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Ancona

Calzaturiero e Made in Marche. Sabatini: «In due mesi e mezzo messi in campo 8 milioni»

La Camera di Commercio delle Marche con l'Azienda Speciale per la Moda sta mettendo in campo risorse e azioni per rilanciare un comparto strategico dell'economia marchigiana che dà lavoro ad oltre 39 mila persone. L'obiettivo è quello di creare un brand unico

ANCONA – Compattare la filiera del calzaturiero e farla diventare un brand unico da proporre nel mondo per togliere un settore strategico dell’economia marchigiana dalla gogna della crisi dei mercati e dalla loro volatilità. È questa la strategia per risollevare le sorti comparto Tessile Abbigliamento e Calzature che nelle Marche conta 5.628 imprese attive dove lavorano 39.075 addetti (dati al 31 maggio 2020), e che ha un valore aggiunto del 5,2% pari a 1,937 miliardi su 37,251 (dato 2018). 

«Un settore estremamente operoso dell’economia marchigiana», evidenzia il presidente di Confcommercio Marche Centrali, Azienda Speciale della Moda della Camera Unica delle Marche, Giacomo Bramucci «che muove una quota importante del Pil regionale» ma che era già reduce da una profonda crisi prima che il lockdown, imposto per limitare la diffusione del coronavirus si abbattesse come una scure accentuando le difficoltà e mettendo in evidenza la necessità di apportare un profondo rinnovamento.

Si tratta infatti di «tante piccole realtà che avevano saputo valorizzare nel mondo il loro modo di produrre le eccellenze, un modello tipico marchigiano attenzionato da tutti, ma poi  il lockdown ne ha evidenziato le carenze strutturali», osserva Bramucci.

Giacomo Bramucci, presidente Confcommercio Marche Centrali, Azienda Speciale della Moda della Camera Unica delle Marche

A mancare per rendere sempre più vincente e competitivo questo settore, che rappresenta allo stesso tempo un marchio di qualità del know how marchigiano e il segno distintivo di una eccellenza che ha reso la nostra regione famosa nel mondo, è una filiera. E la chiave del rilancio secondo Bramucci passa proprio nell’unione, nella creazione di una filiera del comparto per creare un brand unico di eccellenza. In tal senso Camera di Commercio è già fortemente impegnata in questo compito e la sua Azienda Speciale per la Moda rappresenta un’opportunità preziosa da mettere a frutto. «Attraverso la Camera di Commercio e l’Azienda Speciale – prosegue – occorre creare una identità condivisa da spendere in maniera univoca nel mondo per la promozione di quella che è una eccellenza del nostro territorio».

Ma oltre a questo è fondamentale anche l’innovazione. Un aspetto reso ancora più evidente proprio dalla pandemia di coronavirus che ha causato l’annullamento delle fiere di settore fino alla prossima collezione estiva. Le imprese marchigiane del calzaturiero, per promuoversi all’estero dovranno puntare sulla digitalizzazione e gli show-room virtuali «che sono stati individuati e sostenuti sia dalla Camera di Commercio che dall’Azienda Speciale – spiega Bramucci – , in modo che le aziende possano mostrare il bello che sono in grado di produrre pur non uscendo dalle aziende». Insomma serve un salto verso il digitale «necessario per sopravvivere», ma anche un salto culturale per mettere a sistema aziende e creare un distretto del calzaturiero marchigiano. 

Per fare questo Camera di Commercio ha attivato un bando b2b per le fiere digitali e il maket-place.

Gino Sabatini,
Gino Sabatini, presidente Camera di Commercio Marche

«Camera Marche è a fianco di un comparto le cui produzioni tradizionalmente sono i migliori testimonial della nostra qualità nel mondo – spiega il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini – . Alla vigilia del lockdow eravamo reduci da una soddisfacente edizione del Micam, che ci ha visti forti anche della presenza del sottosegretario allo sviluppo economico Alessia Morani.
E poi come sappiamo la situazione è precipitata ma Camera Marche è rimasta al fianco delle Pmi del settore, di tutte le Pmi, innanzitutto assicurando l’erogazione dei servizi on line. Il nostro Ente inoltre solo negli ultimi due mesi e mezzo ha messo a disposizione risorse per un totale di 8milioni per sostenere le imprese tra credito e altri interventi. Siamo impegnati sul fronte del digitale, non solo con l’apposito e innovativo bando b2b per le fiere digitali, ma anche per promuovere la capacità di stare on line e la conoscenza delle opportunità legate ai market place. In piena pandemia i nostri webinar dedicati alle piattaforme di vendita hanno avuto centinaia di iscritti. Sui nostri canali di comunicazione – prosegue – (social, siti, newsletter, stampa raggiunta dai nostri comunicati) abbiamo dato conto delle situazione delle fiere tradizionali del tessile abbigliamento con una ricognizione degli appuntamenti programmati evidenziando quelli confermati, quelli annullati e quelli magari trasferiti su web».