Sanità, mobilitazione Cgil, Cisl e Uil Marche: «Condizioni critiche pregiudicano il diritto alla salute»

“Salute, diritti, lavoro e sviluppo. Le Marche che vogliamo” è lo slogan della manifestazione regionale che si è svolta ad Ancona, promossa dai sindacati. Il corteo è partito dal piazzale antistante il parcheggio degli Archi e si è concluso in piazza del Plebiscito

Manifestazione promossa da Cgil, Cisl e Uil Marche ad Ancona sulla sanità

ANCONA – Cgil, Cisl e Uil Marche vogliono riportare al centro dell’attenzione «le gravi condizioni della sanità marchigiana che pregiudicano il diritto alla salute» e questa mattina hanno organizzato una manifestazione regionale ad Ancona che è partita dal piazzale antistante il parcheggio degli Archi e si è conclusa in piazza del Plebiscito. «Vogliamo riportare al centro dell’attenzione la situazione della sanità – dichiarano Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Graziano Fioretti, rispettivamente Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil Marche – sostenendo che il diritto alla salute e alle cure deve essere garantito, su livelli adeguati, in ogni territorio. La manifestazione di oggi si inserisce nell’ambito di una mobilitazione nazionale per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale e definire, con Governo e Regioni, un nuovo Patto per la Salute».

Sul fronte regionale, per i sindacati, «i problemi sono tanti e urgenti» e riguardano i tempi di attesa, i Pronto soccorso e la rete dell’emergenza-urgenza, ma ci sono anche i servizi territoriali e l’integrazione socio-sanitaria e la prevenzione. E poi, la rete ospedaliera e le Case della salute. Infine, la questione della mobilità passiva e degli organici insufficienti. «Su tutto questo, ancora, – denunciano i segretari regionali – neanche il Piano Sanitario Regionale ha dato risposte adeguate». Le richieste dei sindacati alla Regione e al Governo sono chiare. Sul fronte del personale sono «necessarie politiche di valorizzazione degli operatori e servono investimenti consistenti per completare i piani di assunzione. È necessario un rafforzamento della sanità sul territorio con la riorganizzazione delle cure primarie e con un progetto condiviso di dislocazione e operatività delle Case della Salute».

È poi urgente avviare per i sindacati «un percorso per rendere coincidenti gli Ambiti territoriali sociali, i distretti sanitari e i servizi per il lavoro. Vanno potenziate le strutture residenziali e l’assistenza domiciliare e devono essere aumentate le risorse per la prevenzione, a partire da quella sui luoghi di lavoro, con una particolare attenzione ai cantieri post sisma. Occorre rendere capillare la rete dell’emergenza-urgenza e definire un piano efficace per ridurre i tempi di attesa. Ma anche maggiore attenzione per la medicina di genere e la piena applicazione della Legge 194». È poi necessario «fermare la progressiva privatizzazione della sanità e garantire l’esercizio da parte del pubblico di una forte funzione di committenza e di controllo sia dei servizi che del rispetto delle condizioni contrattuali. Peraltro, è inaccettabile che i lavoratori della sanità privata abbiano il CCNL scaduto da 13 anni».

«Chiediamo che venga riaffermato il diritto alla salute per tutti i cittadini – dichiara Silvana Roseto, segretaria confederale Uil – il servizio sanitario pubblico ha subito tagli lineari e riforme che non sono state adeguate, come ad esempio quella del decreto Balduzzi che ha costretto i cittadini a rivolgersi sempre di più alla sanità privata. Noi chiediamo, quindi, un rifinanziamento e che gli organici possano essere rimpinguati. C’è bisogno di molto più personale, in particolare nei prossimi mesi, perché ci sarà lo svuotamento di molti presidi ospedalieri a causa di quota 100. Siamo contenti per i colleghi che possono usufruire di questa normativa, ma chiaramente devono essere sostituiti per tempo e devono essere indetti dei concorsi quanto prima, in modo che i cittadini possano trovare risposte. Va affrontato in maniera adeguata anche il problema legato alle liste di attesa e tutte le regioni devono adeguarsi all’intesa nazionale e chiediamo che ci sia una maggiore integrazione fra gli ospedali e il territorio perché molte persone sono anziane e hanno bisogno di un’assistenza continuativa adeguata e non è possibile gravare tutto sull’ospedale».

«Con questa manifestazione – dichiara Sauro Rossi, segretario Cisl Marche – intendiamo richiamare l’attenzione della Regione per avviare un confronto ampio sulle varie criticità che caratterizzano il nostro sistema sanitario. Il sistema della prevenzione deve essere rafforzato ed è necessario dare qualità all’assistenza ospedaliera in raccordo con il territorio. Bisogna aprire una fase di confronto per individuare le soluzioni più appropriate e per dare risposte efficaci ai cittadini».

«Chiediamo risposte concrete – dice Daniela Barbaresi, segretaria Cgil Marche – alle esigenze dei cittadini della regione. Questa iniziativa si colloca nell’ambito di una mobilitazione nazionale, ma per quanto riguarda le Marche noi da tempo siamo mobilitati sui temi della sanità perché i problemi sono tanti. Innanzitutto è necessario garantire servizi territoriali più potenziati, rafforzati e uniformi nell’ambito dell’intero territorio regionale. Servono Case della Salute, ospedali di comunità e un intervento forte sul fronte della prevenzione, con una particolare attenzione ai cantieri post sisma. È necessario intervenire per ridurre i tempi di attesa e frenare la progressiva privatizzazione della sanità. Vorrei ricordare che il contratto nazionale dei lavoratori della sanità privata è fermo da 13 anni e per questo chiediamo alla Regione che intervenga anche in qualità di committente di molte strutture sanitarie private».