – continua Tombolini – ma non ho avuto alcuna risposta. Ora invieremo la documentazione e la relazione dell’ingegnere Lucarini al Comune e speriamo che tutto ciò porti verso un modello diverso di gestione della cosa pubblica. Visto come sono stati svolti i lavori al Viale, non osiamo immaginare cosa sia accaduto in questo turbinio di asfaltature, eseguite velocemente di notte, in questi ultimi giorni. L’Amministrazione deve cambiare regime, altrimenti rischia di sprecare soldi pubblici».