Ancona-Osimo

100 giorni alla Maturità, 7 ragazzi su 10 preoccupati. Lo psichiatra: «È uno stress fisiologico, ecco come contrastarlo»

Il sondaggio di ScuolaZoo condotto su 5mila studenti italiani fotografa l'apprensione in vista della Maturità. Ne parliamo con lo psichiatra Umberto Volpe

ANCONA – Il 69% degli studenti si dice preoccupato per l’esame di maturità: a suscitare apprensione è soprattutto la prova orale. È la fotografia scattata in occasione dei 100 giorni alla Maturità dal sondaggio condotto da ScuolaZoo a cui hanno risposto 5.000 maturandi.

Il 74% degli intervistati si è detto in pensiero soprattutto per l’esame orale e il 60% ha detto di sentirsi poco preparato. Uno studente su due ha dichiarato che tornando indietro sceglierebbe la stessa scuola e il 69% si è detto soddisfatto per i legami di amicizia nati tra i banchi. Solo il 40% dei ragazzi però ha detto di avere le idee chiare sul futuro e il 22% è incerto sul percorso da intraprendere.

«L’apprensione è un aspetto assolutamente fisiologico in queste situazioni – dice lo psichiatra Umberto Volpe -, l’importante è stare attenti affinché questa apprensione non si trasformi in una paura che possa finire per bloccare lo studente o diminuire il livello della sua performance».

Il professor Volpe ricorda infatti che lo psicologo Richard Lazarus teorizzò i concetti di ‘Eustress’ e ‘Distress’, evidenziando l’aspetto motivante e dunque positivo dell’Eustress, con un effetto di miglioramento delle prestazioni, e quello disfunzionale del Distress, che tra le sue sfaccettature annovera sensazioni di ansia che possono caiusare un calo nelle performance.

«Quando il livello di stress aumenta – prosegue – si possono utilizzare tecniche di rilassamento o di meditazione», mentre quando l’ansia diventa paralizzante è opportuno rivolgersi «a uno psicologo o psicoterapeuta». La risposta allo stress è soggettiva, spiega, «alcuni sono in grado di reggere livelli stress maggiori, altri, invece, si stressano anche per impegni più gestibili».

I campanelli di allarme che devono spingere le famiglie ad attenzionare i propri figli e a richiedere un intervento di uno psicologo o psicoterapeuta, sono quelli legati al «cambiamento delle abitudini di vita: un figlio che non dorme adeguatamente, che non ha più pasti regolari, è importante mantenere le routine quotidiane».

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