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Ancona

Barriere antirumore, i sindaci di Ancona e Falconara scrivono ai comuni costieri delle Marche

Sono stati già avviati contatti con alcuni sindaci, i cui territori sono interessati dal progetto. Entro metà febbraio Falconara convocherà un consiglio comunale aperto sull’opera

Le giunte comunali di Ancona e Falconara riunite a Palazzo del Popolo in seduta congiunta

ANCONA – Barriere antirumore, i sindaci di Ancona e Falconara hanno scritto a tutti i comuni costieri delle Marche per esortarli a mobilitarsi e far sì che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rfi trovino soluzioni alternative. È una battaglia, dunque, che potrebbe interessare tutti i Comuni costieri quella partita da Falconara e Ancona contro il progetto delle barriere fonoassorbenti di Rfi, che la società ferroviaria ha progettato per abbattere l’inquinamento acustico lungo la linea Adriatica «senza tenere conto dei danni ambientali e paesaggistici che l’opera comporterebbe lungo la costa».

Ieri è stata inviata una missiva firmata dai sindaci Valeria Mancinelli e Stefania Signorini a 21 Comuni marchigiani affacciati sull’Adriatico, anche a quelli che hanno già concordato il progetto di Rete ferroviaria italiana perché non altrettanto penalizzati dall’opera, per far sì che la mobilitazione unisca tutta la costa marchigiana. Il progetto di Rfi, scrivono i due sindaci, «se realizzato lungo la fascia costiera tra la strada ferrata e la SS 16 Adriatica, isolerebbe completamente le nostre città dal mare, togliendo la visibilità della spiaggia. Inoltre le barriere, che in alcuni punti raggiungerebbero l’altezza di 8 metri, impedirebbero il ricircolo dell’aria, aggravando l’inquinamento ambientale lungo una delle strade più trafficate dei nostri territori». L’obiettivo di ottemperare al Decreto ministeriale Ambiente 29 novembre 2000 per ridurre l’inquinamento acustico a ridosso della ferrovia può essere raggiunto con altri strumenti, «tenendo presente che lo stesso Decreto ministeriale del 2000 indica la necessità di intervenire prima di tutto sulla sorgente del rumore». E ancora, scrivono i sindaci Mancinelli e Signorini, «l’intervento delle barriere proposto da Rete Ferroviaria Italiana opera una standardizzazione su tutto il territorio nazionale, senza tenere conto dei contesti territoriali specifici per ogni realtà locale, dove la linea ferroviaria Adriatica corre a ridosso della spiaggia. La soluzione progettuale inciderebbe in maniera irreversibile, oltre che sul paesaggio e sull’ambiente, anche sulla programmazione urbanistica dei nostri Comuni. Vi chiediamo di impedire questo scempio, che penalizzerebbe la qualità di vita di tutta la comunità».

La missiva è stata inviata ai Comuni di Pesaro, Fano, San Benedetto del Tronto, Civitanova, Senigallia, Fermo, Porto Sant’Elpidio, Grottammare, Porto San Giorgio, Potenza Picena, Mondolfo, Porto Recanati, Cupra Marittima, Montemarciano, Massignano, Pedaso, Numana, Sirolo, Altidona, Campofilone, Gabicce, oltre che all’Anci e alla Lega della Autonomie delle Marche. Sono già in corso contatti con alcuni dei Comuni interessati dall’opera, dove si stanno costituendo comitati di cittadini come avvenuto già a Falconara. L’opera sarà oggetto di un consiglio comunale aperto che il Comune di Falconara convocherà entro la metà di febbraio.

Il consigliere regionale Enzo Giancarli
Il consigliere regionale Enzo Giancarli

Nel frattempo, dopo l’interrogazione discussa ieri (29 gennaio) in Aula, il consigliere Enzo Giancarli ha depositato questa mattina una mozione per frenare il progetto avanzato da Rfi. Il documento, che sarà sottoposto all’attenzione dell’Assemblea legislativa nelle prossime sedute, intende impegnare l’Esecutivo regionale ad un’azione congiunta con i Comuni di Ancona e Falconara e con tutte le associazioni che ritengono tali barriere gravemente penalizzanti per la vivibilità dei territori, affinché esponga al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la necessità urgente di valutare tutti gli impatti (sanitario, ambientale, paesaggistico, economico e turistico) che una tale opera avrebbe sulle comunità locali. Nella mozione, inoltre, Giancarli chiede alla Giunta che siano valutate anche altre soluzioni tecniche alternative, in assenza delle quali, sostiene il consigliere «va espresso il parere contrario della Regione Marche alla costruzione del muro fonoassorbente».

A spingere Giancarli al deposito della mozione, la risposta di ieri in Aula alla sua interrogazione urgente sul tema. Nell’atto il consigliere chiedeva di conoscere l’orientamento della Regione in merito al parere di conformità urbanistica all’opera. Parere richiesto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti all’ente regionale. La Giunta, pur condividendo le preoccupazioni delle popolazioni, rispetto alla realizzazione della barriera antirumore così come proposta da Rfi, ha sottolineato che trattandosi di parere tecnico, esso sarà elaborato dagli uffici preposti della Regione. «Come ho già affermato nella mia precedente interrogazione e ieri (29 gennaio) in Aula – afferma Giancarli – ritengo che, al di là dei pareri tecnici, è necessaria una presa di posizione politica netta della Regione in merito alla vicenda. Personalmente ritengo che tale opera avrebbe un forte impatto negativo, sia dal punto di vista paesaggistico – considerando che sarebbe costruita a ridosso di località turistiche balneari – sia dal punto di vista ambientale, in termini di qualità dell’aria. La realizzazione della barriera, infatti, oltre a chiudere la vista sul mare, ostacolerebbe la circolazione dell’aria in un tratto fortemente interessato dal traffico veicolare che corre sulla strada Flaminia parallela ai binari. Ribadisco che le barriere lungo la via di propagazione del rumore sono solo una delle possibili soluzioni tecniche per ridurre l’inquinamento acustico ferroviario. Ritengo che sia inoltre necessario agire tempestivamente. Rfi ha già avviato, infatti, l’iter per gli espropri per la realizzazione delle barriere e in tempi brevissimi la Regione, su richiesta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dovrà esprimere il parere di conformità urbanistica».