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Ancona

Bar ed eventi estivi nel parco del Cardeto, il Comune cerca un gestore

L'amministrazione ha deciso di riaprire un punto ristoro presso il chiosco presente nell’area del vecchio faro, nel periodo aprile – ottobre 2018 e 2019. L'avviso del Comune intende anche «sollecitare la realizzazione di un programma di eventi e attività a carattere artistico, culturale, sociale»

Il Faro all'interno del Parco del Cardeto
Il faro all'interno del Parco del Cardeto

ANCONA – Per valorizzare il parco del Cardeto e migliorarne la fruibilità, il Comune ha deciso di riaprire un punto ristoro-bar presso il chiosco presente nell’area del vecchio faro, nel periodo aprile – ottobre 2018 e 2019. L’amministrazione ha quindi indetto una procedura aperta di evidenza pubblica per «l’individuazione di un soggetto esterno a cui affidare la gestione di un punto di ristoro-bar e il programma di eventi al parco del Cardeto F. Scataglini».

«Il parco del Cardeto è ormai considerato un vero e proprio museo a cielo aperto – si sottolinea nel documento istruttorio – un patrimonio di tutti i cittadini di Ancona e non solo. Sono state infatti realizzate numerose azioni (manifesti promozionali, una guida agli itinerari dalla città al parco e una cartellonistica interna ed esterna), volte a promuovere la conoscenza delle numerose risorse interne al parco, come il cimitero ebraico, la polveriera Castefidardo. Grazie alle iniziative e alle visite guidate si registrano interessanti dati relativi alle presenze di cittadini e turisti in visita al parco. Inoltre, da quest’anno la Msc crociere ha inserito il parco del Cardeto tra gli itinerari che propone ai propri clienti in transito per Ancona, e pertanto è prevedibile che i venerdì (giornate di scalo dorico della crociera Msc), tra le 10 e le 15, ci sia un apprezzabile transito di turisti che, al momento, non trovano punti di ristoro nel parco».

Per questi motivi, il Comune cerca un gestore per il bar del Cardeto e l’avviso intende anche «sollecitare la realizzazione di un programma di eventi, attività a carattere artistico, culturale, sociale. Il Rup, sulla base di una valutazione che tiene conto delle giornate di apertura e di un ipotetico incasso medio giornaliero (considerate le giornate di chiusura e le chiusure dovute a cattivo tempo si stimano 100 giornate di apertura per circa 180 euro di incasso medio) stima in 25mila euro il valore dell’appalto».

Il canone per i sette mesi di apertura annui è stato fissato in 150 euro netti. «Già nel 2011 l’ufficio turismo attivò una procedura di evidenza pubblica per l’individuazione di un soggetto esterno cui affidare la gestione di un punto di ristoro presso il parco – si legge nel documento – e, in quella occasione, l’ufficio patrimonio attestò che il canone annuo per il chiosco era pari a 515 euro. Tenendo conto del tempo intercorso da allora e del decadimento strutturale del manufatto subìto in questi anni di abbandono, si ritiene di dover abbattere del 50% il canone indicato».

Nel vicino vecchio faro del Cardeto, potrebbe invece presto nascere un ristorante di lusso con chef stellato. La commissione di gara dell’Agenzia del Demanio che, si è riunita più volte in seduta pubblica nella sede della Direzione Regionale Marche, ha ritenuto adeguate l’offerta tecnica, ovvero il progetto, e l’offerta economico-temporale presentate da Artingegneria srl. Per la commissione, quindi, la società merita l’aggiudicazione della concessione di valorizzazione del vecchio faro del Cardeto.

Qualche mese fa la documentazione è stata inviata alla Commissione di congruità dell’Agenzia del demanio, con sede a Roma, e questa sta ora verificando la convenienza economica dell’offerta presentata e, se il parere sarà positivo, si procederà con l’aggiudicazione definitiva. La società di ingegneria architettura e servizi Artingegneria srl, di Borgomanero in provincia di Novara, è stata l’unica ad aver presentato una proposta per il faro del Cardeto, nell’ambito della terza edizione del progetto “Valore paese-Farti”, destinato al recupero e il riuso di fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato. L’intenzione della società è realizzare un ristorante di lusso nel vecchio faro e far degustare piatti preparati in presa diretta da uno chef stellato.