Piazzale di Palazzo Leopardi intitolato ad Emanuela Loi, agente di scorta di Paolo Borsellino (FOTO)

La cerimonia è stata promossa da Giunta e Consiglio regionali, a seguito di una mozione, a iniziativa della consigliera Elena Leonardi. Ceriscioli: «Scelta densa di significato». Mastrovincenzo: «Non c’è legalità senza cultura della legalità». Claudia Loi: «Importante trasformare il dolore in testimonianza»

Cerimonia di intitolazione del piazzale antistante Palazzo Leopardi ad Emanuela Loi

ANCONA – Il piazzale antistante Palazzo Leopardi, sede della Regione Marche, è stato intitolato questa mattina (5 ottobre) a Emanuela Loi, la 24enne agente della scorta di Paolo Borsellino, deceduta a Palermo nella strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992 insieme al magistrato e a cinque dei sei colleghi presenti. È stata la prima donna poliziotto a morire in servizio. Alla cerimonia sono intervenute autorità civili, militari e religiose, insieme alla sorella maggiore dell’agente della Polizia di Stato, Claudia Loi, che tiene vivo il ricordo di Emanuela nelle scuole, anche grazie all’associazione contro le mafie “Libera”. Claudia ed Emanuela tentarono insieme il concorso di polizia, ma solo Emanuela lo superò. La cerimonia è stata promossa da Giunta e Consiglio regionale, a seguito di una mozione, a iniziativa della consigliera Elena Leonardi, e a una successiva risoluzione di vari consiglieri, approvata all’unanimità, che impegnava l’esecutivo a dedicare il piazzale a Emanuela Loi.

L’inaugurazione è stata preceduta da un momento istituzionale nell’Aula consiliare al quale hanno partecipato 87 studenti e insegnati di tre suole di Ancona: Istituto comprensivo “Cittadella – Margherita Hack”, Liceo di Stato “C. Rinaldini”, Istituto artistico “Mannucci”.  Claudia ha ricordato che «Emanuela voleva costruirsi un futuro fatto di normalità, ma le circostanze della vita hanno voluto che lei entrasse nella storia. Il messaggio che a tutti noi ha lasciato è che ognuno, nel proprio piccolo e quotidiano, debba fare la propria parte, per costruire una società in cui i valori della legalità e della giustizia siano fortemente radicati e che non sia necessario morire per difenderli. Nonostante questa tragedia abbia tracciato su di noi dei solchi profondi di sofferenza, noi familiari non conserviamo sentimenti di odio verso gli assassini, ma un desiderio di legalità e di giustizia. Con questo auspicio spero che il sacrificio di mia sorella possa costituire, per le giovani generazioni, un motivo di speranza che conduca alla costruzione di una società più giusta e onesta. Importante è trasformare il dolore in testimonianza».

Quella compiuta dal Consiglio regionale, secondo il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, «è una scelta densa di significato. Testimonia la volontà di non rendere vano il sacrificio di Emanuela, ma di elevarlo a monito per un futuro di impegno, insieme a un ringraziamento a tutte le donne e a tutti gli uomini in divisa che rischiano la vita per difendere la democrazia». Secondo Ceriscioli la cerimonia è stata anche «una bella lezione per i ragazzi presenti. Credo sia stata la più bella lezione di tutto l’anno scolastico, perché una lezione non è solo ricostruire la storia come una serie di eventi e analisi, ma soprattutto di ascoltare – attraverso la testimonianza di chi direttamente ha fatto parte di quella storia, ha dato la propria vita – come sia possibile essere protagonisti della propria comunità. Una lezione che penso rimarrà impressa nella loro memoria, all’insegna dei valori positivi di libertà e democrazia». Il presidente dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo, ha ribadito che «non c’è legalità senza cultura della legalità. È con questo spirito che nell’agosto del 2017 il Consiglio regionale ha varato la legge sulle norme per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile e con altrettanta determinazione ha approvato all’unanimità la risoluzione per dedicare un piazzale a Emanuela Loi, accogliendo la proposta avanzata dalla consigliera Elena Leonardi». Ha poi ricordato che «purtroppo, nelle ultime ore, abbiamo avuto notizia di altri agenti deceduti nell’esercizio delle loro funzioni. Non possiamo che condividere il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che rinnova i sentimenti di considerazione e riconoscenza per il quotidiano impegno degli operatori di Polizia al servizio dei cittadini».

Cordoglio al quale s’è associato il questore di Ancona, Claudio Cracovia: «Ho il cuore che sanguina, come uomo dello Stato e come triestino. La cerimonia odierna non è solo un mero ricordo, ma il simbolo che la memoria rappresenta la spinta per scegliere il bene rispetto al male». Il prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto, ha parlato della necessità che la memoria sia fortificata «attraverso la continuità degli intenti». L’assessora alle Pari opportunità, Manuela Bora, nel suo commosso intervento, ha sottolineato che «per abitudine si dice uomini della scorta, ma sarebbe più giusto parlare di uomini e donne della scorta. Manuela, a Palermo, oltre alla paura per il suo lavoro, ha dovuto fronteggiare anche i pregiudizi sessisti verso le donne in divisa. Alle giovani generazioni dobbiamo consegnare non la sua morte, ma i suoi sogni e la sua determinazione di donna». Meri Marziali, presidente Commissione regionale per le pari opportunità, ha ricordato che, nella risoluzione dell’Assemblea legislativa, «si fa riferimento al protocollo del 2018 firmato con l’Anci che prevede, tra l’altro, l’intitolazione di strade e piazze alle donne, per riaffermare il contributo da loro offerto alla costruzione della società». La consigliera Elena Leonardi ha parlato di Emanuela Loi come di «un simbolo che unisce l’Aula del Consiglio. È un simbolo della lotta alla mafia e del rispetto dello Stato. Il piazzale a lei intitolato è un luogo di transito, un punto di incontro tra chi sta fuori e chi dentro il palazzo, tra la società civile e la politica. Un punto di passaggio, ma anche di unione e condivisione, spesso presidiato dalle forze dell’ordine per garantire che ogni manifestazione si svolga in forma democratica. Con la targa un pensiero va anche a loro, un omaggio al loro lavoro, insieme a un insegnamento per le tante scolaresche che lo attraversano per seguire le sedute dell’Assemblea. Il nome scolpito di Emanuela testimonia, anche a loro, il valore del sacrificio per una costruzione morale della nostra società».