Barriere antirumore, Manarini: «Il costo degli espropri ammonta a 227mila euro»

Contrari all'opera di Rfi anche i consiglieri regionali pentastellati e la Cna. Per Maggi, Fabbri, Giorgini e Pergolesi è necessario «intervenire sui binari e sul materiale rotabile». L’associazione degli Imprenditori suggerisce di lavorare per l’arretramento della ferrovia

La via Flaminia
La via Flaminia

ANCONA – Il costo degli espropri, necessari per la realizzazione delle barriere antirumore progettate da Rfi, ammonta a 227mila euro. Lo ha reso noto l’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Manarini, rispondendo questa mattina in consiglio comunale a una interrogazione del consigliere Fi Daniele Berardinelli.

Paolo Manarini, assessore ai Lavori Pubblici
Paolo Manarini, assessore ai Lavori Pubblici

«Ovviamente il costo degli espropri – ha spiegato Paolo Manarini – sono a carico del soggetto espropriante. Secondo le relazioni consegnate al Comune il costo ammonta a 227mila euro e riguarda sia le indennità sia l’occupazione temporanea del suolo pubblico. Nel dettaglio, per le zone art. 28 (zone per servizi di quartiere, parcheggi a raso che fanno capo al Comune) l’importo è di 73.965 euro; per le aree di pertinenza private destinate alle abitazioni 7.220 euro; per le aree di pertinenza dei fabbricati commerciali e depositi (privati) 10mila euro; per le aree bianche ed aree ex standard 12.849 euro, per le strade demaniali come via Flaminia e quelle in capo al Comune 121.505 euro».

Daniele Berardinelli, consigliere di Forza Italia

«Mi auguro che queste barriere non vengano realizzate – ha dichiarato Daniele Berardinelli – gli anconetani non meritano di essere soffocati da una vera e propria muraglia che chiuderebbe le abitazioni in una specie di lager, impedendo la vista e il profumo del mare». Anche l’Amministrazione è contraria alle barriere progettate da Rete Ferroviaria Italiana e, insieme al comune di Falconara, ha espresso più volte la sua contrarietà. Per i sindaci di Ancona Valeria Mancinelli e di Falconara Stefania Signorini l’opera «isolerebbe completamente le città dal mare, togliendo la visibilità della spiaggia». Inoltre le barriere, che in alcuni punti raggiungerebbero l’altezza di 8 metri, «impedirebbero il ricircolo dell’aria, aggravando l’inquinamento ambientale lungo una delle strade più trafficate dei nostri territori».

Da sin. Piergiorgio Fabbri, Peppe Giorgini, Gianni Maggi e Romina Pergolesi

Occorre quindi trovare delle soluzioni alternative per ridurre l’inquinamento acustico. Per i consiglieri regionali pentastellati Gianni Maggi, Piergiorgio Fabbri, Peppe Giorgini e Romina Pergolesi, è necessario «intervenire prioritariamente sui binari e sul materiale rotabile, come previsto dal D.M. 29/11/2000». Secondo gli esponenti pentastellati, che hanno concordato l’atto con i consiglieri comunali dei Comuni interessati e ringraziano il senatore Giorgio Fede per l’azione di coordinamento con il Ministero competente, «la scelta di Rfi di privilegiare esclusivamente manufatti fonoassorbenti, invece di agire sulla “sorgente” del rumore, produrrà conseguenze particolarmente critiche dal punto di vista visivo, soprattutto nelle zone turistiche con particolari valenze paesaggistiche, che costituiscono una ricchezza e una risorsa per le Marche e l’Italia. La tutela del paesaggio, del resto, è sancita dalla Costituzione. Ma la scelta di Rfi avrà anche ripercussioni ambientali, in quanto tali barriere andranno a ostacolare il naturale ricircolo dell’aria in zone con situazioni ambientali già gravate da industrie insalubri o da intenso traffico automobilistico».

A più di 6 anni dall’avvio del Piano, fra l’altro, ricordano Maggi, Fabbri, Giorgini e Pergolesi, che evidenziano il «mancato coinvolgimento dei cittadini» in fase di avvio dei progetti, «risultavano ultimati solo 11 dei 428 interventi previsti per le ultime 4 annualità, a causa della difficoltà dei Comuni interessati dall’opera di accettare una struttura così impattante e invasiva». Due le mozioni presentate: in entrambe si impegna la Giunta Ceriscioli «a richiedere in sede di conferenza dei servizi con Rfi, il Ministero e tutti i Comuni interessati, di prossima convocazione, il rispetto e l’applicazione del D.M. 29/11/2000 per quanto riguarda l’art.5, comma 3, dove si prevede la riduzione del rumore seguendo una scala di priorità, vale a dire direttamente sulla sorgente rumorosa, lungo la via di propagazione del rumore e direttamente sul recettore». I consiglieri Maggi e Pergolesi chiedono inoltre all’Esecutivo regionale, attraverso un’altra mozione, «di esprimere in sede di conferenza di servizi l’assoluta contrarietà all’installazione dei pannelli fonoassorbenti là dove i Comuni si sono pronunciati con parere non conforme». I gruppi locali M5S delle Marche formalizzeranno, a loro volta, una mozione nei rispettivi Comuni per impegnare le istituzioni comunali a richiedere sempre a Rfi, in sede di conferenza di servizi congiunta con la Regione e il Ministero, di presentare un nuovo progetto alternativo che risponda alle necessità dei cittadini.

Andrea Cantori Cna

Contraria alle barriere antirumore di Rfi anche la Cna. «Riteniamo necessario – dichiara il segretario della Cna di Falconara, Andrea Cantori – cercare soluzioni alternative alla barriera progettata. Condividiamo l’idea emersa nel corso del consiglio comunale aperto a Falconara, ovvero che si debba trovare una soluzione concreta sia in termini di tempi sia in termini di costi. Per tale ragione riteniamo che la soluzione tecnica debba venire da Rfi e che debba essere compatibile con le richieste degli enti pubblici e delle forze economiche e sociali del territorio, altrimenti l’ultima spiaggia possibile rimane quella di mettere mano alla normativa. Ci piacerebbe comunque che l’idea dell’arretramento della ferrovia venisse portata avanti. Siamo coscienti che è un sogno sia per i tempi, sia per i costi e sia per le problematiche tecniche, ma sappiamo bene che i sogni di oggi sono spesso i risultati che raggiungeranno le generazioni future: un progetto come questo non potrà essere realizzato a breve, ma non lo sarà neanche nel lungo periodo se qualcuno non lo avanzerà come possibile progetto. L’arretramento avrebbe il vantaggio concreto non solo di eliminare il problema del rumore nelle nostre città costiere, ma soprattutto di recuperare spazi e accessi che permetterebbero probabilmente di incrementare ancora di più l’economia del turismo che nel prossimo futuro sarà sempre più centrale per la fascia costiera».