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Ancona

Brigate Volontarie per l’emergenza, ecco l’iniziativa dell’Ancona Respect

La società anconetana porterà il suo aiuto a chi ne ha bisogno attraverso una raccolta di beni di prima necessità. Ad illustrare l'idea è la presidentessa Silvana Pazzagli

Ancona Respect
L'Ancona Respect

ANCONA- L’emergenza Coronavirus sta facendo vivere a tutti giorni di grande difficoltà. Ci sono persone, tuttavia, che stanno subendo il momento più degli altri trovandosi privati anche dei beni essenziali. Proprio per questo lo Spazio Comune Hevàl di Ancona, a cui fa riferimento proprio la società dorica dell’Ancona Respect (Eccellenza femminile, settore giovanile femminile e alcune squadre maschili), ha lanciato le Brigate Volontarie per l’Emergenza che si adopereranno a favore dei più bisognosi.

La presidentessa dell’AR Silvana Pazzagli ha spiegato l’iniziativa: «Per qualcuno queste giornate sono ancora più dure. Rimanere a casa ma mantenere contatti e relazioni, questa è la nostra mentalità. Come in altre città abbiamo allestito queste Brigate, composte da ragazzi e ragazze, che sostengono le famiglie con maggiori difficoltà. C’erano tante persone vulnerabili già prima di questa crisi. Cosa facciamo? Distribuiamo beni di prima necessità a chi ne ha bisogno. In questi giorni si parla tanto di distanza sociale, ecco noi vogliamo aiutare sotto questo aspetto».

L’Ancona Respect, insieme ai volontari, si legge nel comunicato diffuso “offriranno servizi di mutuo-aiuto per poter generare opportunità di scambio e di socialità per mettere in comune necessità e risorse. Per quanto riguarda i beni di prima necessità ci siamo attivati nel realizzare una ridistribuzione dal basso di questi beni che chiunque può donare e ricevere. I nostri volontari, dopo un’adeguata formazione ricevuta dai medici di Emergency di Milano, in merito al protocollo per la sicurezza sanitaria, si recheranno a ritirare i pacchi alimentari per consegnarli a chi ne farà richiesta”.

Per contattare l’associazione si può far riferimento alla pagina Facebook ufficiale “Resto a casa ma non in silenzio” oppure telefonando al 3201181725: «Proviamo ad esserci a contribuire, magari creando un confronto – conclude la Pazzagli – Possiamo aiutare sia attraverso la spesa sospesa (una spesa acquistata in favore di altri ndr) oppure donando direttamente. Anche, e soprattutto, chi ha necessità può contattarci».