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Ancona

Taglio dei vitalizi per gli ex consiglieri regionali. Mastrovincenzo: «Risparmio di oltre 387mila euro»

La nuova normativa, che entrerà in vigore dal primo dicembre 2019, di fatto ridurrà l'erogazione mensile di denaro per i consiglieri regionali delle precedenti legislature. In discussione in Aula il 14 maggio. Referente nella trattativa con il Governo il presidente dell'Assemblea Legislativa delle Marche

Il Consiglio Regionale

ANCONA – Tagliare i vitalizi degli ex consiglieri regionali. È questo l’obiettivo della proposta di legge (Pdl) promossa dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale e sottoscritta il 29 aprile. La Pdl, che consentirà alla Regione un risparmio di 387.565 euro nel triennio 2019 – 2021, sarà discussa in Aula, per l’approvazione, nella seduta consiliare prevista per il prossimo 14 maggio.

La Regione Marche aveva già abrogato l’assegno vitalizio spettante ai consiglieri regionali a decorrere dalla X legislatura, attraverso la legge 27 del dicembre 2011. La nuova normativa, che entrerà definitivamente in vigore dal primo dicembre 2019, di fatto ridurrà i vitalizi per i consiglieri regionali delle precedenti legislature. Gli attuali consiglieri, infatti, non hanno già più diritto a ricevere il vitalizio, un diritto che però era rimasto in piedi per gli ex consiglieri.
Il presidente del Consiglio regionale delle Marche, Antonio Mastrovincenzo

La Pdl, promossa dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, «è frutto – spiega il presidente Antonio Mastrovincenzo – di un intenso lavoro svolto a livello nazionale dalla Conferenza dei Presidenti del Consiglio. Insieme al presidente del Consiglio regionale del Veneto ho svolto il ruolo di referente su questa materia nella trattativa con il Governo». «Una proposta di legge che va nella direzione del risparmio”.

Una modifica che, come sottolinea Mastrovincenzo, va a riparametrare i vitalizi e che impatta soprattutto degli anni ’70 e ’80. Gli assegni saranno rideterminati sulla base degli accordi e dei criteri deliberati lo scorso 3 aprile dalla Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e Regioni. Obiettivo uniformare le diverse normative entro il 30 maggio.