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Ancona

Area Marina Protetta del Conero, sit-in del Comitato per il sì sotto la Regione

Presenti associazioni ambientaliste, docenti, ricercatori, cittadini e anche rappresentanti politici, tra cui il leader di Altra Idea di Città Francesco Rubini

Presidio 2
Una scatto del presidio sotto Palazzo Raffaello

ANCONA – È andato in scena un nuovo capitolo della possibile istituzione dell'”Area Marina Protetta del Conero“, che potrebbe interessare i comuni di Ancona, Numana e Sirolo. Dopo la richiesta di parere definitivo del Ministero dell’Ambiente ai Comuni in questione, viste le titubanze passate, il Comitato per il sì ha voluto far sentire la propria voce all’esterno della Regione Marche. Così, nelle adiacenze di Palazzo Raffaello, questa mattina (16 novembre) si sono ritrovati alcuni sostenitori del “voto favorevole” che, nel rispetto dei protocolli vigenti per la pandemia e del distanziamento, hanno fatto sentire la loro voce.

All’interno, in video conferenza, i rappresentanti dei comuni e della Regione Marche stavano discutendo con i responsabili del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare proprio della denominazione proposta al fine di pervenire ad una decisione in tempi rapidi. Nel sit-in erano presenti associazioni ambientaliste, docenti, ricercatori, cittadini e anche rappresentanti politici. Tra questi il leader cittadino di Altra Idea di Città, e consigliere comunale, Francesco Rubini: «Siamo sotto la sede della Regione Marche perché come Altra Idea di Città vogliamo ribadire il nostro “sì” convinto all’Area Marina Protetta del Conero. Il Ministero, dopo anni, vuole una risposta a riguardo ed è giusto fornirla. Abbiamo assistito a tante giravolte da parte dell’amministrazione comunale anconetana e del sindaco Valeria Mancinelli che, prima, aveva mostrato la sua apertura salvo poi cambiare idea in corsa. Le risposte le avevamo chieste anche noi in Consiglio comunale ma non sono arrivate. Riteniamo l’Area Marina Protetta fondamentale per il rilancio del nostro territorio, non è una gabbia e non comporta ostacoli alla libera fruizione del mare e della costa. È solo uno strumento amministrativo e giuridico per immaginare un’idea di turismo sostenibile e nel pieno rispetto della natura e dell’ambiente».