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Ancona

Armi e mafia, nuovi arresti dopo la tragedia della Lanterna Azzurra

Quattro misure cautelari sono scattate questa mattina. L’operazione, condotta nel Modenese, si è sviluppata dopo una intercettazione ambientale raccolta dai carabinieri di Ancona che indagavano sulla strage di Corinaldo

Lanterna Azzurra
I mazzi di fiori fuori dalla Lanterna Azzurra un anno dopo la strage

ANCONA – Droga, armi e mafia. Sono scattati nuovi arresti dopo la tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo. Uno dei coinvolti della banda dello spray, già condannata in primo grado, Ugo Di Puorto, considerato il capo, è stato raggiunto questa mattina da un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere. Lo stesso provvedimento riguarda altre tre persone, due sempre in carcere e una ai domiciliari. Le misure non sono partite per i fatti di Corinaldo ma da quelle indagini, con intercettazioni ambientali e attraverso le quali i carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona hanno captato altro avvisando i colleghi di Modena. Congiuntamente, questa mattina all’alba, i due nuclei hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Bologna, su richiesta della Procura della Repubblica (la direzione distrettuale antimafia di Bologna) nei confronti di 4 persone ritenute responsabili, a vario titolo, in concorso tra loro, di lesioni personali, detenzione abusiva di armi e munizioni, ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e violenza privata, con l’aggravante per reati connessi ad attività mafiose.
Il locale Nucleo Investigativo di Ancona raccoglieva elementi circa la possibile disponibilità di armi da parte di alcuni soggetti coinvolti in quella vicenda, residenti in Castelfranco Emilia (MO) e in altre località del modenese, tra i quali il figlio di un detenuto, riconosciuto reggente del Clan dei Casalesi per la provincia di Modena, Ugo Di Puorto.

A marzo 2021, il Nucleo Investigativo di Modena, all’esito dei necessari approfondimenti, eseguiva un decreto di perquisizione su delega della Procura bolognese, nei confronti dei predetti, uno dei quali, operaio 50enne di origini campane ma da tempo dimorante nel modenese, veniva arrestato poiché trovato in possesso di 230 grammi di cocaina e due pistole provento di furto, con relativo munizionamento.

In tale quadro, era emerso che, il principale arrestato in Castelfranco Emilia (MO), Di Puorto, dopo aver avuto un diverbio per futili motivi con un altro giovane del posto, lo aveva malmenato procurandogli lesioni, per poi interpellare gli altri destinatari del provvedimento cautelare in tema – messisi “a disposizione” del clan – affinché gli procurassero un’arma da utilizzare per risolvere la controversia e conducessero la vittima dinanzi al suo stesso aggressore per subire nuovamente la sua condotta prevaricatrice.

L’operazione, iniziata alle prime ore del mattino è stata condotta dai Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Modena e Ancona, con il supporto dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti e con l’ausilio di unità cinofile, fatte appositamente intervenire dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Bologna, per la ricerca di armi e droga.