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Ancona

Assalto alla Cgil a Roma, Barbaresi: «Atto ignobile e di inaudita gravità»

La segretaria generale Cgil Marche condanna l'attacco alla sede nazionale del sindacato a Roma, avvenuto durante una manifestazione contro il Green pass, ad opera di un gruppo di manifestanti. Solidarietà da Articolo Uno

Daniela Barbaresi

ANCONA – Sedi Cgil aperte e presidiate oggi 10 ottobre, nelle Marche come nel resto del Paese, in segno di protesta e di condanna all’attacco alla sede nazionale del sindacato a Roma, avvenuto nel pomeriggio di ieri, durante una manifestazione contro il Green pass, ad opera di un gruppo di manifestanti, fra i quali rappresentati di Forza Nuova.

«L’assalto alla sede della Cgil nazionale è un atto ignobile e di inaudita gravità – commenta Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche – . Un atto di vero e proprio squadrismo fascista in quello che è un luogo simbolo di diritti e libertà. Un attacco alla democrazia e a tutto il mondo del lavoro che riporta alla memoria periodi bui che non devono ripetersi e da condannare fermamente».

«Chiediamo a tutte le Istituzioni – aggiunge -, e in particolare a Prefetture e Questure, di vigilare sulla sicurezza delle nostre tante sedi a tutela dell’agibilità sindacale e a garanzia dell’incolumità di coloro che vi lavorano. La Cgil ha resistito e resisterà sempre e continuerà con forza ad essere protagonista della difesa dei valori democratici, della libertà e dei diritti dei lavoratori e lavoratrici. È però necessario che in questo momento delicatissimo per il Paese, tutte le forze democratiche e antifasciste del Paese uniscano le loro forze per difendere i diritti costituzionali e le libertà e per impedire che altri episodi di violenza possano ripetersi».

Massimo Montesi con il ministro della Salute Roberto Speranza

Solidarietà al sindacato è arrivata da Massimo Montesi, coordinatore regionale di Articolo 1: «La strategia della tensione ha un nome, fascista, e dei responsabili politici: la destra, va fermata subito. Violenza inaudita, i responsabili vanno individuati e puniti, secondo le leggi in vigore. Nessuno pensi che alla violenza ci si possa abituare e ci si lasci intimidire. E si sciolgano le organizzazioni neofasciste».

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