Torrette, botta e risposta tra direzione ospedaliera e sindacati

Numerose le questioni sul tavolo, dallo splafonamento dei fondi contrattuali alle eccedenze orarie in cartellino fino alla richiesta di convocazioni settimanali. Il direttore amministrativo Maraldo: «2018 chiuso con oltre 200 dipendenti in più e un valore produzione cresciuto del 10%»

L'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona

ANCONA – Splafonamento dei fondi, eccedenze orarie e convocazioni di incontri settimanali. È questo il terreno di scontro sul quale si è nuovamente accesa la bagarre tra gli Ospedali Riuniti di Ancona e le rappresentanze sindacali (RSU).

I sindacati in una nota congiunta lamentano l’indisponibilità da parte dell’Azienda ospedaliera ad un incontro per discutere della questione splafonamento, ovvero il recupero da parte dell’Azienda di 5.147.522,59 euro (per gli anni dal 2006 al 2014) su cui però le rappresentanze sindacali a quanto pare non intendono cedere di un punto.

I sindacati spiegano che la direzione aziendale anche nel triennio 2016-2018 ha «decurtato illegittimamente dalla produttività dei dipendenti circa 2.167.000 euro per il pagamento dello straordinario, così ripartiti: Anno 2016-652.000 euro; Anno 2017-764.000 euro; Anno 2018 753.000 euro, con un utilizzo unilaterale del fondo destinato alla produttività collettiva in violazione della norma contrattuale vigente».

Le RSU lamentano di aver chiesto un confronto diretto alla direzione aziendale per ridurre lo splafonamento del fondo, ma «l’Azienda continua a prendere iniziative unilaterali che non risolvono il problema» e , incalzano i sindacati, «in data 6 marzo 2019, ha fatto una riunione senza la presenza della RSU e nessuna Organizzazione Sindacale per discutere da sola sugli incarichi di funzione».

I sindacati giudicano «inapplicabile e palliativa» la soluzione proposta dalla direzione ospedaliera, comunicata nell’incontro sindacale del 28 marzo scorso, dando come obiettivi di budget la riduzione dello stesso. «Nella nostra Azienda – scrivono nella nota – lo straordinario è utilizzato principalmente per la pronta disponibilità, che assume in molti casi le caratteristiche di un turno di lavoro, salti riposo, doppi turni per garantire l’assistenza». Le rappresentanze sindacali aggiungono sul piatto della bilancia anche un’altra questione, ovvero le eccedenze orarie maturate nei cartellini dal 2014, le ore in più fatte dai dipendenti e finite nella banca delle ore dove possono essere recuperate o pagate. Lamentano infine di aver chiesto alla direzione incontri settimanali, mentre l’azienda «convoca mensilmente solo per argomenti di priorità della direzione aziendale».

Antonello Maraldo, direttore amministrativo Ospedali Riuniti di Ancona
Antonello Maraldo, direttore amministrativo Ospedali Riuniti di Ancona

«Un comunicato che giunge inaspettato a poco più di una settimana dall’ultimo incontro con i sindacati – replica il direttore amministrativo dell’Azienda Ospedali Riuniti, Antonello Maraldo –  un incontro che si era caratterizzato per un clima sereno. Mi sorprende dunque la scorrettezza nel voler creare divisioni tra dipendenti e Azienda. Un clima condizionato da alcuni elementi che operano nella RSU che hanno l’unico obiettivo di rappresentare in modo diverso la realtà, quando l’amministrazione aziendale sta tentando in tutti i modi di mantenere un rapporto sereno.  Devo inoltre sottolineare che spesso buona parte dei dipendenti non sono informati su cosa accade realmente perché questa informazione non viene realizzata nei termini corretti, mentre è in atto una strategia per creare malcontento».

Il direttore amministrativo pone l’accento sui buoni risultati conseguiti dall’Azienda sottolineando che il 2018 è stato chiuso con oltre 200 dipendenti in più e con un valore produzione cresciuto del 10%. Un dato significativo sul quale Maraldo ha voluto dare il suo plauso ai dipendenti dell’ospedale regionale che «hanno permesso il raggiungimenti di un risultato così significativo».

Sulla questione degli incontri settimanali richiesti dalle rappresentanze sindacali Maraldo spiega che «la proposta è stata disattesa dagli stessi sindacati che tentarono di rimandare la riunione del 6 marzo scorso un giorno prima – precisa – trovammo la cosa molto scorretta e per questo decidemmo di tenerla ugualmente dandone debita informativa scritta preventiva a tutti i membri della Rsu a due ore dalla ricezione della loro nota, loro però non si presentarono».

Ben più complessa la questione dello splafonamento dove la battaglia sta andando avanti già da alcuni mesi. Su questo punto Maraldo evidenzia la «scorrettezza nell’enfatizzare la vicenda per generare un clima di conflittualità. Abbiamo pagato le fasce a 400 persone in più e questo è un dato da non dimenticare. Lo splafonamento di 700 mila euro non deriva solo dalle reperibilità ma anche dallo straordinario e da come sono state calcolate alcune indennità fisse che attingono a quel fondo».

Per quanto riguarda invece le eccedenze orarie, ovvero gli  straordinari, «l’orario era stato congelato il 31 dicembre del 2014 – precisa Maraldo – e mantenuto in evidenza nel cartellino, molte ore accumulate erano state maturate per carenza di personale, non potevamo bloccare  i reparti. È la prima volta che evidenziano la questione forse perché stanno scadendo i termini prescrizionali e un sindacato ha iniziato ad inviare lettere chiedendone il pagamento. Come direzione abbiamo però il dovere di controllare, dato che si tratta di soldi pubblici. Dobbiamo verificare se le ore erano state autorizzate, in ogni caso abbiamo preso l’impegno di incontrarci il 14 aprile. Le organizzazioni sindacali hanno definito palliativo il budget trattato con i primari, ma in realtà abbiamo creato una responsabilità della questione sui caposala ai quali spetterà la gestione di questo budget che, se non verrà rispettato, a fine anno verrà tagliato. Inoltre il sindacato dimentica che abbiamo aumentato di 300 mila euro la produttività. Mentre per quanto riguarda la convocazione settimanale degli incontri non ci sono i tempi tecnici per provvedere alle comunicazioni e mancherebbero anche gli argomenti da trattare. Si ricorda infine che l’azienda ha un sistema di relazioni sindacali complesso avendo altri tre tavoli da rispettare, dirigenza sanitaria, non sanitaria e università».