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Ancona

Appalti ferroviari, sciopero e sit-in ad Ancona per salvare 30 posti di lavoro

Le ragioni della protesta, proclamata per lunedì 24 settembre da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Ugl e Fast, sono da ricercare «nell’affidamento dei lotti al massimo ribasso, nel cambio continuo delle imprese cui viene affidato il servizio, nella mancata applicazione delle clausole sociali e occupazionali e anche nell’ esaurimento degli ammortizzatori sociali»

La stazione ferroviaria di Jesi

ANCONA – Appalti ferroviari, sciopero e sit-in ad Ancona per salvare 30 posti di lavoro nelle Marche. Appuntamento lunedì 24 settembre.

Le ragioni della protesta, proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Ugl e Fast, sono da ricercare nell’affidamento dei lotti al massimo ribasso, nel cambio continuo delle imprese cui viene affidato il servizio, nella mancata applicazione delle clausole sociali e occupazionali e anche nell’ esaurimento degli ammortizzatori sociali.

Nelle Marche si contano oltre 200 addetti, quattro le imprese interessate. La situazione è pesante: sono a rischio circa 30 posti di lavoro. Infatti, nella stazione di Ancona, in seguito a lavori di manutenzione su alcuni binari che dureranno circa un anno, è stata cancellata la pulizia dei treni a lunga percorrenza, effettuata da una delle imprese in appalto. Qui, lavorano, appunto, 30 addetti, attualmente con contratto di solidarietà al 55 per cento, in scadenza a fine anno e non più prorogabile.

Anche nel resto della regione, la situazione risulta complessa: il settore, infatti, è frammentato, costituito da piccole imprese, che spesso accrescono i problemi e le difficoltà. Il sindacato sta mettendo in campo tutte le azioni per migliorare la situazione e porre al centro il lavoro. Dal canto suo, il gruppo Fs non ha ancora predisposto alcuna convocazione per discutere di tutti i problemi del settore; allo stesso tempo, il Ministero fa orecchie di mercante rispetto alla questione degli ammortizzatori sociali.