Bomba day: tutte le procedure di disinnesco

Le operazioni, che inizieranno alle 9 di domenica mattina, richiederanno almeno 7-8 ore per essere terminate

La locandina affissa nei portoni dei palazzi all'interno della zona rossa

ANCONA – Dodicimila persone evacuate nell’ambito di un’area di circa 800 metri quadrati. Man mano che si avvicina l’ora x fervono i preparativi per le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico rinvenuto in zona Archi di Ancona.  La bomba, risalente alla seconda guerra mondiale e sganciata dall’aviazione inglese, era stata ritrovata nei pressi dello scalo ferroviario dorico, ancora attiva anche se in pessimo stato di conservazione.

Per le operazioni di disinnesco sono giunti ad Ancona 30 artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito Italiano, provenienti da Castel Maggiore (Bologna) su disposizione del Genio Militare di Padova. Intanto, fanno sapere dalla Prefettura di Ancona, che sta coordinando tutte le fasi della delicatissima operazione, i militari stanno realizzando sopra l’ordigno una struttura di contenimento costituita da contenitori pieni di sabbia. Una ulteriore misura di sicurezza, spiegano dalla Prefettura, per evitare eventuali scintille che possano innescare l’ordigno.

La Questura di Ancona si occuperà dell’ordine e della Sicurezza Pubblica sotto il coordinamento della Prefettura, fa sapere il Capo di Gabinetto Sabatino Riccio. Coinvolti Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale, Polizia Locale. La Polfer di Falconara, Loreto e Jesi si occuperà del tratto ferroviario dove il traffico sarà sospeso durante le operazioni di disinnesco, mentre l’area portuale sarà pattugliata da Polmare, Capitaneria di Porto e la sezione Guardia Navale. La Polizia Stradale scorterà invece l’ordigno fino alla cava di Jesi. Ma la Questura di Ancona sarà impegnata anche nell’attività antisciacallaggio presidiando le aree evacuate con personale in borghese.

I DETTAGLI DEL DISINNESCO
Le operazioni di disinnesco, che inizieranno alle 9 di domenica  mattina, richiederanno almeno 7-8 ore per essere terminate, salvo intoppi imprevedibili. La bomba, delle dimensioni di circa 70 centimetri e 124 chilogrammi di peso, sarà tagliata utilizzando un getto d’acqua ad altissima pressione, alla stregua di un laser. Un taglio preciso e netto che disinnescherà la bomba evitando problemi di surriscaldamento.

Le delicatissime fasi del disinnesco consisteranno in pratica nell’estrazione delle due spolette presenti in testa e in coda alla bomba. Una procedura che i militari del Genio Ferrovieri dell’Esercito dovranno effettuare con la massima cautela, per evitare l’esplosione dell’ordigno. In particolare sarà la spoletta di coda a richiedere un’attenzione maggiore e un maggiore impiego di tempo perché sarà necessario sezionare l’involucro tramite il getto d’acqua ad altissima pressione.

LE ALTRE BOMBE RINVENUTE NELLE MARCHE
Un ritrovamento, quello dell’ordigno bellico di Ancona, che non rappresenta un evento poi così raro. Negli ultimi anni infatti, spiegano dalla Prefettura di Ancona, sono state rinvenute altre bombe. Nel 2004 un ordigno bellico fu ritrovato a Jesi, nel 2009 a Fabriano e l’anno successivo, nel 2010, ne fu rinvenuto un altro a Genga. Nel 2012 vennero ritrovate le bombe al fosforo al Porto di Ancona, che vennero poi fatte brillare nel giugno 2014 in mare.

Secondo alcune stime in Italia sarebbero circa il 25% le bombe inesplose nelle aree che furono teatro di conflitti bellici, sganciate soprattutto nelle aree considerate obiettivi strategici come stazioni ferroviarie, ponti e porti, anche se spesso i ritrovamenti avvengono anche in aree in aperta campagna.