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Ancona

Balneari scrivono alla Regione: «Autorizzate accessi in spiaggia per le manutenzioni degli chalet»

Stagione estiva alle porte, Confcommercio e Sib si rivolgono al presidente Luca Ceriscioli e all'assessore al Turismo Moreno Pieroni per far aprire un po' la maglia dei divieti come fatto in Emilia Romagna

La spiaggia Urbani di Sirolo

ANCONA – Operatori balneari bloccati perché non possono andare in spiaggia a sistemare i propri stabilimenti preparandoli alla stagione estiva che si auspichi dia un bel calcio al Coronavirus.

Confcommercio e Sib, il sindacato dei balneari, scrivono alla Regione per chiedere l’accesso alle aree demaniali. È indirizzata al presidente Luca Ceriscioli e all’assessore al Turismo Moreno Pieroni la lettera di aprire un po’ la maglia dei divieti come fatto in Emilia Romagna che «ha chiuso le pertinenze ma consente solo al personale impegnato in comprovate attività di manutenzione e vigilanze la possibilità di andare in spiaggia».

Con l’ordinanza del 19 marzo scorso la Regione aveva vietato al pubblico l’accesso nei litorali perché la gente era lì che maggiormente si assembrava, visti i primi soli. «Tale ordinanza – riporta la richiesta firmata dal presidente regionale del Sib Romano Montagnoli e dal presidente di Confcommercio Marche Massimiliano Polacco – ha creato un serio disagio nei confronti della categoria degli imprenditori balneari e dei concessionari demaniali marittimi i quali, ritenuti dagli enti preposti al controllo come pubblico a cui è vietato l’accesso si trovano di fronte a due ordini di questione». La prima è il bisogno di sorvegliare la propria azienda da atti vandalici con la facoltà di operare all’interno degli stabili della concessione ai fini della sistemazione della stessa e la seconda è la possibilità di operare per quegli esercizi che hanno la facoltà di preparare pasti da consegnare a domicilio.

Sib e Confcommercio hanno chiesto chiarimenti perché ad oggi le autorità preposte ai controlli hanno impedito ai balneari entrambe le cose con l’allontanamento degli imprenditori dal loro luogo di lavoro, l’arenile appunto. «Si chiede che la Regione valuti – dicono Polacco e Montagnoli l’emanazione di un documento attestante la facoltà per gli imprenditori di svolgere nella rigidità delle prescrizioni di contrasto all’epidemia da Covid-19 il proprio lavoro». Tra comuni diversi gli operatori avrebbero subito atteggiamenti non uniformi. Qualcuno non ha avuto da ridire ma qualcun altro no.