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Ancona

“Ghost Jobs”, Mancinelli: «Andare avanti per la città»

Il sindaco di Ancona ha spiegato che intende spostare un dipendente che lavorava a stretto contatto con il geometra, mentre sugli assessori ha chiarito che 3 non sono indagati, mentre Manarini non è indagato per corruzione

ANCONA – «L’obiettivo principale è andare avanti per la città e realizzare le opere, fra le quali manutenzioni, scuole, impianti sportivi, i lavori in via Mattei, lo stadio dorico, il bando periferie con la Palombella, gli Archi e fronte mare. Non è nell’interesse della città fermare tutto». Così il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli nel confronto con la stampa avvenuto questa mattina a Palazzo del Popolo per fare chiarezza sull’inchiesta “Ghost Jobs” che ha visto il geometra dipendente comunale Simone Bonci finire a Montacuto con l’accusa di corruzione perché avrebbe pilotato alcuni appalti pubblici e avrebbe favorito un cartello di imprese. Oltre a Bonci sono stati arrestati 4 imprenditori, finiti ai domiciliari, e ci sono 30 persone indagate, fra le quali l’assessore ai lavori pubblici Paolo Manarini che però non è indagato per corruzione. Accanto alla necessità di andare avanti con i lavori per il bene della città la Mancinelli ha evidenziato anche l’esigenza di attivare delle misure cautelari nei confronti di chi ha responsabilità certe nella vicenda “Ghost Jobs”.

Il sindaco ha spiegato a chiare lettere che sulla base delle informazioni in suo possesso «il quadro informativo è particolarmente incompleto, precario, parziale e provvisorio. Ad oggi fonti ufficiali sui fatti non ci sono perché le indagini sono ancora in corso e c’è il segreto istruttorio». «Il sindaco non ha notizie ufficiali, abbiamo solo delle indiscrezioni giornalistiche» ha spiegato, chiarendo di aver atteso la giornata odierna per indire la conferenza stampa perché c’era l’«esigenza prima per chi ha responsabilità di governo di capire il quadro della situazione» per poi fare una valutazione e prendere decisioni. La Mancinelli ha spiegato che la cautele e il provvedimento che può prendere ad oggi sulla base delle informazioni di cui è in possesso è quella di rimuovere il dipendente che lavora a stretto contatto con il geometra Bonci, una rimozione in via precauzionale, dal momento che nei confronti di questo dipendente non sarebbero emerse posizioni indiziarie, ma in ogni caso questo sarà spostato ad altro ufficio e ad altro incarico (nei prossimi giorni verrà comunicato dove). In merito al geometra ha spiegato che è già «neutralizzato» dal momento che è in carcere. Inoltre ha spiegato che è in atto una riflessione anche su una altra dipendente che lavorava con il geometra e che potrebbe forse anche lei essere spostata ad altro incarico. Invece in merito agli altri dipendenti comunali, i funzionari, i dirigenti e gli ingegneri che fanno parte degli altri 30 indagati, nessuno di loro verrà spostato dal suo incarico perché non ci sono elementi certi per farlo.

Rimuovere dal loro incarico i 4 ingegneri significherebbe «bloccare i lavori di questo settore», e visto che «non ci sono elementi di sospetto nei loro confronti «ho deciso ad oggi di non spostarli a nessun altro incarico». Stesso ragionamento anche per i 3 assessori che alcuni avevano ipotizzato tra gli indagati e che invece come ha chiarito la Mancinelli «non sono indagati e non hanno ricevuto l’avviso di garanzia», quindi non verranno rimossi dal loro incarico. Inoltre ha precisato che neanche sull’assessore ai lavori pubblici Paolo Manarini c’è l’ombra dell’accusa di corruzione, «ad oggi tra i sospettati di aver preso mazzette c’è solo il geometra». Sul fatto che gli assessori Marasca e Foresi siano indagati ha chiarito che si tratta di una notizia falsa, su Sediari ha detto che in merito alla questione dell’Ipsia, edificio di proprietà comunale, «uno dei tanti catafalchi di cui non riusciamo a liberarci, l’amministrazione nell’ultimo anno ha partecipato a bandi pubblici», ma tentare di vendere l’immobile allo Stato non può essere certo una ipotesi di illecito. Infine ha ricordato che l’indagine è ancora in corso.

Ancora sulle misure prese ha dichiarato che sono state assunte per «bonificare casa sapendo che non c’è una invasione di cavallette ma di qualche calabrone fastidioso». «Se il quadro dovesse cambiare, cambierò ovviamente le mie decisioni». Poi ha rivolto un nuovo appello alla Magistratura affinché faccia in fretta così da chiarire tutte le posizioni perché «solo capendo meglio i sintomi dell’eventuale patologia possiamo mettere in campo la cura necessaria».

Il sindaco ha evidenziato la necessità di aprire una «riflessione sui meccanismi preventivi» per evitare l’instaurarsi di un nuovo «sistemino Bonci». «Non mi sento responsabile, ma vittima» riferendosi agli illeciti commessi dal geometra. «In tre giorni non si arriva a conclusioni serie, ma a battute da bar – ha dichiarato – per capire come fare prevenzione ci vuole tempo, chiederemo ad altri comuni delle Marche e ad altri comuni italiani quali strumenti di prevenzione della corruzione stiano usando e se ci accorgiamo che ce ne sono e di validi li useremo. Qui si tratta di controllare i controllori, il geometra in questione era formalmente direttore operativo del cantiere ed era il contabilizzatore, la figura di controllo dell’impresa, il funzionario che deve controllare la quantità dei lavori che fa l’impresa. Questo era il ruolo di Bonci, il problema è che lui tradendo la sua funzione evidentemente ha attestato il falso».

Ancora sulla possibilità di potenziare gli strumenti di controllo ha detto che servono risorse umane per adeguare l’azione amministrativa dopo quanto è emerso dalla vicenda. Sollecitata dai giornalisti la Mancinelli ha chiarito che la valutazione data nei giorni scorsi della vicenda attribuendola ad una «mela marcia» «ad oggi è ancora valida». «Per mela marcia intendo una persona disonesta che in mala fede usa i soldi nostri» ha precisato, chiarendo che il «sistemino Bonci» è piuttosto circoscritto, e che anzi, secondo la Mancinelli i superiori del geometra sarebbero stati ingannati da Bonci.

Parlando di quello che ha definito il «sistemino Bonci», la Mancinelli ha spiegato dei 35milioni di euro di appalti realizzati negli ultimi anni dal Comune di Ancona, «quelli sospettati di essere stati manipolati sono 300mila euro, e sono tantissimi, un fatto gravissimo che fa una rabbia infinita».

Sulla nomina del nono assessore con delega all’ambiente ha chiarito che non è concomitante con la questione delle indagini, ma piuttosto che la nomina deriva dalla necessità di dare risposte alle crescenti esigenze su quel tema, ovvero l’igiene urbana, i  rifiuti e l’esigenza di una azienda unica sui rifiuti. «Cresce il bisogno di avere risorse umane sia in termini di struttura che di giunta ecco perché la nomina del nono assessore». Ha annunciato poi di voler costituire «una direzione autonoma ambiente».

Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla questione del maggiore Caglioti in sospeso per 10 giorni dal servizio presso la sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale, ha spiegato che si tratta di «controversie attinenti il suo rapporto di lavoro», che vedono al centro del procedimento disciplinare «comportamenti tenuti verso i colleghi nella sede del comando». Inoltre ha chiarito in ordine ai tempi che «la vicenda di attribuzione dell’indennità di posizione organizzativa» risale «al maggio-giugno scorso quando di questa inchiesta non era emerso nulla». Inoltre in merito ai fatti inerenti il provvedimento disciplinare  ha spiegato che le contestazioni sono ancora più precedenti. «Non ho commentato prima per non violare il segreto professionale» e perché «non faccio un  dibattito pubblico, il rapporto di lavoro è regolato da un contratto».