Tutela domicilio e legittima difesa, sit-in di FdI-AN

Ieri i militanti di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale hanno manifestato simbolicamente davanti al Palazzo di Giustizia di Ancona per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare relativa alle modifiche delle norme che disciplinano la violazione di domicilio e la legittima difesa

Sit-in di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale davanti al Palazzo di Giustizia di Ancona

ANCONA – Ieri mattina i militanti di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale hanno manifestato simbolicamente davanti al Palazzo di Giustizia di Ancona per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare relativa alle modifiche delle norme che disciplinano la violazione di domicilio e la legittima difesa. Alla presenza di Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, gli attivisti del partito guidato da Giorgia Meloni, accompagnati dai dirigenti Carlo Ciccioli (portavoce regionale), Lorenzo Rabini (portavoce provinciale) e Angelo Eliantonio (portavoce comunale) hanno distribuito volantini e si sono fermati a discutere con i passanti, invitandoli a recarsi presso il Comune di Ancona per la firma della proposta di legge.

«L’iniziativa – spiega in una nota il coordinamento regionale di FdI – AN – è stata svolta per sollecitare il mondo politico e istituzionale a calendarizzare in Parlamento la proposta di legge, sostenuta da più di 2 milioni di firme». Durante l’iniziativa sono stati elencati i tre punti fondamentali della proposta: l’aumento delle pene da 2 a 6 anni per la violazione di domicilio; nessun risarcimento eventuale al ladro in caso di difesa; nessun reato o condanna per chi si difende in casa propria da ladri e delinquenti. Infine, dopo aver citato i casi emblematici dei Carabinieri di Ostra Vetere e Monte San Giusto (il primo condannato per eccesso di legittima difesa e a risarcire la famiglia del pluripregiudicato albanese che aveva tentato di investirlo ad un posto di blocco; il secondo attualmente indagato per un fatto analogo), Ciccioli, Rabini ed Eliantonio hanno concluso: «Una volta i cittadini chiedevano allo Stato di difenderli. Ora, visto che lo Stato non ce la fa o non vuole tutelare, chiedono almeno di essere messi nelle condizioni di difendersi da soli, di essere messi sullo stesso piano dei delinquenti, come garanzie. Noi siamo dalla parte dei cittadini che vogliono sentirsi sicuri a casa propria».