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Ancona

Ancona: aree di crisi complessa, audizioni della X Commissione del Senato in prefettura

Nelle Marche ci sono tre zone di crisi industriale che coinvolgono 138 comuni su 228: 40 sono nel fermano-maceratese, 42 nella Val Vibrata, 56 nel fabrianese

ANCONA – L’area industriale di Fabriano e le aree di crisi complessa del Distretto Fermano-Maceratese (calzaturiero) e della Val Vibrata-Valle del Tronto sono state oggetto delle audizioni della X Commissione del Senato svoltesi ieri (8 luglio) presso la Prefettura di Ancona. La delegazione guidata dal vice presidente Paolo Ripamonti (Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d’Azione), composta dalla senatrice Teresa Bellanova (Pd) e dal senatore Gianluca Castaldi (M5S) ha audito i presidenti delle province di Ancona, Fermo e Teramo; i sindaci di Fabriano, Fermo e Comunanza; i presidenti di Confindustria, Confartigianato, Camera di Commercio, Cna; i rappresentanti sindacali e di Invitalia. Presenti alle audizioni anche i senatori Paolo Arrigoni e Giuliano Pazzaglini (L-SP-PSd’Az), Francesco Verducci (PD) e l’On. Tullio Patassini (L-SP-PSd’Az).

Nelle Marche ci sono tre aree di crisi industriale che coinvolgono 138 comuni su 228: 40 sono nel fermano-maceratese, 42 nella Val Vibrata, 56 nel fabrianese. Nel corso degli incontri sono emerse delle criticità legate principalmente all’ormai datata Legge 181. L’impegno della X Commissione è di presentare al governo, dopo la pausa estiva, una risoluzione per la crescita di questi territori.

«Il tetto di un milione e mezzo per i progetti previsti dalla Legge 181 per le piccole e piccolissime imprese è troppo alto. Nella risoluzione che avanzeremo al Governo proporremo di ridurlo almeno a un milione di euro – spiega la senatrice Teresa Bellanova -. Un altro problema molto sentito da tutte le aree di crisi complessa è la copertura della cassa integrazione in deroga per i lavoratori che sono fuoriusciti dalle grandi imprese colpite dalla crisi. Se la reindustrializzazione non è stata completata, i lavoratori a fine anno rischiano di rimanere scoperti dal sostegno al reddito. Per questo, nella risoluzione chiederemo al governo di inserire una copertura nella prossima Legge di Bilancio. In questo territorio ad esempio, ci sono 700 lavoratori della ex Merloni che ancora non riescono a intravvedere un futuro di occupazione stabile».

Al centro il vice presidente della X Commissione del Senato, Paolo Ripamonti

«Questi territori hanno l’esigenza di spendere le risorse che gli sono state assegnate e di impiegare il plafond non utilizzato in altri progetti – afferma il vice presidente della X Commissione del Senato, Paolo Ripamonti -.  La risoluzione che cercheremo di mettere in campo è nell’ottica di far crescere davvero queste aree non solo segnate dalla crisi ma anche dal terremoto. Credo che le misure possano riguardare anche le zone colpite dal sisma, usufruendo di ulteriori bandi e di risorse non utilizzate. Dopo Savona e Taranto la X Commissione si è riunita qui. Diamo un segnale a questo territorio che deve essere attenzionato».

Il prefetto di Ancona Antonio D’Acunto ha accolto la delegazione e ha fatto un breve riepilogo della situazione dell’economia delle aree di crisi industriale: «Sono state audizioni concrete, è stato fatto un focus su tutta la regione».