Campagne distrutte dal maltempo, Coldiretti: «Serve stato di calamità»

Danni ingenti alle colture da orto come meloni e pomodori, ma anche ai campi di girasole e mais; tantissimi alberi abbattuti. Gardoni: «Lo scenario è apocalittico»

I danni del maltempo alle colture di cipolle
I danni del maltempo alle colture di cipolle

ANCONA – Alberi abbattuti, capannoni distrutti, serre scoperchiate, danni ingenti alla colture di mais, girasole, ortaggi e frutta. Il maltempo che martedì pomeriggio, 9 luglio, si è abbattuto all’improvviso sulle Marche ha attraversato la regione da nord a sud lasciando dietro di sé una scia di devastazione sia sulla costa che nelle campagne: più contenuti i disagi nell’area montana.

La zona più colpita è quella del Conero tra Osimo, Numana, Castelfidardo e Camerano: qui si sono registrati danni ingenti alle colture da orto come meloni e pomodori (già in ritardo per via del freddo di maggio) ma anche alberi abbattuti. In zona Coppo, a Sirolo, sono rimasti a terra olivi secolari e querce. A Filottrano la furia del vento ha scoperchiato diverse serre. In Vallesina danni negli orti, ad albicocchi e peschi. A Monte San Vito la caduta di alberi ha danneggiato le coperture di serre. Nel maceratese, tra Recanati e Porto Recanati, interi campi di mais e girasole sono rimasti allettati dopo il passaggio della burrasca che ha anche distrutto un capannone agricolo.

«Siamo in piena fase emergenziale – denuncia Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – poiché nelle campagne della nostra regione lo scenario è apocalittico. I danni riscontrati sono ingenti e hanno colpito in maniera trasversale tutte le province e ogni tipologia di realtà produttiva, dai frutteti agli oliveti, dalle aziende zootecniche a quelle a seminativi, senza risparmiare le strutture di vivai ed agriturismi. La nostra agricoltura sta vivendo delle ore di indicibile difficoltà con la compromissione non solo del raccolto di stagione ma di tutte le attività future. È necessario che venga richiesto lo stato di calamità e che ogni organo di competenza si adoperi affinché nessuno degli imprenditori e dei cittadini colpiti rimanga solo».

Letizia Gardoni, presidente Coldiretti Ancona
(Foto: Coldiretti)

«Ieri (10 luglio, Ndr) c’è stato un incontro in Regione su vari questioni – racconta la Gardoni – e ho ribadito l’urgenza di perimetrare le superfici delle campagne colpite perché la questione riguarda l’assicurabilità di alcune colture. Ho fatto presente la straordinarietà dell’evento che ha colpito in maniera trasversale tutto il territorio con picchi di concentrazione in alcune zone. La perimetrazione è importante per far sì che le aziende che sono state fortemente colpite possano richiedere uno sgravio fiscale. È necessario iniziare subito a sostenere gli agricoltori che hanno perso ingenti parti di raccolto e subito danni strutturali». Ieri è stato confermato l’appuntamento di Campagna Amica a Sirolo, a cui hanno partecipato anche «le aziende che sono state colpite dal forte temporale. La nostra esortazione è che i cittadini possano comprendere il disagio che stanno vivendo le nostre aziende e, in particolare in questo periodo, possano sostenerle anche con l’acquisto dei prodotti».

Dall’inizio dell’anno, in Italia, sono stati registrati oltre due eventi meteorologici straordinari e distruttivi al giorno tra grandinate, trombe d’aria, nubifragi e tempeste di neve. Fenomeni in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Eswd. L’evento di martedì arriva al termine di un giugno dal caldo record che ha registrato temperature di due gradi superiori rispetto alla media degli ultimi 20 anni; giugno, a sua volta, anticipato da un mese di maggio freddo e piovoso. Una situazione disastrosa soprattutto nelle campagne in provincia di Ancona e di Macerata.