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Gieffe Cucine, taglio del nastro per il nuovo show room

La storica azienda fondata nel 1967 e leader nella produzione di alta qualità ha rilevato l'impianto che per anni ha ospitato la Gatto sulla direttissima del Conero.

L'inaugurazione del nuovo show room Gieffe Cucine. Da sinistra Luca Ceriscioli, Simone Brandoni e Annalisa Del Bello

CAMERANO – «Un’araba fenice rinasce dalle sue ceneri». E’ con queste parole del sindaco di Camerano Annalisa Del Bello che si può riassumere lo spirito che ha animato il taglio del nastro al nuovo show room della Gieffe Cucine, la storica azienda fondata nel 1967 e leader nella produzione di cucine di alta qualità. Una location fortemente simbolica, quella scelta dalle famiglie Brandoni e Galassi che hanno rilevato gli impianti sulla direttissima del Conero che ospitavano la Gatto, prima che chiudesse i battenti. La stessa azienda per la quale hanno lavorato i fondatori della Gieffe prima di mettersi in proprio. Un’acquisizione, quella operata, che non si è limitata ai soli impianti, attrezzature e marchio della Gatto, ma che ha riguardato anche l’assunzione di 3 dipendenti dell’azienda fallita. Un’operazione che ha permesso alla Gieffe, di passare in un colpo solo da 3 mila a 12 mila metri quadrati di impianto e che ha portato al potenziamento di quelle linee che per decenni hanno prodotto arredamenti made in Italy apprezzati oltre i confini nazionali.

La direzione della Gieffe e il Governatore Luca Ceriscioli

Un ambito, quello dell’export, nel quale la Gieffe si è conquistata la sua fetta di mercato e che vede tra i primi obiettivi dell’azienda proprio quello di ampliare il mercato estero, dove esporta circa il 70% della sua produzione, soprattutto verso i paesi francofoni, Russia, Stati Uniti, India, nord Africa e Stati Uniti.

Simone Brandoni direttore Gieffe

«Abbiamo colto con entusiasmo l’opportunità di acquisire la Gatto cucine – ha spiegato Simone Brandoni, direttore e socio Gieffe – un’operazione che ci ha permesso di attingere ad un bacino di utenza molto importante, quello della manifattura, dove Camerano e le Marche più in generale eccellono. Nonostante la crisi economica degli ultimi anni i mercati esteri ci hanno dato ragione, consentendoci una crescita di fatturato del 100% in soli 10 anni. Un bel risultato vista la controtendenza attuale. La nostra politica è sempre stata quella di premiare le piccole medie imprese, a partire dalle mani sapienti dell’artigiano, e di riversare questa maestria nelle cucine che produciamo. E’ importante fare le cose come il buon padre di famiglia. Questo è il motto che anima la nostra azienda, insieme alla passione di costruire cucine e alla grande voglia di impegnarci e di guardare al futuro con ottimismo».

Tra i prossimi appuntamenti dell’azienda, il più importante sarà il Medinit Expo 2018 di Casablanca in Marocco, una delle più importanti “porte” sul mercato africano. Un’eccellenza ormai affermata nel mondo, quella del made in Marche che si contraddistingue per artigianalità, qualità e design. «Da sempre ci viene riconosciuta una flessibilità che ci permette di personalizzare le cucine in base ai bisogni dei nostri clienti – ha sottolineato Simone Brandoni – lo possiamo fare perché abbiamo tecnologia e soprattutto competenze nelle maestranze che impieghiamo. Non c’è un altro distretto che abbia a disposizione lavoratori capaci come quello di Camerano».

Una formula, quella della Gieffe Cucine che vede tra  suoi ingredienti principali, passione, mani esperte e produzione flessibile. Peculiarità che hanno consentito all’azienda di lavorare non solo nell’ambito del retail, ma anche in quello del contract, la fornitura di arredi negli appartamenti che vengono venduti “chiavi in mano”, molto in voga soprattutto all’estero.

Antonella Galassi, export manager Gieffe

«Siamo riusciti ad entrare nel meccanismo dei contract che ci ha permesso di penetrare in mercati importanti come quello degli Stati Uniti – ha spiegato Antonella Galassi, export manager e socia dell’azienda – dove abbiamo fornito gli arredi per una delle quattro torri di Phoenix in Arizona e di una torre in Iran». Ma la Gieffe Cucine ha ottenuto anche un riconoscimento negli Stati Uniti dall’Istituto dell’agricoltura di Los Angeles per gli arredi forniti alle abitazioni.

«La nostra storia è quella tradizionale di una società fondata e gestita da famiglie imperniata sul saper fare – ha evidenziato Enzo Galassi, amministratore dell’azienda – siamo sempre cresciuti amando il nostro lavoro e soprattutto guardando avanti. Anche quest’operazione con nuovo impianto e nuovo show room rientra negli investimenti a lungo termine che Gieffe vuole fare per crescere ancora».

«Un bell’esempio di reazione al cambiamento, quello dato dalla Gieffe, che ha saputo operare un cambio generazionale – ha detto il governatore delle Marche Luca Ceriscioli – La competizione è possibile e va fatta con la giusta chiave di lettura. I dati relativi al secondo trimestre del 2017 ci mostrano che la disoccupazione è in calo nelle Marche e  questo ci insegna che le opportunità sono riaperte e che la crescita si traduce in lavoro».

Ha espresso soddisfazione il sindaco di Camerano Annalisa Del Bello che manifestato la vicinanza dell’amministrazione comunale all’azienda: «Sono orgogliosa come sindaco della mia comunità – ha detto – perché ha saputo riconquistare un luogo che per Camerano e per il mondo ha significato tanto nella realizzazione di cucine e del mobile come è stata la Gatto».

L’AZIENDA
Gieffe è nata nel 1967 in un garage di Osimo Stazione da tre soci, ex dipendenti della Gatto: Ferruccio Brandoni, Enzo Galassi e Giancarlo Carnevali. Un’esperienza avviata prima come impresa artigiana e familiare e poi sviluppata fino a raggiungere i 5 milioni di euro di fatturato di oggi. Una crescita esponenziale avvenuta soprattutto negli ultimi anni e che ha portato l’azienda a segnare un +100% dal 2013 al 2017. Attualmente Gieffe da lavoro a 28 persone ed ha un ufficio progettazione e ricerca interno. A gestire l’azienda c’è la seconda generazione con Simone Brandoni alla direzione, Antonella Galassi export manager, Simona Brandoni amministrazione. Dei tre soci fondatori nel management c’è Enzo Galassi, amministratore della società.

 

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