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Ancona

Le Autostrade del Mare Adriatico-Ionico, un ponte tra l’Europa continentale e il Mediterraneo orientale: esperti e ministri alle Muse di Ancona

Il ministro delle Infrastrutture Giovannini: «I porti di Ancona e dell’Adriatico una grande opportunità verso i Balcani e il sud, a patto che l'interconnessione diventi realtà»

ANCONA – Importante incontro questa mattina al teatro Le Muse di Ancona dal titolo “Le Autostrade del Mare Adriatico-Ionica: un ponte tra l’Europa continentale e il Mediterraneo orientale” con la partecipazione di un parterre d’eccezione di autorità civili e militari, nonché di parlamentari e ministri. Focus della giornata, l’evoluzione delle Autostrade del Mare nell’area Adriatico-Ionica, tra progettualità e investimenti. Come può un nuovo sistema integrato di trasporto e logistica consentire alla Macroregione di essere un ponte marittimo per il traffico merci tra l’Europa Continentale e il Mediterraneo Orientale? Certamente in questo contesto trova un ruolo di primo piano il progetto “Newbrain Plus”, cofinanziato dal programma di cooperazione Adrion.

Partito a gennaio 2022 e con termine previsto a giugno, il progetto Newbrain Plus ha l’obiettivo di promuovere nelle istituzioni regionali, nazionali ed europee del settore trasporti e logistica l’importanza delle Autostrade del Mare per lo sviluppo della Macroregione Adriatico-Ionica e il suo ruolo centrale nell’assicurare il collegamento tra l’Europa continentale e il Mediterraneo orientale. L’evento, organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centrale, ha visto la partecipazione in videoconferenza del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini.

«L’attuale quadro geopolitico cambierà per la crisi in Ucraina – spiega il ministro -, ho avanzato ipotesi su come questo dramma cambierà il modo in cui l’Unione Europea guarderà a sud, viste le difficoltà nei rapporti a est. Una forte attenzione ai Balcani, ai Paesi Arabi, al continente sud Indiano e l’Africa. Per l’Italia è un fattore rilevante sul piano politico e degli investimenti con Pnrr e fondi di bilancio. Abbiamo l’opportunità di essere un punto di partenza delle merci verso l’Africa e le altre regioni a sud».

Il ministro ha parlato dei fondi per migliorare l’interconnessione anche dei porti meno sviluppati, ma comunque dotati di aree anche in via di sviluppo: una strategia che diventa vitale in una prospettiva futura. «In questa strategia – sottolinea il ministro – i porti di Ancona e dell’Adriatico diventano una grande opportunità verso i Balcani e il sud, a patto che l’interconnessione diventi una realtà. È qui che l’autorità di sistema ha un ruolo importante. Gli investimenti previsti in questi 12 mesi, non riguardano solo il porto di Ancona ma anche quello dell’Abruzzo e quelli dell’Adriatico che hanno bisogno di un’interconnessione al loro interno. Ecco dunque che l’idea della Macroregione Adriatico-Ionica e delle autostrade del mare acquisiscono un ruolo ancora più forte. Però accanto a investimenti servono pianificazione e riforme. Il Ministero – continua – ha deciso di accompagnare questo salto da infrastrutturale a infostrutturale, perché abbiamo bisogno di pensare a una logistica integrata. Per questo lavoreremo alla creazione di un tavolo per la logistica integrata che si affianca al tavolo del mare, che vedrà collaborare tutti i soggetti che operano in questo ambito, con proposte da presentare al Parlamento».

Il ministro Giovannini in collegamento con la conferenza alle Muse


Durante il convegno, guidati da relatori di spicco in rappresentanza delle istituzioni e dell’industria, è stato approfondito come la Strategia Macroregionale Adriatico-Ionica – con specifico riferimento ai trasporti marittimi, alla decarbonizzazione, ai collegamenti intermodali con l’hinterland e piani transfrontalieri – è collegata al quadro politico europeo e alle strategie per gli investimenti a livello nazionale, per costruire la strada verso un trasporto merci sostenibile ed efficiente che risponda agli obiettivi del Green Deal dell’UE. Tanti i relatori, che hanno affrontato le principali questioni legate al trasporto marittimo, alla decarbonizzazione, alle connessioni intermodali verso l’hinterland e ai piani transfrontalieri con riferimento alle strategie per la Macroregione Adriatico-Ionica e ai piani di investimento di carattere nazionale.

I saluti in apertura, da parte del comandante di vascello Donato de Carolis, comandante del Porto di Ancona e direttore Marittimo delle Marche, il quale ha rivolto un commosso pensiero alle famiglie delle vittime del rimorchiatore Franco P. Proprio oggi al porto di Ancona hanno risuonato le sirene in segno di lutto. «Gli orizzonti traguardati dal progetto “autostrada del mare” rappresentano un target ad alto valore strategico con un effetto domino di economie sostenibili. Pertanto, sono necessari l’adeguamento del vettore marittimo e l’intermodalità».

L’importanza per Ancona delle strategie e delle politiche europee viene sottolineata dall’assessore al Porto Ida Simonella. «I collegamenti con tutti i Paesi della sponda est dell’Adriatico dicono quanto questo porto ha svolto un ruolo essenziale per le persone. Dunque, stare dentro ai corridoi europei significa essere parte di una grande strategia europea. Come città, stare in questa strategia significa stare dentro a percorsi di sostenibilità». «Per la nostra Regione un’opportunità importante per discutere dello sviluppo del porto e delle intermodalità e quindi per proiettare Ancona e tutte le Marche in una dimensione di competitività nazionale e internazionale – dichiara il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli –: è storico il ruolo del porto di Ancona, porto naturale che abbraccia l’Adriatico, un punto di riferimento strategico assolutamente da valorizzare. È la strategia perseguita dalla Regione che, con il Ministero delle Infrastrutture, conferma gli investimenti al porto aggiungendone altri importanti su aeroporto e interporto. Un investimento importante che ha segnato in modo positivo e concreto la traiettoria. Oggi – aggiunge il presidente Acquaroli – si compiono scelte importanti: l’Europa sceglie di implementare e utilizzare il traffico sul mare come strumento che porta dal Baltico all’Adriatico, dal Medio Oriente all’Europa. È determinante, in questa fase, rendere le nostre infrastrutture credibili, fruibili e in grado di supportare la strategia che è nazionale e che diventa necessariamente internazionale. Confermo la disponibilità della nostra Regione a collaborare in ogni modo affinché le Marche, il porto di Ancona, l’aeroporto e interporto possano essere strumento di crescita e portare il nostro territorio a diventare non solo centrale nelle dinamiche nazionali ed internazionali ma competitivo per il rilancio di tutto il sistema economico: la nostra regione si sente isolata, le imprese e soprattutto i giovani si vedono costretti a lasciare le Marche. Perdiamo così la ricchezza naturale più importante per un territorio. Chiediamo quindi – conclude Acquaroli – massima collaborazione, forte reciproca e dettagliata, per rendere attrattivo e competitivo il territorio e per ritrovare centralità che è la sua vocazione naturale».

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli

Nel focus sull’integrazione tra le autostrade del mare e i collegamenti via terra nella Macro-Regione, moderato da Alexio Picco, direttore generale di Circle Group, sono intervenuti anche Anne Jensen, coordinatrice europea del Corridoio Baltico-Adriatico e Kurt Bodewig, coordinatore europeo per le Autostrade del Mare, oltre al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Ampio lo spazio dedicato al panel istituzionale con gli interventi del presidente della VIII Commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato Mauro Coltorti, la presidente IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera Raffaella Paita, e i membri della stessa Commissione Davide Gariglio ed Edoardo Rixi, il membro della III Commissione Affari esteri e comunitari della Camera, Maurizio Lupi. «Grandissima attenzione sulla realtà di Ancona per la funzione che la vostra portualità può svolgere – ha detto l’onorevole Raffaella Paita -; il Parlamento sta portando avanti grandi obiettivi del Pnrr velocizzando le procedure per infrastrutture e porti. Questa è una grande occasione. Dobbiamo rendere il nostro Paese più autonomo dal punto vista energetico e sicuro dal punto di vista informatico. La Commissione trasporti sta svolgendo missioni in tutti i porti italiani, una delle realtà su cui organizzeremo presto un momento di confronto è proprio il porto di Ancona».

L’onorevole Coltorti ha invece posto l’accento sulla transizione ecologica, sui cambiamenti climatici. «Abbiamo bisogno di porti efficienti con Interporti e Aeroporti ben connessi. Ma noi dobbiamo ancora avere l’uscita a nord da Ancona, la connessione con Aeroporto e l’utilizzo dell’Interporto. Uno dei modi per favorire le autostrade del mare è avere porti adeguati».

La tavola rotonda

Alla tavola rotonda che ha seguito il dibattito del mondo politico sono intervenuti Vincenzo Garofalo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centrale, Kristoffer Refberg consigliere della Coordinatrice Europea del Corridoio Baltico-Adriatico, Pierluigi Coppola coordinatore Pilastro 2 Eusair e Alberto Milotti, vicepresidente Europlatform, associazione europea degli interporti.

«Ancona deve prendere consapevolezza delle sue potenzialità – spiega Garofalo -; è un lavoro che stiamo facendo con la pianificazione, razionalizzando gli spazi, spostando dei trasporti esistenti, aggiornando i sistemi e l’interconnessione, per essere anche nel tessuto urbano in modo gradito. Il nostro deve essere un porto efficiente, con strutture light. Ma se non risolviamo le autorizzazioni in tempi veloci, non riusciremo a stare al passo. Dobbiamo essere attrattori, aggiungere servizi fisici a quelli convenzionali per far scegliere anche servizi turistici a quelli business. Dobbiamo ragionare in termini di smart port, per far sì che il porto sia interconnesso con le altre reti nazionali e internazionali», conclude.

Il convegno alle Muse di Ancona