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Ancona

Ennesimo atto vandalico nel centro di Ancona. Giovane tenta di entrare da una finestra del Consultorio, ma cade sul tetto di una macchina

Residenti infuriati per i continui atti vandalici lungo le vie del centro di Ancona. Sabato notte il tentativo di effrazione ai danni del Consultorio

La sede del Consultorio

ANCONA – Un colpo sordo. Delle grida. Un ragazzo stramazzato sul tettino di una macchina parcheggiata. È l’epilogo di un tentativo di effrazione ai danni del Consultorio familiare in via della Catena, nel cuore del centro storico, ad opera di un gruppo di giovani di età compresa tra i 15 e i 18 anni. Ad averli sorpresi nel gesto vandalico è stata una famiglia di residenti che, richiamata dagli schiamazzi e dai rumori molesti, nell’affacciarsi è stata testimone della caduta rovinosa di uno dei ragazzi dalla finestra al primo piano sull’auto parcheggiata. Tra l’altro, probabilmente nel cercare di aggrapparsi, il giovane vandalo ha scardinato il tubo del gas all’esterno del palazzo. Ma senza causare fuoriuscite di combustibile.

La preoccupazione

Per gli abitanti della zona è ormai diventata una routine preoccupante quella degli atti vandalici che ormai da troppi mesi deturpano le vie del centro storico. «Siamo veramente stanchi – sbotta l’avvocato Renato Acqua Era, membro del comitato residenti di Piazza del Papa e del centro storico – la situazione è fuori controllo. C’è da avere paura a rientrare a casa la sera». Il fatto, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, è andato in scena neanche troppo tardi. Infatti era intorno alla mezzanotte e mezza quando la famiglia che risiede in via della Catena ha cominciato a sentire il trambusto. «Immediatamente si sono affacciati – racconta Acqua Era – e hanno intimato ai ragazzi di andarsene via». Il gruppetto, quindi, si è subito dileguato per le vie del centro. «Chi in direzione porto – prosegue l’avvocato – chi verso piazza del Papa. Ma erano tutti visibilmente ubriachi, o sotto l’effetto di qualche sostanza. Perché nello scappare li hanno visti ciondolare e perdere l’equilibrio». 

Giovani senza ritegno

A mettere in agitazione gli abitanti del quartiere sembrerebbe essere la completa sfacciataggine dei ragazzi e la mancanza di pudore. «Quando torno a casa spesso per le vie si sente un forte odore di marijuana – continua a raccontare l’avvocato Acqua Era – addirittura una volta li ho visti con i miei occhi intenti nel gesto di assumere cocaina. Non se ne può più». Purtroppo il problema è pienamente di carattere sociale. Infatti le forze dell’ordine, per quello che possono, tramite l’opera capillare sul territorio, non riescono a contenere tutti gli atti di devianza giovanile che ultimamente stanno infestando le strade. Da piazza del Papa ai corsi principali è un continuo passaggio di pattuglie dei carabinieri e della polizia. «Ce ne rendiamo conto – prosegue Acqua Era – ma proprio perché l’attenzione delle divise è tutta concentrata nei maggiori luoghi di aggregazione che adesso gli atti vandalici si sono spostati nelle vie limitrofe». Ciò conferma che la questione non è delimitare o contingentare una determinata area della città, perché non avrà altro effetto che spostare il problema da un’altra parte. E infatti sta avvenendo proprio questo. 

I precedenti

Ma è comunque un dato certo che la situazione sta sfuggendo di mano. Neanche 24 ore prima un altro fatto di delinquenza giovanile ha scatenato le polemiche tra i residenti. Un 28enne nordafricano è stato aggredito la notte tra venerdì e sabato scorso intorno alle 3 da un gruppo di giovani. Prima gli insulti poi il colpo alla testa con un oggetto contundente. Il malcapitato ha cominciato a gridare di essere stato colpito da una bottigliata. E nelle settimane precedenti altri comportamenti fuori dalle righe hanno coinvolto alcuni locali di piazza del Papa e delle vie di collegamento con il corso principale. In particolare la nuova moda di questi gruppi di sbandati è cercare a tutti i costi la rissa lanciando bicchieri di cocktail in mezzo ai tavoli tra i dehors dei locali. Per fortuna nessuno ha accettato la provocazione rispondendo per le rime, altrimenti sarebbero volati i tavolini.