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Ancona

50 anni dalla scoperta delle Grotte di Frasassi, Latini dal consiglio regionale: «Una realtà di eccezionale valore». Acquaroli: «Patrimonio straordinario»

Seduta del Consiglio regionale aperta dalle celebrazioni per i 50 anni dalla scoperta dell'ipogeo tra i più grandi d'Europa. In Aula i protagonisti dell’impresa ai quali è stata consegnata una medaglia celebrativa

Il momento della consegna delle medaglie

ANCONA – Si è aperta con la celebrazione del 50esimo anniversario della scoperta delle Grotte di Frasassi la seduta odierna del Consiglio regionale, culminata con la consegna agli speleologi scopritori di una medaglia celebrativa. Il presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche, Dino Latini, ha introdotto la cerimonia parlando di una «realtà naturale di eccezionale valore, importante non soltanto per la nostra regione, ma per l’Italia e il mondo». Riferendosi agli esploratori Latini ha sottolineato che testimoniano «quanto sia importante conoscere, curare e valorizzare il territorio e l’ambiente».

Il sindaco di Genga, Marco Filipponi, ha illustrato i progetti futuri per valorizzare ulteriormente il complesso ipogeo tra i più grandi d’Europa, fra i quali un nuovo impianto di illuminazione a impatto zero, insieme a nuovi sentieri per svilupparne ulteriormente le potenzialità turistiche.

In Aula poi, il racconto delle prime discese, la proiezione di alcune immagine della scoperta e la testimonianza degli speleologi che 50 anni fa, il 25 settembre 1971, scoprirono le Grotte di Frasassi: Giorgio Lacopo, Maurizio Bolognini, Fabio Sturba, Fabio Bentivoglio, Stefano Fiori, Costantino Cioffi, Mauro Bolognini e Giuseppe Gambelli.
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Sandro Stoppa del Gruppo speleologico Cai di Ancona ha sottolineato che la scoperta delle Grotte ha fatto conoscere il nome delle Marche al mondo intero ed ha ribadito l’importanza della scoperta sul fronte turistico ed economico.

Dino Latini e Marco Filipponi

Nel corso della seduta sono state ripercorse le tappe salienti che hanno portato alla scoperta delle Grotte: il 2 ottobre del 1971 con il lancio del sasso tramite il quale venne calcolata la profondità dell’ipogeo (125 metri), il 3 ottobre con il primo tentativo di discesa, senza successo, e poi il 10 ottobre, quando venne raggiunto il fondo della Grotta, quella che oggi è la Sala Abisso Ancona.

Il primo a scendere fu Maurizio Bolognini, che ha ricordato l’esperienza come fortissima. Una discesa avvenuta nel buio tanto che «pensavo di non farcela – ha detto -. Ho messo la mia vita nelle mani dei miei compagni. Solo la passione ci ha spinti in questa avventura». Nel corso della cerimonia è stato sottolineato il fatto le Grotte di Frasassi, per la loro natura a doppio carsismo (classico e sulfureo), che le rende uniche, potrebbero riservare ancora numerose sorprese.

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha espresso agli esploratori gratitudine per aver regalato alle Marche le Grotte di Frasassi. «Un patrimonio straordinario – ha detto – . Sono uniche nel panorama internazionale», una opportunità e una attrattiva a livello nazionale e internazionale, consegnata all’Italia e alla storia del Mondo, «da valorizzare e da esaltare in maniera sempre maggiore».

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