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Ancona

Atletica, “Gimbo” Tamberi, il ragazzo d’oro!

Giornata storica per l’atletica leggera italiana e marchigiana. Gianmarco Tamberi, anconetano, ha vinto l’oro nel salto in alto. Storico oro anche per Jacobs nei 100 metri

L'anconetano Gianmarco Tamberi

TOKYO – Sembrava una maledizione e invece è diventata la giornata della vita. Più forte della sfortuna e della paura di non mantenere la promessa di onorare un talento indiscutibile, Gianmarco Tamberi è invece in cima al mondo, anzi nell’Olimpo degli atleti.

Il saltatore anconetano, il ragazzo con la mezza barba, ha trionfato nella notte di Tokyo con la quota di 2.37 assieme al qatariota Barshim. Tre errori a 2.39 per entrambi, che poi hanno deciso di rinunciare allo spareggio.

Mai un italiano aveva vinto una medaglia nel salto in alto all’Olimpiade

C’era riuscita una grande italiana, Sara Simeoni, oro a Mosca ’80, ancora oggi nella leggenda come vi sarà l’anconetano Gimbo.

Le lacrime di incredulità dopo la gara e quelle del papà Marco, allenatore, in tribuna a esprimere, anche senza parole, qualcosa che cullava nei cuori di entrambi e di tutti coloro che non hanno mai smesso di credere nel talento di questo ragazzo diventato uomo. Prima di partire per l’Olimpiade ha chiesto alla storica fidanzata Chiara di sposarlo.

L’oro olimpico è il massimo per un atleta che è già stato campione europeo e campione mondiale indoor. Allora, era il 2016, Tamberi saltò i 2.39 ma, nel tentare i 2.41 si infortunò gravemente alla caviglia compromettendo la partecipazione ai Giochi di Rio. Quattro anni di lavoro duro per recuperare la forma e la convinzione di poter dimostrare di essere il migliore. Il rinvio dei Giochi di un anno non sembrava agevolare l’atleta 29enne. Le paure per un anno sportivo non certo esaltante. Oggi la consacrazione e la festa per una vita spesa al servizio dell’atletica e di un sogno finalmente realizzato.

Gimbo, atleta delle Fiamme Gialle, sale sul podio con dieci salti indimenticabili, con il primato stagionale portato a 2,37, misura che non saltava da tempo, a fine giugno ad Ancona si era fermato ad un deludente (per lui) 2.30. La finale olimpica, con una gara emozionante e spettacolare, gli ha messo l’oro al collo.

Da capitano della squadra di atletica, poi, a distanza di pochi minuti, è stato il primo a correre incontro a Marcell Jacobs, storico vincitore del 100 metri maschili in una gara nella quale l’Italia non era mai nemmeno arrivata in finale. Per l’atletica italiana una giornata unica, indimenticabile e forse irripetibile. Per Ancona e le Marche una grande festa. Per Tamberi un’emozione che sarà paragonabile forse solo al matrimonio.