“L’Italia chiamò”: la battaglia di Castelfidardo in scena a teatro con Franco Oppini

Lo spettacolo, dedicato allo storico evento del Risorgimento Italiano e diretto dal regista Victor Carlo Vitale, debutterà al Teatro Astra di Castelfidardo e successivamente al Teatro Vaccaj di Tolentino

CASTELFIDARDO- La battaglia di Castelfidardo interpretata in chiave pop. Debutterà il 24 e 25 ottobre al Teatro Astra di Castelfidardo e successivamente al Teatro Vaccaj di Tolentino, lo spettacolo teatrale “L’Italia chiamò. Mi hanno detto che…”, diretto dal regista Victor Carlo Vitale e che vede protagonista il grande Franco Oppini nel ruolo di Italo. L’opera dedicata alla battaglia che il 18 settembre 1860 fu determinate per l’Unità d’Italia è prodotta da Guasco srl. Uno spettacolo storico, di memoria, dove la prosa si alterna al canto- con la strepitosa voce del soprano Annalisa Sprovieri (nel ruolo di Italia)- e a video storici.

L’attore Franco Oppini

«Conoscevo Castelfidardo dalle nozioni scolastiche. Sono rimasto molto colpito dalla passione dei marchigiani, dalla positività e amore per il territorio animato dal desiderio di ricordare e sapere dove è nata l’Italia. È questo il tessuto connettivo che tiene insieme la regione- ha sottolineato l’attore protagonista Franco Oppini-. Mi sono trovato molto bene: ho ritrovato un amico, Victor Carlo Vitale, e attori della compagnia giovani, del luogo e professionali. È importante portare lo spettacolo oltre regione per far conoscere la storia e trarre insegnamenti».

«È uno spettacolo giovane che, oltre ai fatti storici realmente accaduti, vuole far riscoprire la nostra identità– ha commentato il sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani-. Siamo conosciuti come la città della fisarmonica mentre è meno conosciuta la storia della battaglia che portò all’Unità d’Italia. Per questo abbiamo voluto realizzare qualcosa per farla conoscere ai giovani. Abbiamo un patrimonio che può essere divulgato in tutta Italia e che in questa fase storica, permette di riflettere su Europa e valori comuni mai raccontati con la giusta forza. È uno spettacolo incredibile, auspichiamo che possa essere portato anche fuori regione. Stiamo lavorando sia con Roma che con Torino, i cui rispettivi musei del Risorgimento hanno patrocinato l’iniziativa».

L’intento è infatti quello di valorizzare il progetto anche fuori dai confini regionali.

L’assessore regionale Moreno Pieroni e l’attore Franco Oppini

«Davvero un bel messaggio per riscoprire le nostre radici storiche – ha dichiarato l’assessore al Turismo e Cultura Moreno Pieroni nel corso della conferenza stampa odierna (11 ottobre 2019) a Palazzo Raffaello-. Racconta una pagina importante della storia italiana e della terra marchigiana in particolare che è stata sede di eventi decisivi per la costruzione dell’Italia contemporanea. Lo spettacolo è un’occasione interessante per riflettere su pagine fondamentali del nostro passato, in chiave storica ma anche umana, quella delle donne e degli uomini che hanno contribuito a costruire quella giovane Italia nei sui valori e ideali. La Regione ha quindi voluto sostenere economicamente il progetto che verrà valorizzato anche fuori dai confini regionali».

L’Assessore Pieroni ha aggiunto che «è anche la conferma della vivacità culturale delle Marche, costellate di preziosi teatri storici, che sanno offrire eventi teatrali di altissimo livello capaci di attrarre turisti in ogni stagione».

«Come Amministrazione comunale stiamo cercando di portare lo spettacolo anche in altri teatri delle Marche e d’Italia in quanto valorizza il nostro territorio. Vogliamo far scrivere nei cartelli: “Castelfidardo città della fisarmonica e dell’Unità di Italia”» ha annunciato l’assessore alla cultura del Comune di Castelfidardo, Ruben Cittadini.

L’autore e regista dello spettacolo teatrale, Victor Carlo Vitale, anticipa la trama e spiega come è nata l’opera. «Per l’idea di gioco drammaturgico mi hanno molto aiutato i racconti non scritti, alcune testimonianze, aneddoti e ciò che si dice sia successo. Certo, i documenti su cosa sia accaduto in quella settimana di settembre del 1860 li ho studiati, scandagliati e da alcuni scritti ho preso spunto.

L’attore Oppini con regista Vitale

Ma il focus dello spettacolo “L’Italia chiamò’ è la visione di un colono (Iacopo Cicconofri), dei briganti (Davide Bugari, Massimiliano Andreoli, Iacopo Cicconofri e Riccardo Ciabò), del militare piemontese (Massimiliano Andreoli) e di quello dell’esercito papalino (Riccardo Ciabò), di un piccolo coro di lavoratrici (Rebecca Liberati, Ludovica Mancini e Sabina Cingolani), le donne della guerra, il punto di vista umano insomma, non quello intellettuale, né politico. Poi c’è la storia, la storia che si legge sui libri, la storia che è negli archivi, affidata a Italo (Franco Oppini). Italo è nato molto tempo fa, ma non è dato sapere quando. Italia invece (Annalisa Sprovieri) non è ancora nata».

Lo spettacolo teatrale della durata di circa un’ora e un quarto avrà inizio alle 21,15. È possibile acquistare i biglietti presso la Proloco di Castelfidardo (071 7822987) oppure online. Il costo è di 10 euro. “L’Italia chiamò”, promosso da Regione Marche, Comune di Castelfidardo, Comune di Tolentino e dalle associazioni Tracce di Ottocento e Fondazione Ferretti, Museo Centrale del Risorgimento di Roma e Museo del Risorgimento di Torino, si inserisce all’interno di un progetto più ampio di celebrazioni sul Risorgimento. Ad agosto 2020 infatti, a Castelfidardo si terrà un grande evento con 600 figuranti in abiti d’epoca dedicato all’800 e alla battaglia che portò all’Unità d’Italia.

Un momento della conferenza stampa

Alla conferenza stampa di presentazione pubblica dello spettacolo erano presenti anche Carlo Zenobi, presidente Associazione Tracce di Ottocento e Eugenio Paoloni, presidente Fondazione Ferretti.