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Ancona

Bed manager e lista medici disponibili: nelle Marche al via il piano di potenziamento dei Pronto soccorso

Si tratta di una sperimentazione che durerà fino al 15 settembre 2022. Entro il 30 settembre gli enti coinvolti dovranno trasmettere una relazione completa

Immagine di repertorio

ANCONA – Dieci azioni per migliorare le attività nei Pronto soccorso delle Marche. Al via da ieri, 15 giugno scatta il piano sperimentale per riorganizzare e potenziare le attività dei pronto soccorso e ridurre tempi di attesa e i disagi dei cittadini. Lo hanno annunciato ieri, mercoledì 15 giugno, nel corso di una conferenza stampa il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini dopo l’approvazione della relativa delibera in giunta. Presenti tra gli altri, anche la presidente della Commissione Sanità Elena Leonardi e il dirigente Armando Gozzini.

«Stiamo mettendo in campo una serie di azioni fondamentali – ha detto Acquaroli – per dare una risposta immediata ad una emergenza di sistema che non coinvolge solo la nostra Regione, ma tutte le Regioni d’Italia, dove il sistema sanitario vive un momento di difficoltà. Una di queste è il piano di potenziamento dei Pronto Soccorso che si avvia da oggi per tutto il periodo estivo, per cercare di efficientare tutto il sistema di emergenza-urgenza. Nel frattempo stiamo lavorando anche ad interventi strutturali che però hanno bisogno di più tempo per dare risultati tangibili soprattutto laddove manca la continuità assistenziale sul territorio e scarseggiano i medici di medicina generale».

Ha aggiunto Saltamartini: «Le criticità nelle attività di pronto soccorso sono dovute alla cronica carenza di personale e ad occasionali e temporanee situazioni di sovraffollamento, che comportano un prolungato stazionamento dei pazienti in fase pre e post-triage. Per risolvere i problemi abbiamo quindi effettuato una verifica sull’attività dei pronto soccorso regionali e sono emerse specifiche indicazioni utili al potenziamento delle attività in emergenza-urgenza. Sono stati inoltre condotti incontri con il gruppo tecnico regionale costituito dalle Direzioni degli enti e delle Aree Vaste per la mappatura delle criticità e l’identificazione di specifiche strategie per il potenziamento dei servizi».

La sperimentazione già in corso durerà fino al 15 settembre 2022. Entro il 30 settembre 2022, gli enti trasmetteranno una relazione completa, in termini di efficacia, efficienza e qualità, relativa alle attività sperimentali realizzate.

Pronto soccorso Marche: le 10 azioni della giunta Acquaroli

1 Ottimizzazione dell’attesa attiva

Alla cittadinanza dovrà essere garantita maggiore trasparenza informativa in merito ai tempi di attesa. Per consentire un’adeguata comunicazione con gli utenti di altra lingua, è utile disporre di supporti tecnologici di traduzione a distanza o schede di accoglienza multilingue. Le rilevazioni informatizzate sul livello di sovraffollamento dei PS dovranno essere rese disponibili in tempo reale alla Centrale operativa 118 regionale e all’Agenzia Regionale Sanitaria.

2 Istituzione della figura del bed manager

Ogni struttura ospedaliera dotata di PS dovrà individuare formalmente la figura del Bed Manager, operativa H12, finalizzata ad assicurare, attraverso il coordinamento e l’integrazione delle aree produttive ospedaliere e dei percorsi diagnostico/terapeutici, la tempestiva prosecuzione della presa in carico del paziente che afferisce al PS.

3 Sovraffollamento

Ogni struttura ospedaliera dovrà formalizzare un “piano di gestione del sovraffollamento”, aggiuntivo rispetto a quello per le gravi emergenze (PEIMAF), da rendere operativo nei casi di sovraffollamento “relativo”. Il fine è ottimizzare la permanenza dei pazienti nelle aree del Pronto Soccorso/OBI ed evitare in ogni caso lo stazionamento prolungato dei pazienti su letti bis e barelle. In caso si ravvisi una situazione emergente di sovraffollamento o di prolungato stazionamento dei pazienti in modalità non appropriata (es. letti bis, barelle, etc.).

4 Definizione dei percorsi di fast track

Invio rapido dei pazienti in ambulatori dedicati per alcune specialità e patologie minori

5 Continuità assistenziale e dimissioni protette

Le strutture ospedaliere dovranno definire procedure efficaci per la semplificazione e accelerazione dei trasferimenti dei pazienti, se consentito dalle condizioni cliniche, dai reparti per acuti a quelli di post-acuzie e residenziali.

6 Misure straordinarie per garantire la disponibilità di medici

Ogni struttura ospedaliera con sede di Pronto Soccorso dovrà redigere, su base settimanale (H24, 7/7gg), un elenco riportante i nominativi delle professionalità mediche di specialità equipollenti o affini (anche in formazione), che giornalmente sono disponibili presso la struttura ospedaliera per integrare le risorse di personale in servizio presso il Pronto Soccorso.

7 Misure organizzative per la gestione delle non urgenze/urgenze minori

Coinvolgimento della medicina territoriale e incentivazione all’uso di strumenti di teleconsulto e telemonitoraggio.

8 Osservazione breve intensiva (Obi) in connessione funzionale con la Medicina d’Urgenza (Murg).

Le strutture ospedaliere dovranno provvedere a rendere disponibili postazioni Obi (1 postazione adulto ogni 5000 accessi al pronto soccorso + 2 postazioni pediatriche per ogni unità di pediatria), di cui almeno la metà dotate di sistemi di monitoraggio multiparametrico del paziente.

9 Progetti di adeguamento strutturale e tecnologico

Ogni struttura ospedaliera dovrà redigere uno specifico progetto finalizzato ad adeguare, qualora necessario, gli spazi dedicati alle attività di emergenza-urgenza, per garantire facile accessibilità all’utenza e comfort nella fase di attesa.

10 Attivazione di percorsi specifici (pediatrico e ostetrico)

Il Triage pediatrico dovrà essere effettuato da un infermiere pediatrico, ove presente in organico, o da un infermiere specificamente formato per la valutazione e la presa in carico del paziente pediatrico e della sua famiglia.