Blitz in Comune, opposizione chiede commissione di indagine. Mancinelli: «Fiducia nella Magistratura»

In consiglio comunale, Lega - MNS, Fdi, Fi, M5S, 60100 e AIC hanno chiesto «chiarezza e trasparenza all'Amministrazione». Diomedi (M5S): «Da anni insistiamo sui controlli». Eliantonio (Fdi): «Il Comune del sindaco migliore del mondo evidentemente non è il migliore del mondo»

Seduta del consiglio comunale di Ancona

ANCONA – La vicenda del blitz della Polizia in Comune, con l’arresto di un dipendente, è finita in consiglio comunale e i consiglieri Lega – MNS Marco Ausili, Maria Grazia De Angelis e Antonella Andreoli hanno presentato la richiesta di costituzione di una Commissione di indagine, controfirmata da tutta l’opposizione (Lega – MNS, FdI, FI, M5S, 60100 e AIC).

Il Gruppo consiliare della Lega. Da sinistra, Antonella Andreoli, Marco Ausili e Maria Grazia De Angelis
Da sin. Antonella Andreoli, Marco Ausili e Maria Grazia De Angelis

«Ipotesi di reato e custodie cautelari riguardanti la corruzione aggravata inerente l’assegnazione diretta di alcuni lavori pubblici – hanno dichiarato i consiglieri della Lega – sono eventi di eccezionale gravità, che non vanno sottovalutati o taciuti, nell’interesse di tutte le forze politiche, e soprattutto dei cittadini di Ancona. Al fine di garantire la maggiore trasparenza possibile sull’accaduto, il nostro Gruppo ha subito presentato la richiesta di costituzione di una Commissione di indagine ad hoc: troppo grave l’entità dei reati ipotizzati, troppo importanti le eventuali conseguenze sulle casse e i lavori pubblici nella nostra città, per non fare la dovuta chiarezza. Vogliamo sapere per filo e per segno come viene speso ogni centesimo del denaro pubblico, vogliamo sapere come sono stati possibili questi comportamenti illegittimi all’interno del nostro Comune, vogliamo chiarezza e informazioni sull’operato di tutti gli Uffici comunali. Rimaniamo altresì stupiti del fatto che nessuno dei Consiglieri di maggioranza abbia voluto firmare la richiesta della Commissione di indagine, comportamento questo che i cittadini di Ancona dovrebbero attentamente valutare».

Il principale protagonista di questa vicenda è il geometra Simone Bonci, dipendente del Comune di Ancona (settore Lavori Pubblici), che è stato arrestato questa mattina (7 novembre) all’interno del palazzo comunale per aver messo in piedi un cartello di imprese “amiche”. Insieme a lui sono finiti nei guai 4 imprenditori edili che sono stati posti agli arresti domiciliari. Inoltre sono stati perquisiti gli uffici dell’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Manarini e dei dirigenti e la vicenda sembrerebbe molto più vasta, con il coinvolgimento di 30 persone. L’indagine investigativa, condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Ancona, guidati da Carlo Pinto, è coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona (procuratori Di Cuonso e D’Agostino).

Daniela Diomedi, consigliere Movimento 5 Stelle

«Ciò che è successo oggi è una sconfitta – ha denunciato Daniela Diomedi, capogruppo M5S – anche se annunciata. Una pagina orribile, dovuta alla sciatteria che ha contraddistinto questi lunghi anni di gestione Mancinelli. Da anni abbiamo insistito più volte su un esercizio di controllo, anche di gestione, sugli atti e sui risultati e guarda caso il problema è legato ai risultati non corrispondenti alle spese. Quante volte, anche sui lavori dei laghetti del Passetto, abbiamo presentato specifiche interrogazioni per approfondire e vederci chiaro. Voi vivete di rendering e ora, purtroppo o per fortuna, c’è il giudice che è intervenuto».

«Se le strade di Ancona sono così piene di buche – ha detto il consigliere Daniele Berardinelli (FI) – è perché i lavori vengono eseguiti male e, se vengono fatti male, è perché le ditte che li eseguono si servono di manodopera sottopagata. Tutti questi sono segnali di illecito. Noi siamo garantisti e aspettiamo che le indagini vadano avanti, ma vogliamo sapere se le indagini riguardano anche alcuni assessori della giunta. Chiediamo massima trasparenza».

Angelo Eliantonio, consigliere comunale di Fratelli d’Italia

«Il fatto che girino notizie su un Comune presumibilmente corrotto – ha detto Angelo Eliantonio, consigliere Fdi – è molto triste. Poi ovviamente la Magistratura farà il suo corso. Ieri – rivolgendosi al sindaco – lei ha presentato il suo libro sui principi del buongoverno e politicamente quello che è successo oggi è una macchia pesante. Sotto gli occhi di tutti c’è un fatto: il castello dorato che è stato dipinto in questi anni non esiste, perché il comune del sindaco migliore del mondo non è il migliore del mondo». «Trenta persone indagate evidentemente non possono essere derubricate al caso – ha dichiarato il consigliere Francesco Rubini (AIC) – siamo di fronte ad un qualcosa che possiamo definire un sistema. Il capo della squadra mobile Pinto ha parlato di una moltitudine di lavori affidati in maniera illegale e illegittima e di fronte a questo non possiamo affidare tutto al caso».

Valeria Mancinelli

Dal canto suo il sindaco Valeria Mancinelli, nell’aula consiliare, ha ribadito quanto detto questa mattina in Comune: «Sulla vicenda di oggi ho piena fiducia nella Magistratura e nelle forze dell’ordine e sono preoccupata per il quadro che sta emergendo. È necessario avere elementi concreti per capire cosa è successo e per assumere decisioni rigorose per quanto di nostra competenza sulla vicenda. Siamo nella fase degli accertamenti: dunque non si può saltare alle conclusioni e non si può fare di ogni erba un fascio. Auspico che il completamento degli accertamenti sia rapido così da avere il prima possibile chiarezza e capire se e quali misure prendere per rimettere la macchina comunale in condizione di lavorare appieno e serenamente. Da parte dell’Amministrazione c’è la più grande disponibilità a dare ogni informazione e a collaborare, per lo scrupoloso e rapido accertamenti dei fatti».
Per quanto riguarda gli appalti del Bando Periferie e dell’Iti Waterfront, che stanno per partire, cosa accadrà? «Se non ci saranno provvedimenti dell’Autorità giudiziaria che impongano all’Amministrazione altre scelte – ha detto – l’ufficio Lavori Pubblici continuerà a fare il suo mestiere e le gare verranno indette».

Mirella Giangiacomi, consigliere Partito Democratico

A sostegno del sindaco e, contro la costituzione di una Commissione di Indagine, sono intervenuti i consiglieri di maggioranza. «Le forze di opposizione utilizzano questo triste momento per parlare – ha detto la consigliera Mirella Giangiacomi (Pd) – andando molto al di là della realtà dei fatti e delle parole chiarissime del sindaco. La Mancinelli ha chiesto la rapidità delle indagini. Il sindaco, gli assessori e noi consiglieri della maggioranza siamo i primi ad avere interesse che questa situazione venga chiarita e che tutte le persone responsabili vengano smascherate. Quindi è inutile fare discorsi su una commissione d’inchiesta: noi dovremmo svolgere un ruolo che sta facendo la Magistratura, per scoprire che cosa?».
Anche Massimo Fazzini, capogruppo di Ancora X Ancona, ha ribadito «la piena fiducia negli organi inquirenti, la piena disponibilità di tutta l’amministrazione e la volontà collaborativa. Non è compito del consiglio comunale effettuare commissioni d’inchiesta».

«Credo che questo consiglio insieme, al di là del colore politico – ha detto il consigliere Massimo Mandarano (gruppo misto) – debba vigilare con attenzione da qui in avanti. Su quello che ha detto il sindaco non ho dubbi e credo nell’operato della giunta. I perdenti in questa vicenda potremmo essere noi della maggioranza perché governiamo la città e ora vogliamo la verità più di altri. Noi abbiamo bisogno di verità. Se ci fossero anche sbagli politici, è giusto che vengano fuori». Anche per il consigliere Lorenzo Morbidoni (Pd) non ha senso la costituzione della commissione d’indagine: «Quali poteri o conoscenze possiamo avere noi, più dell’organo competente? Cosa possiamo acquisire più della Magistratura?».