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Ancona

Corinaldo, Regione e Garante parte civile al processo. Al via premi di laurea intitolati alle vittime

Lo hanno annunciato a Palazzo Raffaello. I riconoscimenti verranno istituiti all'Università Politecnica delle Marche: due in medicina, due in economia e due in ingegneria

Da sinistra Nobili, Ceriscioli, Mastrovincenzo e Bucci

ANCONA – Regione Marche e Garante regionale dei diritti della persona si costituiscono parte civile nel processo alla banda dello spray accusata di essere responsabile della tragedia avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 alla Lanterna Azzurra dove persero la vita schiacciate dalla calca 6 persone, 5 adolescenti e una mamma: Daniele Pongetti, 16 anni, Emma Fabini e Asia Nasoni di 14 anni, Benedetta Vitali e Mattia Orlandi di 15 anni, e Eleonora Girolimini 39 anni. Lo hanno annunciato questa mattina (10 febbraio) a Palazzo Raffaello ad Ancona il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il Garante regionale dei Diritti Andrea Nobili, il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo e la presidente del Co.Ge.U (Comitati genitori unitari) Luigina Bucci.

Inoltre, il Co.Ge.U. ha annunciato anche l’istituzione di premi di laurea all’Università Politecnica delle Marche intitolati alla memoria delle 6 vittime: due in medicina, due in economia e due in ingegneria che verranno assegnati già a partire della sessione di laurea di ottobre-novembre 2020. L’iniziativa è stata definita nel corso del vertice che si è tenuto martedì scorso alla Politecnica delle Marche, al quale hanno preso parte il rettore Gian Luca Gregori, i presidi delle facoltà di Medicina (Marcello Maria D’Errico), Ingegneria (Marco D’Orazio) e Economia (Stefano Staffolani), insieme alla Presidente del Cogeu Luigina Bucci.
I premi di laurea verranno assegnati agli studenti che realizzeranno tesi di laurea su temi che riguardano la sicurezza declinati nelle diverse  discipline. L’Università dovrà emanare un bando. «La Politecnica ha accolto l’iniziativa con favore – spiega la presidente del Cogeu Luigina Bucci – il Cogeu ha trovato terreno fertile nell’università e questo ci fa immaginare che l’iniziativa possa proseguire anche per il futuro».

Nell’ambito della costituzione di parte civile, la Regione Marche chiederà un risarcimento danni per le spese sostenute nelle fasi della gestione dell’emergenza sanitaria e di protezione civile dopo la tragedia nella quale rimasero ferite oltre 200 persone. L’atto di costituzione come parte civile nel processo è stato approvato dalla Giunta regionale questa mattina (10 febbraio).

«Nel momento in cui ci siamo ritrovati per l’anniversario del tragico evento abbiamo preso un impegno molto importante: fare in modo che quello che è accaduto non finisca nel dimenticatoio – ha dichiarato il presidente Luca Ceriscioli – . Tutti gli atti che possiamo fare per dare forza a questa azione credo siano utili perché l’obiettivo di tutti quanti è che i nostri giovani possano divertirsi senza rischiare la vita. Per poterlo fare occorre essere concreti. E così da subito abbiamo lanciato la formazione per le figure professionali che garantiscono la sicurezza nelle manifestazioni di pubblico spettacolo».

Ceriscioli ha ricordato di aver lanciato «la formazione per gli operatori della sicurezza da adibire alle manifestazioni di pubblico spettacolo», insieme all’assessore Loretta Bravi.

«Un altro segnale importante – conclude Ceriscioli – mettere la faccia della Regione al fianco delle vittime di questo evento chiedendo di essere risarciti con l’obiettivo di rafforzare l’attenzione su quello che è accaduto. Ci piacerebbe che quella giornata diventasse in qualche maniera una giornata nazionale per porre l’attenzione sul valore della vita umana attraverso il rispetto delle regole e sull’importanza che i nostri giovani possano uscire di casa per divertirsi e poi per ritornarci».

«Abbiamo condiviso questa scelta con convinzione e determinazione – ha detto il garante Andrea Nobili – per mandare un segnale di attenzione ai temi che riguardano la tutela della sicurezza dei minori e una vicinanza anche alle vittime dei tragici fatti di Corinaldo».

«La nostra azione – ha detto il garante – deve farsi carico di smantellare un sistema che tratta i giovani come fossero semplice merce, ridando loro il diritto a un divertimento sicuro. E’ stato questo il principio ispiratore del Codice per i locali d’intrattenimento, che abbiamo elaborato cercando di fornire, senza nessuna imposizione di tipo normativo, alcune linee di condotta e buone pratiche di prevenzione, che auspichiamo possano incontrare nuove e qualificate adesioni di tutti quelli che hanno a cuore il futuro dei ragazzi».

«Mandiamo un messaggio forte: le istituzioni sono al fianco delle categorie vulnerabili e al fianco in questa vicenda dei ragazzi, perché vogliamo impegnarci per dare un segnale di speranza e di attenzione», ha detto Nobili nel precisare che è un atto dovuto per l’istituzione, quello di costituirsi parte civile, specie per una  «autorità che come mission ha la tutela del diritto minori». «Proviamo a ricostruire il senso di appartenenza alla comunità-ha proseguito il garante- da una vicenda così tragica si può imparare qualcosa. Il nostro impegno sarà quello di far sì che ogni anno si tenga un momento di commemorazione che dia prospettive sul versante della sicurezza per i giovani».

Il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo ha ricordato l’impegno dell’Assemblea Legislativa delle Marche: «Dobbiamo continuare ad insistere a impegnarci sulle tematiche dei giovani – ha dichiarato il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo – . Abbiamo approvato tanti provvedimenti per loro: la legge contro il cyberbullismo e la ludopatia, le città sostenibili amiche dei bambini e degli adolescenti, il Parlamento degli studenti».

«Le Istituzioni – ha concluso Mastrovincenzo – non possono mai abbassare la guardia davanti a tragedie come quella di Corinaldo, che ha causato così tanto dolore e coinvolto l’intera comunità. Vogliamo continuare a svolgere la nostra azione di sensibilizzazione e prevenzione».

La presidente del Co.Ge.U. Luigina Bucci ha auspicato, infine «che la giustizia faccia il suo corso in maniera veloce»

Il processo con rito alternativo, che in caso di condanna prevede uno sconto di pena, è stato fissato per il prossimo 5 marzo al tribunale di Ancona. Sul banco degli imputati saliranno Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah, i sei ragazzi della Bassa Modenese, tutti tra i 19 e i 20 anni, arrestati il 2 agosto scorso con l’accusa di omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere, lesioni personali gravi e gravissime e singoli episodi di rapine e furti con strappo consumati in diversi locali notturni tra dicembre 2018 e giugno 2019.

Secondo la Procura la tragedia di Corinaldo si sarebbe scatenata dopo che la banda spruzzò spray al peperoncino all’interno del locale per rubare collane e orologi: la sostanza urticante causò nelle persone presenti una serie di sintomi respiratori che ingenerò il fuggi fuggi dalla discoteca nel quale morirono le sei persone. Una tesi, quella della Procura, avvalorata dal ritrovamento della bomboletta sul cui pulsante erogatore i Ris di Roma trovarono tracce di Dna di Ugo Di Puorto, presunto capo banda.