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Ancona

Bonus 150 euro, il consulente del lavoro chiarisce a chi spetta e come richiederlo

La misura, che punta a contrastare il caro bollette, spetta sia a dipendenti che agli autonomi. Il consulente del lavoro del Centro Studi spiega come fare per riceverlo

ANCONA – Arriverà a partire da novembre il nuovo bonus destinato a lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi. Si tratta di un sostegno una tantum da 150 euro, varato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre con l’approvazione del decreto legge “Aiuti-ter” che punta a contrastare la crisi energetica.

Una misura «che ricalca a grandi linee e reitera il bonus estivo di 200 euro, anche se si distingue per aspetti essenziali» spiega Alessandro Natalucci, consulente del lavoro del Cetro Studi di Ancona. Ma a chi spetta? «A tutti i soggetti titolari di un contratto di lavoro subordinato attivo al primo novembre 2022 e che riceveranno, nel corso dello stesso mese di novembre, una retribuzione lorda ai fini contributivi inferiore a 1.538,00 euro. Purché in essere al primo novembre 2022»

Rientrano in questo gruppo tutti i rapporti di lavoro subordinato: con datore di lavoro pubblico o privato, a tempo indeterminato o determinato, a tempo pieno o parziale, i contratti di lavoro intermittenti o quelli nello spettacolo. Unica eccezione, esclusa, spiega il consulente del lavoro, «i lavoratori domestici». «Ulteriore condizione – aggiunge – , come per il bonus di 200 euro, è la presentazione da parte del lavoratore al datore di lavoro di un’autodichiarazione in cui si esclude di essere titolari di prestazioni previdenziali o reddito di cittadinanza».

«Stando al tenore letterale della norma – spiega – il bonus di 150 euro verrà erogato nella prima metà di dicembre, con la busta paga di novembre, dal datore di lavoro; quest’ultimo poi potrà recuperare il bonus anticipato con i contributi Inps dovuti per quel mese».

Alessandro Natalucci consulente del lavoro

L’altro gruppo di beneficiari è rappresentato dai lavoratori che alla data del 1° ottobre 2022 sono titolari di una prestazione previdenziale erogata dall’Inps o da una cassa sostitutiva, oppure di una pensione di invalidità civile, i percettori di NaSPI o di disoccupazione agricola nel mese di novembre 2022, o infine i percettori del reddito di cittadinanza. A favore di questi beneficiari l’Inps provvederà a erogare in maniera automatica e diretta il bonus nei loro conti correnti».

Condizione fondamentale pe percepire il bonus, che i lavoratori «devono aver percepito nel 2021 un reddito ai fini Irpef, per intenderci, quello risultante dalla dichiarazione dei redditi, inferiore ai 20mila euro. Il bonus verrà erogato a novembre, insieme all’ordinaria prestazione erogata dagli enti previdenziali».

In questo gruppo rientrano anche i titolari di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co), i dottorandi, gli assegnisti di ricerca, i lavoratori intermittenti, stagionali o dello spettacolo che non hanno attivo né un rapporto di lavoro né la NaSPI, ma che possono vantare la denuncia di 50 giornate di contributi nel 2021. Anche loro dovranno aver percepito nel 2021 un reddito ai fini Irpef inferiore ai 20mila euro. A loro favore l’erogazione del bonus non sarà automatica, ma dietro presentazione di domanda diretta.

Rientrano nel gruppo dei beneficiari che riceveranno direttamente dall’Inps il bonus anche i lavoratori domestici e i lavoratori autonomi occasionali senza Partita Iva, ma per poterne beneficiare in automatico devono aver già percepito il bonus di 200 euro (quello arrivato a luglio).

Il bonus di 200 euro è stato previsto anche per i lavoratori autonomi titolari di Partita Iva: lavoratori autonomi e professionisti, che nel 2021 hanno percepito un reddito inferiore ai 20mila euro, chiarisce Natalucci, vedranno incrementato il bonus ancora da percepire da 200 a 350 euro.

Il bonus di 150 euro, precisa non costituisce reddito ai fini Inps e Irpef, non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile. Inoltre, può essere fruito solo una volta: pertanto i lavoratori con due o più datori di lavoro dovranno scegliere quale dei vari lo erogherà. I titolari, nello stesso tempo, di rapporto di lavoro e di pensione lo riceveranno dall’Inps e pertanto non dovranno richiederlo al loro datore di lavoro.