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Ancona

«Io bullizzato a 15 anni ho denunciato e sono stati arrestati», il racconto di Marco e altre vittime alla festa della Polizia di Stato ad Ancona

Tre storie sono state portate ad esempio. Quelle di uno studente, una donna e un anziano. «Se tutti abbiamo coraggio loro non hanno scampo»

ANCONA – Giulia è stata vittima di stalking, Marco di bullismo e Mario è scampato ad una delle tante truffe messe in atto per raggirare anziani indifesi. Tre storie a lieto fine che oggi, durante la festa della polizia, sono state raccontate leggendo tre lettere scritte in prima persona da chi le ha subite.

La prima è stata quella di Giulia. «Mi sono innamorata di un uomo che era già legato ad una donna ma che diceva di non amare più. Mi chiamava di continuo, voleva che io fossi solo sua. All’inizio pensavo che era solo geloso ma la cosa poi è andata oltre. Quando ho deciso di lasciarlo ho vissuto due anni di inferno, due anni in cui non ho avuto vita. Non potevo uscire con gli amici, mi seguiva e quando mi trovava mi insultava, mi sputava, mi minacciava non potevo uscire con nessuno. Ho avuto lividi al collo quando ha provato a strangolarmi, mi ha violentata intimamente quando mi costringeva a subire i suoi palpeggiamenti. Avevo il terrore che se avessi fatto qualcosa contro di lui me l’avrebbe fatta pagare. È stato difficile denunciare ma solo così è stato arrestato. Quando mi è stato detto riuscivo solo a piangere. Finalmente ero tornata libera. La mia vita è iniziata da quel giorno che ho deciso di andare in questura».

Poi è toccato a Marco, 15 anni. «Facevo il secondo superiore e avevo sentito parlare di un gruppetto di ragazzi che facevano casino. Io non ci avevo badato più di tanto, la mia vita era uscire con gli amici e divertirmi. Un giorno mi sono ritrovato da solo in centro e sono arrivati quei ragazzi. Mi hanno chiesto qualche spiccio, io glieli ho dati perché ho pensato meglio farli contenti. Da quel momento me li ritrovavo ovunque. Loro erano sempre in gruppo, mi giravano attorno, mi dicevano “sei stupido, sei grasso, guarda come ti vesti male, ti spacchiamo il naso”. Poi hanno iniziato a pubblicare foto di me su Instagram per umiliarmi. Avevo paura anche ad andare a scuola perché me li ritrovavo anche lì. Mi hanno minacciato anche di morte. Io non uscivo più, avevo il terrore di quello che potevano farmi. Ho chiesto aiuto ai miei genitori e i poliziotti li hanno fermati. Finalmente posso uscire senza paura. Non voglio vendetta solo che capiscano cosa hanno fatto perché a nessun altro devono fare quello che hanno fatto a me».

Infine la storia di Mario. «Sono anziano, ho 80 anni e vivo solo fuori dal centro. Mio figlio fa il rappresentante e quindi sta spesso fuori. Un giorno ho ricevuto una telefonata al fisso di casa, era un ispettore di polizia che mi diceva che mio figlio aveva avuto un grave incidente con l’auto e rischiava di essere arrestato perché erano rimaste ferite delle persone e c’era già un avvocato in questura che lo seguiva. Quell’ispettore me lo ha passato e l’avvocato mi ha detto che c’era da pagare 3mila euro di cauzione per far uscire mio figlio Roberto. Io con i risparmi in casa potevo arrivare a mille euro e allora mi hanno chiesto se avevo anche dell’oro. Lo avevo, ricordi di mia moglie morta ma non mi andava di dare loro l’oro allora ho detto che avrei chiesto i soldi ad una mia figlia ma quelli insistevano e mi hanno detto che in dieci minuti sarebbero arrivati a prendere oro e soldi. Io mi sono insospettito e ho chiamato il 112, la polizia ha raggiunto la mia abitazione. Sul tavolo c’erano fedi e ricordi. Solo grazie alle denunce di tutti che sono stati arrestati. Se tutti abbiamo coraggio loro non hanno scampo».