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Ancona

Borse di studio parziali, scatta la mobilitazione studentesca per il Diritto allo Studio

Ieri (4 ottobre) l'ACU Gulliver - Sinistra Universitaria ha promosso un'assemblea in uno studentato di Ancona mentre a Macerata, Officina universitaria ha organizzato un sit-in presso la sede dell'Erdis

Sit in degli studenti di Officina Universitaria davanti la sede dell'Erdis a Macerata (Foto: Acu Gulliver)

ANCONA- Molti studenti delle università marchigiane non riceveranno l’intera borsa di studio, scatta la mobilitazione per il Diritto allo Studio degli studenti di Ancona e Macerata. La notizia è stata appresa dopo la pubblicazione delle graduatorie avvenuta la scorsa settimana e ieri (4 ottobre) l’ACU Gulliver – Sinistra Universitaria ha promosso un’assemblea in uno studentato di Ancona mentre a Macerata, Officina universitaria ha organizzato un sit-in presso la sede dell’Erdis.

«Al primo banco di prova l’ERDIS dimostra già i suoi problemi, eppure il miglioramento dei servizi per gli studenti era tra gli obiettivi dell’approvazione della legge sulla governance del diritto allo studio approvata dal consiglio regionale a febbraio- dichiara Leonardo Archini, coordinatore della Lista Gulliver-. Quello che emerge dalla graduatoria invece, è un quadro allarmante. Anche quest’anno migliaia di studenti non riceveranno la parte in contanti della borsa di studio, fondamentale per sostenere le spese universitarie: trasporti, assistenza sanitaria e materiale didattico. Inoltre, i posti letto non sono sufficienti a rispondere alle domande e chi resta escluso riceve un contributo affitto, ma solo dopo aver presentato un contratto di locazione, sostenendo quindi con le proprie finanze le spese iniziali».

«L’università anche nelle Marche, continua ad essere riservata soltanto a chi ha determinate possibilità economiche- afferma Beatrice Bianconi presidente di Officina Universitaria-. Si è ormai scatenata una competizione tra studenti per vedere effettivamente attuato un diritto come quello della borsa di studio, che porta ad accettare quanti più esami in meno tempo possibile, visto che le graduatorie per l’esclusione dalla quota monetaria sono fatte esclusivamente in base ai crediti ottenuti. Oggi abbiamo la dimostrazione del fatto che non bastano cambi di governance per risolvere i problemi: se siamo arrivati a questo punto è solo a causa delle poche risorse investite».

«È la Regione stessa che nella conferenza regionale per il diritto allo studio di marzo 2017 aveva dichiarato che sarebbero stati necessari altri 2,7 milioni di euro, oltre ai 3 già finanziati nel capitolo di bilancio regionale, per poter garantire a tutti gli studenti aventi diritto le borse di studio complete» continua Archini.

Il coordinatore di Gulliver e la presidente di Officina Universitaria rimarcano anche come le loro siano state le uniche organizzazioni studentesche «ad aver denunciato fin da subito il rischio che la riorganizzazione degli ERSU non avrebbe generato alcun miglioramento reale alla condizione degli studenti, come poi è effettivamente avvenuto. Oltretutto ancora non è neanche finita la fase di transizione (a distanza di 5 mesi, il CDA non si è ancora insediato) e i 4 ERSU non sono stati in grado di gestire questo nuovo bando unico regionale».

I due studenti elencano poi i disagi vissuti negli ultimi giorni. «Mancanza di informazioni e disservizi, come il malfunzionamento della piattaforma online al momento della pubblicazione delle graduatorie, sono stati all’ordine del giorno in quest’ultimo periodo. Inesistente inoltre una rappresentanza studentesca legittimata, l’indeterminatezza della legge in merito ai criteri di nomina dei rappresentanti, infatti, non favorisce la partecipazione degli studenti ai processi decisionali ma sta anzi generando una situazione di stallo in cui non si riesce ad individuare un rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione».

Gli studenti  universitari chiedono di incontrare al più presto l’assessore regionale Loretta Bravi. «Chiediamo che il diritto allo studio sia finanziato in base al fabbisogno reale; chiediamo che sia favorita la partecipazione ai processi decisionali dell’Ente per il diritto allo studio attraverso una modifica della legge regionale. Chiediamo pertanto all’assessore Bravi di riceverci immediatamente per discutere di una soluzione al problema delle borse incomplete e per avviare un confronto reale, purtroppo assente in fase di approvazione della riforma, per superare i problemi strutturali del diritto allo studio nella nostra regione».