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Ancona

Deposito Xpo di Osimo, è ancora rebus per 101 lavoratori

Il magazzino ha chiuso il 30 giugno e i dipendenti della logistica sono rimasti disoccupati. Il nuovo incontro ha prodotto ancora una volta un nulla di fatto, non esserdoci ancora un progetto di riconversione

L'assemblea dei lavoratori Xpo

ANCONA – Non arriva ancora una soluzione per gli ex lavoratori del Deposito Xpo di Osimo. Il magazzino, che riforniva i punti vendita ex Sma passati in Conad con l’acquisizione del gruppo Auchan Retail, ha chiuso i battenti il 30 giugno e i dipendenti della logistica sono rimasti senza lavoro.

Ad oggi ancora non c’è un progetto di riconversione per il Deposito osimano, mentre gli ammortizzatori sociali sono previsti solo al 31 dicembre, ma Filcams Cgil, Fisascat Cils e UilTucs Uilt chiedono che la cassa integrazione venga erogata almeno per un anno, così da consentire ai lavoratori di potersi guardare intorno alla ricerca di prospettive occupazionali.

C’è delusione da parte dei sindacati per l’incontro avvenuto con Xpo nei giorni scorsi. «L’incontro di venerdì non ha ancora prodotto un risultato soddisfacente sia in merito agli incentivi all’esodo, giudicati dalla assemblea e dalla delegazione sindacale insufficienti – dichiara la segretaria regionale Fist Cisl, Selena Soleggiati -, che alle ricollocazioni rispetto alle quali ancora non abbiamo avuto risposte certe. Attendiamo il prossimo incontro dove confidiamo su una apertura da parte aziendale e un coinvolgimento di Margherita che non può esimersi dal presentare almeno alcune proposte di ricollocazione nelle cooperative di Forlì e di Monsanpolo. Il deposito era uno dei rami di Sma e Auchan e quindi un pezzo della realtà che Conad ha acquisito nella operazione del luglio 2019 . I lavoratori valuteranno nell’assemblea che terremo dopo il prossimo incontro gli esiti dell ulteriore confronto per decidere la nuova strategia». Per fine mese è infatti previsto un nuovo vertice con Xpo. 

Un incontro non positivo. Lo definisce così il segretario regionale UilTucs Uil Fabrizio Bontà: «Xpo è abbastanza irremovibile su tutti i punti richiesti da noi, ricollocazioni, anticipazione Cigs e incentivi all’esodo. La situazione è preoccupante perché l’età media dei dipendenti è medio alta (troppo giovani per andare in pensione ma troppo “vecchi” per trovare una facile ricollocazione); anche la Regione ha applicato le politiche attive ma il cambio della guardia sta rallentando tutte le operazioni. Resta l’incertezza della trattativa che speriamo, di sbloccare con un prossimo incontro che dovrebbe essere entro la fine del mese».

«La vertenza è in un momento molto complicato dove la perdita dei posti di lavoro è ormai un problema reale – dichiara il segretario Filcams Cgil Ancona, Carlo Cotichetti -. Le richieste rimangono le medesime da sempre partendo da un piano serio per le ricollocazioni che veda la responsabilità anche di Conad. Ci aspettiamo uno scatto in avanti da parte di Xpo già dal prossimo incontro previsto per fine mese».

Gli ex lavoratori Xpo si sono detti disponibili anche a trasferte fuori regione pur di essere ricollocati, ma per ora non sono arrivate proposte o altre soluzioni e il nodo resta in piedi, mentre Margherita Distribuzione, nata per gestire i punti vendita non passati nel sistema Conad, non ha partecipato all’incontro. Insomma il quadro è ancora avvolto dalla nebbia per i lavoratori.