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Ancona

Assistente sociale a fianco del medico di base: progetto sperimentale nelle Marche

I risultati della sperimentazione, di interesse nazionale, saranno presentati ad Ancona durante un convegno presso la facoltà di Economia di Univpm

Presentazione del progetto di integrazione del Servizio sociale professionale nell’assistenza primaria

ANCONA – Avere un assistente sociale in ogni studio medico è l’obiettivo di un progetto sperimentale avviato nelle Marche che, al momento, si sta attuando in uno studio nel comune di Castelfidardo. Si tratta del “Progetto sperimentale di Modello organizzativo per l’integrazione dell’assistente sociale nell’Unità territoriale professionale della Medicina Generale”, realizzato con la partnership del Centro di Ricerca e Servizio sull’Integrazione  socio-sanitaria – Università Politecnica delle Marche (CRISS-UNIVPM), della Federazione italiana Medici di medicina generale (FIMMG) Marche, del Sindacato unitario nazionale assistenti sociali (SUNAS) e del Consiglio regionale Ordine assistenti sociali (CROAS Marche).

La sperimentazione è iniziata a ottobre 2018 e prevede per due anni, fino ad ottobre 2020, per 10 ore settimanali, la presenza di un assistente sociale all’interno di uno studio medico di Medicina Generale dell’Area Vasta 2, nel comune di Castelfidardo. I pazienti dello studio medico coinvolti nel primo anno di attività del progetto sono stati per la maggior parte anziani e adulti in situazione di fragilità. Tra le domande rivolte all’assistente sociale, ci sono richieste di informazioni e consulenza in merito a problematiche sociali e di attivazione di progetti di presa in carico socio-sanitaria integrata, in un’ottica di continuità delle cure.
I primi risultati della sperimentazione, ad oggi avviata solo nella regione Marche per accogliere i bisogni delle persone con un approccio globale alla salute, saranno presentati durante un convegno, giovedì 13 febbraio, dalle ore 9 alle 13, nella facoltà di Economia (Aula A2) di Univpm, ad Ancona.

Il rettore della Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori, sottolinea la «collaborazione tra diverse istituzioni in questo progetto, il ruolo del CRISS e l’importanza della ricerca. Questo progetto nasce infatti da un’attività di ricerca del CRISS di dieci anni fa, quando il Centro di Ricerca dell’Univpm con fondi propri finanziò la presenza di un assistente sociale in uno studio medico di Senigallia, dove lavora Fabrizio Volpini, presidente IV Commissione Regione Marche. Da questa sperimentazione sono nati vari progetti, tra cui questo di Castelfidardo».  

«L’Università oltre a fare ricerca e formazione, – spiega Giovanna Vicarelli, direttore CRISS-UNIVPM – ha una terza missione: rispondere alle esigenze del territorio con servizi nuovi. È nata quindi questa sperimentazione che potrebbe portare possibili cambiamenti a livello legislativo. L’obiettivo è avere la figura dell’assistente sociale in tutti gli studi associati. Nella contrattazione nazionale e nel Piano socio sanitario regionale ci sono già tutti i presupposti per raggiungerlo». «È importante vedere la persona in modo globale; – sottolinea Carla Moretti, del CRISS-UNIVPM – questo progetto riesce a intercettare i bisogni delle persone e a potenziare risposte socio-assistenziali. Oggi c’è bisogno di un’effettiva integrazione socio-sanitaria».

Anche per Marzia Lorenzetti, presidente CROAS Marche, si tratta di un «progetto innovativo nel quale abbiamo creduto subito. L’assistente sociale è una professione che riconosce la centralità della persona e oggi è importante intercettare le fragilità». «I bisogni sono sempre più complessi – dichiara Dina Ubertini, segretario SUNAS Marche – e c’è bisogno di un aiuto qualificato, non solo di un professionista ma di un team».

Fabrizio Volpini, presidente IV Commissione Regione Marche, spiega che «oggi c’è un allungamento della vita, con cronicità, fragilità, non autosufficienza, demenza. Tutte problematiche complesse che insistono sul territorio e che non riguardano solo il singolo soggetto, ma coinvolgono anche le famiglie di appartenenza. Ecco perché è importante avere un assistente sociale e ragionare in termini di team, in modo da dare risposte adeguate».