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Ancona

Auchan-Conad, i lavoratori in sciopero. A Monsampolo l’incontro con Baroni

Il legale rappresentante di Conad ha incontrato i sindacati ma è nuovamente fumata nera nelle trattative per la vertenza relativa alla complessa acquisizione. Adesione allo sciopero intorno a 70%

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Il presidio a Monsampolo|Lo sciopero nazionale a Monsampolo del Tronto

ANCONA – È stata massiccia l’adesione allo sciopero nazionale dei lavoratori dell’ex Gruppo Auchan Retail che comprende Sma, Simply e IperSimply. Indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, nelle Marche ha visto il presidio davanti alla cooperativa Conad Adriatico di Monsampolo del Tronto in provincia di Ascoli Piceno.

Una mobilitazione per dire no agli esuberi, quantificati da Conad intorno ai 3100 e per cercare di trovare una soluzione nell’intricata vertenza nell’ambito dell’acquisizione di Auchan Retail da parte di Conad.

Nelle Marche l’adesione è stata massiccia, intorno al 70%, con tre Sma che che hanno addirittura tenuto le saracinesche chiuse: lo Sma di via Ponchielli a Pesaro, uno Sma ad Ascoli Piceno e il deposito di Osimo che lavorava in esclusiva per Sma e che oggi versa in una situazione particolarmente critica per i 110 dipendenti.

Il piazzale davanti alla cooperativa Conad Adriatico di Monsampolo che rifornisce i punti vendita Conad Marchigiani era pieno questa mattina: 3 i pullman arrivati dalle Marche con lavoratori e rappresentanze sindacali ed uno proveniente dall’Abruzzo. Una scelta non casuale quella di Monsampolo da parte di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs per richiamare l’attenzione anche sul deposito osimano.  E in effetti è andata a segno perché ad attendere i lavoratori e i sindacati c’era infatti l’avvocato Baroni della Pwc la società che sta portando avanti le trattative sui tavoli nazionali per conto di Conad e Margherita Distribuzione.

«I temi riportarti unitariamente sono gli stessi che hanno determinato la rottura della trattativa e la conseguente proclamazione dello sciopero – commenta la segretaria regionale di Filcams Cgil, Barbara Lucchi – . Conad che si candida a diventare il maggior player del settore deve assumersi la responsabilità che gli compete e dare risposte concrete alle migliaia di lavoratrici e lavoratori sulle future prospettive occupazionali».

Lo sciopero nazionale a Monsampolo del Tronto

I sindacati hanno ribadito le loro richieste: la salvaguardia dell’occupazione e il ricollocamento dei lavoratori impiegati nei punti vendita che subiranno riduzioni di superficie.

«Al di la della sorpresa di aver trovato Baroni – commenta il segretario regionale di Uiltucs Fabrizio Bontà – che vuol dire che le Marche sono attenzionate, siamo delusi per l’esito dell’incontro nel quale non c’è stata alcuna evoluzione né novità. Ci aspettavamo qualcosa di più concreto da Barone e invece restano sul tavolo tutte le criticità con le due vertenze della sede logistica e del deposito». Esprime soddisfazione invece per l’adesione allo sciopero: «Abbiamo smosso il numero uno di Conad anche se però non ci ha dato alcun elemento, quando ci aspettavamo qualche buona notizia».

Soddisfatta per la solidarietà del commercio marchigiano che ha voluto partecipare all’iniziativa inviando ai colleghi un comunicato di sostegno, Selena Soleggiati della Fist Cisl. Tuttavia è stata fumata nera per l’incontro con Baroni e la direzione del personale di Conad Adriatico che «hanno ribadito quanto già spiegato in sede ministeriale e aziendale confermando l’impossibilità di pensare ad un totale azzeramento dell’esubero. Siamo Convinti che le ricollocazioni debbano per forza passare per un impegno straordinario delle cooperative locali oltre che della Regione Marche. Abbiamo chiesto a Conad di valorizzare anche i profili di sede e della logistica rispetto ai quali l’unico passo in avanti fatto oggi è quello di aver chiarito che la dichiarazione dell’amministratore delegato Pugliese andava interpretata come volontà di aprire una procedura di mobilità che coinvolga tutte le sedi da Rozzano a Osimo da chiudersi con il criterio della volontarietà e quindi incentivata. Ma questa non può essere una soluzione ad un problema che riguarda in Italia oltre 3000 persone, nelle Marche quasi 500».

Secondo la Soleggiati «serve chiarezza e l’esplicitazione del progetto industriale nel dettaglio con la declinazione territoriale degli esuberi, ma serve anche rimuove dal tavolo la proposta di alleggerire gli ipermercati non solo delle superfici in eccesso ma anche del personale che dovrebbe rimanere in Margherita Distruzione senza più possibilità di ricollocazione. Il personale va tutto trasferito e le soluzioni ricercate con chi assumerà la proprietà e quindi con gli imprenditori di Conad o con imprese terze a cui verranno ceduti. Oggi ancora una volta abbiamo dimostrato che le rappresentanze sindacali non disdegnano il confronto, non ricattano, ma chiedono con fermezza il mantenimento dell’occupazione anche con l’ausilio di ammortizzatori sociali quali ad esempio i contratti di solidarietà che darebbero respiro e tempo indispensabile per evitare misure estromissive per abbattere il costo del lavoro. Persone oltre le cose per noi significa avere a cuore in primis la comunità dei lavoratori».

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