Artigianato, opportunità per le nuove generazioni

I Giovani Imprenditori di Confartigianato accendono i riflettori sul valore economico e sociale dell’impresa artigiana. Il punto con il presidente Luca Corinaldesi

ANCONA – L’artigianato punta al futuro e lo dimostra la carica delle 13.497 imprese under 35 presenti nelle Marche: 3.682 ad Ancona, 3.415 a Macerata, 2.794 a Pesaro e Urbino, 1.927 ad Ascoli Piceno, 1.679 a Fermo (Elaborazione Confartgianato su dati Unioncamere-Infocamere e Movimprese).

Luca Corinaldesi, presidente Giovani imprenditori Confartigianato Imprese Ancona, Pesaro e Urbino
Luca Corinaldesi, presidente Giovani imprenditori Confartigianato Imprese Ancona, Pesaro e Urbino

«I giovani credono nell’innovazione ma anche nella riscoperta e nella valorizzazione dei mestieri tradizionali. Stiamo assistendo – dichiara Luca Corinaldesi Presidente dei Giovani Imprenditori della Confartigianato Imprese di Ancona – Pesaro e Urbino – a un ritorno alle professionalità che sono parte integrante della nostra tradizione, mestieri che sempre più spesso i giovani d’oggi riscoprono, valorizzano, e scelgono per il proprio futuro, anche da imprenditori».

«L’obiettivo dell’artigiano consiste nel realizzare prodotti e servizi ben fatti, in virtù dello stretto rapporto dell’artigianato con il bello e con l’arte. La tecnologia è lo straordinario strumento di lavoro utilizzato per potenziare la produzione artigiana, senza snaturarla. Per questo – dice Luca Corinaldesi Presidente Giovani Imprenditori Confartigianato – l’artigiano è l’imprenditore protagonista e ambasciatore della qualità made in Italy».

I Giovani Imprenditori di Confartigianato accendono i riflettori sul valore economico e sociale dell’impresa artigiana, un patrimonio che deve essere preservato favorendo la successione dell’azienda non soltanto all’interno della famiglia. «È quindi quanto mai necessario agevolare la trasmissione d’impresa per non disperdere la ricchezza economica e di competenze professionali consolidata nelle aziende che hanno molti anni di attività alle spalle», spiega.

Assume una particolare importanza, in prospettiva, il valore della formazione e dell’inserimento in azienda di forze giovani per rispondere alla disoccupazione giovanile, alla carenza di personale specializzato, per incentivare processi e di innovazione per salvare professioni secolari che rischiano di scomparire.